WEMW/Il Cammino delle Storie

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“Nemo profeta in patria…forse non è poi così vero!” dichiara soddisfatta Laura Samani, giovane regista triestina, che con “Small Body”, prodotto da Nefertiti Films, ha conquistato il Film Centre Serbia Development Award, vincendo l’edizione 2018 di When East Meets West, il Forum di Co-Produzione organizzato dal Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, assieme al Trieste Film Festival, e svoltosi a Trieste dal 21 al 23 gennaio.

Una favola gotica ambientata agli inizi del ventesimo secolo e raccontata con, parole dell’autrice, “feroce realismo e magia. Il Friuli è terreno fertile per questo, perché c’è una tradizione contadina e folclorica, una fusionalità fortissima con la terra”.
Per il suo lungometraggio di esordio, Samani tornerà a girare nella sua terra, dove già aveva ambientato il suo corto di diploma del CSC, “La Santa che dorme”, presentato a Cannes (Cinéfondation) nel 2016: “questo riconoscimento, ottenuto peraltro da una giuria internazionale, in un appuntamento importante come WEMW, mi fa sentire come abbracciata da tutta la comunità”.

Legame profondo con il territorio e internazionalità sempre più marcata: qui sta il successo di WEMW, che quest’anno si irrobustisce di nuovi premi e nuovi partner, restando ben ancorato a quello che il direttore, Alessandro Gropplero, definisce il suo core: la formazione, l’obiettivo principale con cui il Fondo FVG diretto da Paolo Vidali ha mosso i suoi primi passi ancor prima di dar vita al mercato della co-produzione. “Small Body è un progetto che ha sfruttato tutte le opzioni messe a disposizione dal Fondo Regionale: dal finanziamento per lo sviluppo, alla selezione al Torino Film Lab, con cui abbiamo collaborato per tre anni, dalla domanda per RE-ACT, a quella per WEMW”.
In effetti, grazie all’entrata in gioco del produttore sloveno Vertigo, il progetto si è candidato ed è risultato uno dei sei vincitori degli 8000 euro di RE-ACT, il fondo di co-sviluppo messo assieme da Centro Audiovisivo Croato, Fondo Audiovisivo FVG e Slovenian Film Centre.

Ma soprattutto “Small Body” ha beneficiato del “fattore umano del  fondo”.
Spiega Gropplero: “quando Laura mi ha parlato del suo film due anni fa a Cannes, ho immediatamente pensato che fosse un progetto da cucire sul territorio, e in quest’ottica gli abbiamo facilitato l’incontro con il tessuto produttivo locale.”
E’ così che poi Samani ha trovato la produttrice giusta per il sui film, Nadia Trevisan di Nefertiti Films”.
Ed è proprio Nadia Trevisan, altra friulana doc, il ‘volto’ di quest’edizione di WEMW, dove era presente (con “Menocchio” di Alberto Fasulo) in This is it, (la nuova sezione dedicata a sei lungometraggi di nzione prodotti o co-prodotti con l’Italia), nel panel dedicato alle co- produzioni fra l’Europa sud-orientale e la Scandinavia, i paesi in Focus di quest’anno, con “History of Love”, co-prodotto con lo sloveno Monoo e il norvegese Incitus, già vincitore di una passata edizione di
RE-ACT, e presentato a WEMW lo scorso anno, dove si era aggiudicato la borsa di studio EAVE e il TRL Express.
La Trevisan era poi una delle partecipanti all’iniziativa di mentoring dedicata a nove donne produttrici, sostenuta dall’European Women Audiovisual Network, e che ha inaugurato il suo programma proprio a WEMW, dove l’EWA ha poi assegnato, per il secondo anno, un premio di 1500 euro alla migliore regista, andato alla slovena Haidy Kancler, regista di “Skiing in Scarves”.

Fra i progetti che hanno vinto RE-ACT, assieme a “Small Body”, anche “The Angel in the Wall” di Lorenzo Bianchini, (prodotto dalla Tucker Film in co-produzione con la slovena Bela Film e la francese Ici Et la Productions), presente al co-production market dell’anno scorso, e “Inventory”di Darko Sinko, (prodotto da December in co-produzione con la croata Hulahop), presentato invece quest’anno, come anche “Dark Mother Hearth”, che aveva ottenuto RE-ACT l’anno passato.
Intrecci sempre più fitti, “prova di come “RE-ACT sia il cuore di When East, che nasce proprio grazie alla collaborazione che il nostro fondo ha avuto dal 2008 con Slovenia e Croazia.”

