54 progetti nelle fasi finali di sviluppo e finanziamento su 330 candidature: con questi numeri il Venice Gap Financing Market celebrerà la sua 12° edizione, in programma dal 29 al 31 agosto all’interno del Venice Production Bridge, spazio industry della 82° Mostra del Cinema di Venezia.
40 sono i lungometraggi di finzione e documentari, 24 europei e 16 dal resto del mondo.
Per l’Italia ci sono A White House di Francesco Romano, co-produzione italo francese fra Amarena Film e Bocalupo Films, sostenuto da Film Commission Regione Campania oltreché da CNC e MIC (passato dal TorinoFilmLab e da Alpi Film Lab, ne abbiamo parlato qui.
E ancora, Caro Nanni, documentario on the road in vespa da Madrid a Roma, dove il regista, lo spagnolo Pablo Maqueda rende omaggio a Nanni Moretti, nel 30° anniversario del film che gli ha cambiato la vita.
Maqueda è già autore di Dear Werner (Walking on Cinema), sempre un documentario on the road realizzato in collaborazione con Werner Herzog. Prodotto da Viva. Media Films in coproduzione con Colosé Producciones, il film vede l’italiana Redibis Film come produttore associato.

Alfonso’ Smile del portoghese João Pedro, co-prodotto anche con il Lussemburgo; Anime Trasparenti di Luca Lucchesi, prodotto da Alcion, Eolo Film Productions, A Little Confidence, in co-produzione con la Germania, e sostenuto anche da Sicilia Film Commission e MIC. Love Story with a Dancing Man (Storia d’amore di uomo che balla) di Cosimo Gomez, che racconta di una coppia siciliana emigrata in Cile negli anni ’60, dove lui diventa il signore indiscusso del salone del ballo del paese.
E’ prodotto da Tramp Limited e Qualityfilm. Dal Cile all’Argentina per My Way di Diego Lerman.
In selezione anche i progetti di nomi noti quali Ulrich Seidl, anche produttore di Distances (Austria, Germania, Francia); Kamila Andini con Four Seasons in Java (Indonesia, Paesi Bassi, Norvegia, Francia, Germania, Singapore); l’argentino Luis Ortega con Magnetized e Diego Lerman con My Way, e la dirompente coppia bulgara Mina Mileva e Vesela Kazakova che con la loro casa di produzione MK38 firmano Wild Horse in the Rotten West: il progetto, co-prodotto con Francia e Regno Unito fa parte dell’altro Focus di quest’anno, dedicato appunto al Regno Unito, supportato dal British Film Institute. Co-prodotta con il Regno Unito è anche A Town in Nova Scotia di Babak Jalali.
Gli altri paesi in focus di quest’anno sono Cile (l’iniziativa è sostenuta dal Ministerio de las Culturas, las Artes y el Patrimonio, Gobierno de Chile) e Marocco (con il sostegno del Centre Cinématographique Marocain).
Nessun progetto italiano nella selezione dedicata all’immersività, ma fra le 10 opere sviluppate durante la 9° edizione di Biennale College Cinema Immersive troviamo Alchemical Reclamation di Sara Bonaventura, prodotto da Adiacenze.
I tre progetti sviluppati invece durante il primo workshop della 13° edizione di Biennale College Cinema sono Orange Peel di Anita Rivaroli (Cattive Produzioni), Saving the Day di Serhat Karaaslan, (co-produzione franco turca di Tiresias Films), e il vietnamita Summer 1999 di Hang Luong Nguyen (Kalei Films).



