direttore Paolo Di Maira

VOCAZIONE INTERNAZIONALE

La spapienzaLa Film Commission ha “seminato” su un tessuto produttivo estremamente fertile: una realtà percepibile nei tre casi raccontati di seguito.  La Sarraz ,10 anni appena compiuti: un anniversario importante per la casa di produzione torinese fondata nel 2004 da Alessandro Borrelli.
Molti documentari, lungometraggi, progetti crossmediali, la scommessa su alcuni giovani autori (Sergio Basso, i fratelli De Serio).
Prodotti di qualità, che spesso fanno incetta di premi nei festival, ma che vanno anche ‘seguiti’ nella ricerca di un proprio pubblico.

Non a caso da qualche anno la società cura anche la distribuzione di alcuni titoli, a cominciare dai documentari (“Cadenas”, “Dal profondo”) fino al nuovo lavoro di Eugene Green, “La Sapienza”, uscito in 15 copie a fine novembre dopo il lancio italiano al Festival di Torino e il passaggio a Locarno, Toronto e New York,  “ la prima esperienza di distribuzione vera e propria dopo i vari esperimenti ‘a macchia di leopardo’ con i documentari, – continua Borrelli.- Continueremo su questa strada con i progetti che porteremo a produzione nel 2015.”
Fra questi ”Dimmi chi sono” di Sergio Basso, il progetto dedicato agli esiliati del Butan, documentario (sostenuto da Piemonte Doc Fund) con inserti di finzione, e a cui è agganciato un progetto multimediale finanziato da Media, “I ricordi del fiume”, documentario di creazione per il cinema, opera seconda dei fratelli De Serio, che “stanno seguendo un progetto europeo di smantellamento del campo nomadi sugli argini del fiume Stura a Torino”.
Sempre per il cinema “nel 2015 gireremo “Di fame non si muore” del regista di Masterchef Umberto Spinazzola: vorremmo lanciarlo all’Expo. E stiamo completando il nostro primo lavoro di animazione, il corto “Jorge e Felix” di Lorenzo La Trofa (che aveva già fatto per noi l’animazione di “Giallo a Milano”) su una famiglia che si trasferisce dal Sud Italia in Svezia.”

ghostAnimazione a Torino fa rima con Animoka, fondata a Torino nel 2009, all’interno dell’incubatore d’impresa del Politecnico di Torino I3P, da Davide Tromba e Valentina Canclini, mettendo a frutto l’importante bagaglio di esperienza internazionale e distinguendosi innanzi tutto nel campo della produzione esecutiva (nel 2011 il film stereoscopico “Blackie & Kanuto”, coproduzione fra Italia, Francia e Spagna, il cortometraggio “Muri Puliti”, vincitore del “Nastro d’Argento 2013” , gli effetti speciali di tre lungometraggi live-action internazionali).
Dal 2103 Animoka cura la produzione esecutiva della parte italiana della serie tv “Calimero 3 D” (coproduzione fra Gaumont e Studio Campedelli), che, spiega Tromba “è stata la vetrina che ci ha permesso di avere riconoscimento internazionale e di strutturare un team di una ventina di persone giovani fra artisti e esperti di computer grafica.”
E di compiere i primi passi verso il prossimo obiettivo, che è quello della produzione in proprio: “Stiamo creando uno studio di animazione vero e proprio, con tutti i dipartimenti artistici, tra cui una scripting room, e lavoriamo sui finanziamenti ai progetti. Nel 2015 produrremo “Ghost Carousel”, lungo d’animazione per famiglie che ha avuto la menzione speciale “sceneggiatura segnalata al mondo della produzione” al premio Solinas, e sta riscontrando un forte interesse internazionale.” Questa strutturazione verso la produzione in proprio e le opportunità di formazione e lavoro su progetti internazionali offerte ai giovani, “rende il nostro profilo interessante per Film Commission, con cui ci stiamo relazionando sempre di più”

La vocazione internazionale delle imprese del territorio è qualcosa che Film Commission ricerca e incentiva al tempo stesso. E’ evidente nel campo del documentario, con il Piemonte Doc Fund, “che ha permesso lo sviluppo e il radicamento di un tessuto di filmmakers locali,e la nascita di alcune delle case di produzione di documentari fra le più attive in Italia, molte delle quali riunite dal 2010 nell’associazione AProDoc, istituita proprio con l’obiettivo di fare sistema sul territorio e di interloquire con F.C. sulle politiche regionali dell’audiovisivo.”
A parlare è Massimo Arvat, uno dei fondatori di Aprodoc, che conta 25 società, di cui “6-7 attive nelle coproduzioni internazionali”.
La sua, Zenit, è una di queste e “il contributo del Doc Fund è fondamentale , perché spesso risulta essere l’unico che arriva dall’Italia, e diventa determinante per la credibilità sui mercati internazionali.” Lo è stato, ad esempio, per “Ultima chiamata”, (coproduzione fra Zenit, Arte e il norvegese Skotsland Film), di cui ha finanziato sia lo sviluppo che la produzione: un progetto che racconta la storia dei primi pensatori dello sviluppo sostenibile, autori nel 1972 de “I limiti della crescita”, e che ha ‘girato’ una decina di tv e una cinquantina di festival internazionali.
Ha avuto grande successo internazionale anche il pilot “Cultural Shock”, format crossmediale di Davide Tosco e Massimo Arvat, la cui produzione è però momentaneamente ferma. A questo proposito, conclude Arvat, “stiamo spingendo perché Film Commission crei un fondo dedicato alla crossmedialità, aggiornando le sue politiche sull’audiovisivo e aprendole verso nuove aree, come anche quella della distribuzione del documentario in sala.”

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