VOD / Le piattaforme evolvono con l’audience

Non solo film streaming: le piattaforme online oggi si evolvono assieme al mercato, puntando su educazione e formazione, organizzazione e supporto ai festival, mercati b2b per le arti performative: è quanto emerge dall’esperienza di quattro realtà digitali europee affermate, che si sono confrontate nel corso dell’Eurovod Conference, nella sessione dal titolo “Demand Creation: How to Engage a Changing Audience”: Filmin, Filmdoo, Mymovies e IMZ

Filmin, è una piattaforma TVOD e SVOD presente in Spagna e Portogallo, organizzatore di un festival (l’Atlántida Film Festival, evento ibrido, che si svolge online e on site a Maiorca) e veicolo di una ventina di festival spagnoli (e altri 30 in arrivo entro l’anno) “durante il lockdown abbiamo  visto una crescita del 75% degli spettatori, e oltre a lanciare un nuovo design del sito abbiamo creato  Filmin Times, un sorta di guida per scoprire i film attraverso la storia europea, che sarà usata anche dalle scuole in Spagna, come strumento di studio della storia con il cinema.” Spiega il CEO, Jaume Ripoll

Cinema e apprendimento è anche la formula di Filmdoo, lanciato nel 2015 come piattaforma streaming che si proponeva di “connettere il mondo attraverso i film”, con un catalogo molto importante di film europei (ma anche asiatici, e di tutto il mondo) e che da circa un anno si è allargato al mercato dell’apprendimento delle lingue, lanciando un’ulteriore piattaforma Edutainment basata sui film e giochi (www.filmdoo.academy) “abbiamo notato che  oltre l’80% dei nostri utenti arriva da ricerche relative all’apprendimento delle lingue straniere attraverso i film. Per imparare una lingua è fondamentale capire la cultura la società di un paese, e il cinema è un veicolo straordinario per questo, è l’equivalente delle spezie per il cibo!” afferma Weerada Suchartkul, CEO e co-fondatrice, “siamo diventati dunque anche una piattaforma b2b per il settore dell’educazione, rimanendo fedeli alla nostra mission iniziale, che è appunto quella di connettere spettatori con i film, anche quelli più vecchi, che possono avere così un’ulteriore possibilità di sfruttamento.”

Filmdoo ha lanciato inoltre a Venezia il nuovo servizio per l’upload di contenuti da parte degli utenti,  “che ci permetterà di lavorare con i produttori indipendenti, distributori e detentori di diritti di contenuti”. 

In Italia sempre più festival, fra cui anche la Mostra di Venezia in questo momento, scelgono di andare (anche) online con Mymovies, che, ricorda il suo CEO e confondatore Gianluca Guzzo,  è nato proprio vent’anni fa proprio al Festival di Venezia e si è evoluto in quest’arco di tempo con passi da gigante, da film database a streaming platform svod ‘live’ -cioè con proiezioni che si svolgevano ad orari precisi -, a partner editoriale e commerciale di Netflix  (mentre nel frattempo veniva acquistata da IBS, che poi a sua volta ha venduto a Repubblica, e  poi al gruppo FCA), fino a creare streaming platforms per i festival e i cinema, con sale virtuali con numero limitato di posti e la possibilità di chattare con gli altri spettatori.
Il film di pre-apertura della Mostra del Cinema di Venezia “Molecole” ha realizzato 12.000 minuti di visione (100 persone hanno visto il film dall’inizio alla fine), ricorda Guzzo.

 Le piattaforme online hanno uno spazio sempre più interessante anche nell’ambito delle arti perfomative: lo conferma Katharina Jeschke, Segretario generale di IMZ (International Music and Media Centre), il network internazionale per l’industria delle arti performative, formato da produttori, broadcaster, piattaforme streaming, istituzioni per le arti perfomative, che promuove la musica e la danza attraverso i media audiovisivi.  
L’IMZ organizza il più grande evento di mercato per questo settore, l’Avant Premiere Musica&Media Market, che si svolge ogni anno durante la Berlinale  e l’EFM in cui circa 600 esperti da 300 società presentano i film e le novità ai buyers internazionali: i film che trattano di musica e di danza sono sempre più rilevanti per il pubblico.

“La nostra attività ruota intorno a quattro pilastri: ACCESSO AL MERCATO E IL NETWORK, AUDIENCE DEVELPOMENT (programmiamo diversi film festival), PROFESSIONALIZZAZIONE (organizziamo masterclass per professionisti con IMZ Academy ), INNOVAZIONE e NUOVI MODELLI DI BUSINESS. L’innovazione è senz’altro rappresentata dalle piattaforme online, che durante il lockdown hanno prodotto un aumento del tradizionale pubblico di questi contenuti e aiutato a mantenere viva l’attenzione degli spettatori in attesa del ritorno alla normalità. “E’ fondamentale, infine,  creare nuovi modelli di business, – dice Jeschke,- resi possibili dalla digitalizzazione: con i membri del network abbiamo sviluppato IMZ online services, una nuova piattaforma online che supporta l’intero processo del mercato dei diritti (licence trading): dalla ricerca dei produttori alla chiusura dei contratti. E’ basata su esperienze reali per andare incontro a quelli che sono i reali bisogni dell’industria ed il prototipo sarà presentato in ottobre.”

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