direttore Paolo Di Maira

WEMW/Le Stelle di Trieste

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E’ davvero l’emblema di When East Meets West, il progetto “Wishing on a Star”, che ha vinto il CNC Development Award di 5000 euro, il premio principale fra i molti assegnati a conclusione del forum di co-pro- duzione organizzato dal Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia assieme al Trieste Film Festival, la cui settima edizione si è svolta dal 22 al 24 gennaio a Trieste.

Come l’anno scorso vince un documentario, la storia di Luciana, napoletana residente in Friuli, esponente della cosiddetta astrologia attiva, che mischia strategie esoteriche a una sorta di consulenza turistica.
Una storia molto territoriale, scritta dalla produttrice friulana Erica Barbiani, che produce con la sua Videomante, e che ha però scelto un regista slovacco, Peter Kerekes (anche lui produttore con la Peter Kerekes Film) e un co-produttore austriaco, Ralph Wieser di Mischief Film.
“Ho conosciuto i lavori di Peter, in particolar modo, il suo “Cooking History” di cui Ralph Wieser era il produttore, quando ero una studentessa a Eurodoc, e mi ha aperto un mondo sul linguaggio, sulla possibilità di usare l’ironia nel cinema del reale”.
Trieste come punto di partenza, che guarda a Est, verso Austria e Slovacchia, e verosimilmente anche a Ovest, verso la Francia: “credo che il team stia riconsiderando la possibilità di lavorare con la Francia alla luce dei molti incontri fatti con i produttori francesi qui a Trieste, e del fatto che il premio ottenuto è offerto dal CNC”, rivela Alessandro Gropplero, direttore di WEMW- “Wishing on a star” rappresenta proprio il tipo di progetti che vorremmo, grandi film e documentari capaci di unire più paesi esclusivamente sulla base di buone idee e belle storie, proprio perché la creatività non dovrebbe avere confini”.
Paolo Vidali, direttore del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, disegna il contesto: “Spero che nel resto d’Europa accada quello che accade qui: persone che arrivano da luoghi diversi, entrano in relazione e comunicano per migliorare la loro collaborazione e costruire nuovi ponti… e non nuovi muri”.

Erano 22 i progetti selezionati (su oltre 300 domande), lungometraggi di nzione assieme a  documentari perché, spiega Gropplero,“la nostra priorità è riunire qui tutte le persone chiave dell’industria delle aree su cui lavoriamo, e abbiamo visto, inoltre, che in molti casi ci sono stati cambi notevoli sulla strategia di sviluppo dei progetti, che da documentari televisivi, ad esempio, si sono trasformati in documentari da festival, grazie proprio al confronto fra persone che vengono da mondi diversi.”

Per la prima volta quest’anno WEMW ha ampliato il focus, che finora riguardava solo paesi occidentali, anche all’’Est, dedicando questa edizione ai Paesi Baltici oltre che alla Francia, “abbiamo allargato molto la possibilità di partecipazione, permettendo a chi ha progetti con uno dei due paesi focus, di poter parlare con una cinquantina di professionisti per ciascun paese”
Allo stesso tempo questo doppio focus restringe anche l’angolo di azione del forum, rendendolo più forte e più specifico, e consolidando anche i rapporti fra i paesi partner. E’ quanto emerso all’interno del panel Co-Producing with France and the Baltic Countries, che ha visto confrontarsi Rolandas Kvietkauskas (Lithuanian Film Centre), Michel Plazanet (CNC), Dita Rietu- ma (National Film Centre of Latvia), Edith Sepp (Estonian Film Institute).

“WEMW è stato molto importante per noi, un punto di svolta anche in vista dell’accordo di co-produzione che firmeremo quest’anno con la Francia, – dice Edith Sepp,- e spero che apra la via anche ad un accordo analogo con l’Italia, con cui ancora non abbiamo avuto l’occasione di lavorare.”

E’ la Lituania, fra i paesi baltici, quello che più ha lavorato con l’Italia, (è stato il set di grosse produzioni televisive come “Guerra e Pace” e “Anna Karenina”, ma anche di lm come “Educazione Siberiana”), anche se, nora, solo come fornitore di service.
Adesso però ci sono co- produzioni in arrivo, come ad esempio il documentario “About Stops, Runs and Bananas” (precedentemente “Gladiators”) di Arunas Matelis, uno dei progetti di Last Stop Trieste, e che fra i tanti paesi co-produttori annovera anche l’Italia, con Stefilm, e la vicina Lettonia.
La Lituania ha invece già in essere un accordo di co-produzione con Francia, mentre è in via di negoziazione l’accordo Francia –Lettonia. Anche in questo caso “Trieste è stato un alleato prezioso”, afferma Michel Plazanet, del CNC:
“attualmente, un progetto di co-produzione con la Lettonia non può essere riconosciuto come una co-produzione uffciale e per questo non ottiene accesso al supporto del CNC, ma qui a WEMW ho parlato con Dita Rietuma e sembra ci sia molto interesse a rmare quest’accordo.”
Trieste ha fatto anche da apripista per una serie di presentazioni trilaterali che le regioni baltiche stanno piani cando per quest’anno: “siamo diversi ma abbiamo anche molte cose in comune e questa è l’unica via per avere una maggiore visibilità internazionale, – afferma Rolandas Kvietkauskas – stiamo anche pensando alla possibilità di creare un fondo di co-produzione fra noi tre.”

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