direttore Paolo Di Maira

VISIONI INCONTRA / Sale e streaming: come collaborare

Le sale d’essai stimano che negli ultimi mesi del 2020 gli spettatori saranno il 30% di quelli di un anno fa, e ieri i dati del box office danno un 87% in meno delle presenze dello stesso giorno del 2019: questi dati, rivelati dal presidente Federazione Italiana Cinema d’Essai Domenico Di Noia assieme alle cifre di Rai Play, che da marzo a maggio ha avuto il 178% utenti  in più ed è arrivata a 15 milioni di utenti registrati, (come ha evidenziato Maurizio Imbriale) fotografano bene la situazione della distribuzione in questo momento. Il  Covid ha fatto da acceleratore di un processo già in atto, nonostante che, ricorda Francesco Giraldo, Segretario generale ACEC-Associazione Esercenti Cattolicila pandemia è scoppiata in un momento particolarmente felice per le sale, il 2019 è stato un anno in controtendenza e anche i primi mesi del 2020 sono stati straordinari in questo senso”.

All’interno di questo scenario, emerso dal panel dedicato alla coesistenza fra sala e streaming per il cinema documentario organizzato da Visioni Incontra e coordinato da Cinzia Masótina, c’è un certo ottimismo fra i vari interlocutori circa le possibilità di dialogo e sinergie fra i diversi circuiti distributivi. “Non vedo sale e piattaforme come antagoniste, uno spazio per creare forme di collaborazione più organica e più decisa c’è”, dichiara Andrea Fabiano, vice presidente Multimedia di Tim Vision

Se la sala resta la ‘stella polare’ per Francesco Giraldo “è comunque necessario dotarsi di un altro polo virtuale dove proporre i prodotti: stiamo lavorando a una piattaforma dedicata che riunisca tutte le sale della comunità e dove anche dal punto di vista  economico, il digitale per la prima volta ci darà forse la possibilità di creare un gruppo d’acquisto.”

 Ciro Scala, a capo delle acquisizioni di Chili Tv, ricorda che nel 2019 “abbiamo lanciato a Cannes, all’interno del nostro sito corporate, la piattaforma Noi per il Cinema dove i piccoli produttori e distributori possono registrarsi e darci la possibilità di pubblicare i loro film: ad oggi ce ne sono più di  100 di cui il 20% sono documentari : è un canale a disposizione di tutti.”
Scala auspica anche una revisione (e riduzione) delle windows fra lo sfruttamento in sala e quello VoD transazionale: è d’accordo Lorenzo Ardicini, Presidente di CG Entertainment, che però specifica: “è necessario parlare anche di finestre per SVOD e AVOD, che nel tempo si sono fatte sempre più a ridosso della finestra transazionale: questo è un peccato perché depaupera il prodotto, visto che il costo è molto inferiore rispetto a quello di sala e VOD transazionale”.

L’affiancamento del lavoro della sala attraverso una proposta speculare di una piattaforma trova una sostenitrice in Stefania Ippoliti, che a Firenze ne sta facendo esperienza con il Cinema La Compagnia, sala dedicata prevalentemente alla programmazione di cinema del reale.

I dati dicono che il pubblico apprezza questa proposta, (i 90 titoli di documentari proposti nel 2019, hanno registrato 27285 spettatori, con 685 passaggi), anche se, precisa Ippoliti, “non sono numeri con cui potremmo stare in piedi se non fossimo una sala pubblica, ma il lavoro culturale è un altro tassello fondamentale della questione.”

“C’è da considerare poi, – conclude Ippoliti, – che l’IVA in sala è del 10%, sulle piattaforme del 22%, poi c’è la questione della SIAE: se ogni sala trova una ‘piattaforma specchio’ si rende necessario mettere a punto alcuni correttivi, assieme ai distributori, alla SIAE, allo stato.”

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