Ma l’attenzione alla scrittura non si ferma qui, e aggiunge quest’anno un nuovo tassello: Midpoint -Feature, una piattaforma di training per lo sviluppo di progetti di cinema, lanciata a Trieste, grazie alla partnership fra il programma omonimo (ma che comprende anche la tv) rivolto a talenti emergenti dell’Europa centrale e orientale e diretto da Barbara Struss, WEMW, e Karlovy Vary Film Festival.
I progetti, sviluppati a Trieste e poi in una tappa successiva in Serbia, saranno presentati ai decision makers in una sessione di pitching al festival di Karlovy Vary, “il festival più importante dell’Europa dell’Est, che ancora non ha un mercato dei progetti”, spiega Gropplero, per tornare poi a Trieste a WEMW 2019, con una strategia finanziaria e produttiva più solida. “Un’importante piattaforma, a cui abbiamo iniziato a pensare proprio qui a Trieste l’anno scorso, utile per far progredire i progetti di questa regione”, dice Hugo Rosak, responsabile dell’Industry Office del Karlovy Vary Film Festival.

L’attenzione alla fase di sviluppo è centrale anche nel lavoro di Heretic Asterisk, la società di consulenza greca, esperta nel visual marketing, che da quest’anno mette la sua competenza a disposizione di WEMW, con il Visual Marketing Award, che è stato assegnato al progetto “Plague” di Jan Tešitel, prodotto dalla ceca Sirena Film.

Non fa parte ancora dei premi l’aspetto della distribuzione, che resta però centrale nella discussione, con i panel dedicati all’Iniziativa del Mercato Unico Digitale e alla questione della distribuzione digitale, che sta lentamente trasformando non solo le abitudini e i luoghi di consumo, ma anche le modalità di finanziamento del cinema.
Di supporto alla distribuzione ha parlato Marco Urizzi di Eye on Films, il programma di supporto alla distribuzione, in sala e nei festival, di film indipendenti, fondato e finanziato da Wide Management nel 2011 (nei primi anni anche con il sostegno di MEDIA), e che riunisce 78 distributori e 53 festival. “Ci interessano molto i territori coperti da WEMW, – dichiara Urizzi. – L’anno scorso in particolar modo, perché i paesi in Focus erano Estonia e Francia, e noi avevamo organizzato, in novembre, un evento al Festival di Tallin, invitando 7 distributori a prender parte, come giuria, a un focus su 9 film dell’area baltica (proiezioni di mercato) a cui conferire il premio EYE on Films. Film che poi hanno venduto molto bene.”

Il focus sui paesi baltici dell’anno passato ha generato anche un altro premio, il Baltic Award: 3000 euro assegnati a “I’ll Stand By You” di Virginija Vareikyte e Maximilien Dejoie – prodotto dall’italiana M&N e dalla lituana InScript. “Vorremmo continuare a incentivare le co-produzioni con i paesi baltici”, dice Edith Sepp dell’Estonian Film Institute. “Questo premio ci conferma che i rapporti con i paesi protagonisti del focus si mantengono saldi nel tempo generando continuità – dice Gropplero – e in questo caso specifico, credo che rifletta anche il desiderio da parte di paesi baltici di costruire un fondo di co-sviluppo con l’Italia.”

Continuità è quella che garantisce anche la Serbia, uno dei paesi in focus di quest’anno, che ha messo a disposizione il premio principale di WEMW: “Per la nostra regione il Festival di Trieste e questo mercato di co-produzione è uno degli appuntamenti più importanti, assieme a Salonicco e Sarajevo – Dichiara Boban Jevtic, a capo del Film Center Serbia – Siamo passati da 9 a 22 richieste di partecipazione di quest’anno, segno che i professionisti serbi ne traggono beneficio, per questo voglio continuare a sostenere WEMW anche in futuro.”

Fra gli altri premiati in questa edizione di WEMW, il regista e produttore di “Prison Beauty Contest” Srdjan Sarenac, (Novi Film -Bosnia Erzegovina/Serbia) che vince l’Industry Pass per Hot Docs; la produttrice serba Snezana Penev (Film Deluxe International) e il produttore norvegese Eirin Hogetveit – Norsk Fjernsyn, vincono il Producers Network Price, rispettivamente per “Darkling” e “ e Quest for Tonewood”; la produttrice serba Dragana Jovovic (Theory at Work) si aggiudica la scholarship per il producers workshop di EAVE per “Freedom Landscapes”.
Infine, il Flow Postproduction Award va a “Confessions of Love” di Tatjana Bozic, prodotto dall’olandese Volya Films.

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