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direttore Paolo Di Maira

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Venezia 82. Riflettori su Gaza

Sabato 30 agosto alle ore 17.00, da Santa Maria Elisabetta (Lido di Venezia), un corteo “marcerà” verso il Palazzo del Cinema “per chiedere lo stop al genocidio in Palestina perpetrato da Isreale e denunciare la complicità dei governi occidentali”. Alla mobiliazione, lanciata da Venice4Palestine, sigla che raccoglie centinaia di esponenti del cinema italiano e internazionale, hanno aderito numerose realtà associative .

Il 22 agosto Venice4Palestine aveva inviato una lettera aperta ( sostenuta anche dalla rete Artisti #NoBavaglio) indirizzata alla Biennale e alla Mostra del Cinema, comprese le sezioni indipendenti delle Giornate degli Autori e della Settimana Internazionale della Critica SIC, dove si esortano le istituzioni e i settori del cinema, dell’arte, della cultura e della formazione “a essere più coraggiosi e chiari nella condanna del genocidio in corso a Gaza e della pulizia etnica in tutta la Palestina per mano del governo e dell’esercito israeliani”.

Il riscontro “solidale e propositivo ricevuto dalle Giornate degli Autori e quello di apertura al confronto di SNCCI” ha pienamente soddisfatto gli autori della lettera.

Qualche riserva è stata espressa sulla risposta della Mostra, che, in una nota dell’ufficio stampa, ha ribadito di essere “sempre stata nella sua storia un luogo di confronto aperto e sensibile a tutte le questioni più urgenti della società e nel mondo». La conferma, si sostiene, sta dall’aver selezionato, in concorso, il film The voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania che mette in scena gli ultimi momenti di vita di Hind Rajab, la bimba palestinese di cinque anni che il 29 gennaio 2024 restò intrappolata in un’auto sotto il fuoco dei carri armati israeliani a Gaza, chiedendo inutilmente aiuto, in una lunga telefonata, agli operatori della Mezzaluna Rossa.

Venice4Palestine , pur “apprezzando l’apertura della Mostra”, ha rilanciato, chiedendo che venga ritirato l’invito a partecipare alla Mostra a Gerard Butler, Gal Gadot e a qualunque artista e celebrità che sostenga pubblicamente e attivamente il genocidio”. Si chiede, inoltre, che durante la cerimonia d’apertura “sia dato spazio a note artiste palestinesi che hanno già dato la propria disponibilità a portare una testimonianza diretta”. 

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