direttore Paolo Di Maira

VENEZIA 78. / Italiani in forze

Paolo Sorrentino (E stata la mano di Dio), Gabriele Mainetti (Freaks Out), i Fratelli D’Innocenzo (America Latina), Mario Martone (Qui rido io), Michelangelo Frammartino (Il Buco): sono cinque i film italiani in Concorso alla 78°Mostra del Cinema di Venezia. Assieme ai tre titoli fuori concorso, Aria Ferma di Leonardo Di Costanzo, Il Bambino Nascosto di Roberto Andò e La scuola Cattolica di Stefano Mordini, rappresentano, nelle parole del direttore della Mostra, Alberto Barbera, “la fotografia di un momento di particolare stato di grazia, in cui i cineasti già affermati si esprimono al meglio, e gli altri si confermano come punti di riferimento imprescindibili per il cinema di oggi e di domani”. 

Una presenza italiana consistente e di spessore dunque, in linea con un’edizione che promette molto, dopo il tono necessariamente minore dell’anno passato (e molto apprezzato nell’organizzazione impeccabile).
In primo luogo, ci tiene a sottolineare Barbera, il ritorno in forze dei divi, delle star. e delle majors, in particolare di Warner Brothers (distributore del film di apertura, Madres Paralelas di Pedro Almodòvar che torna in concorso dove mancava dal 1988, con una storia tutta al femminile), Disney (The Last Duel di Ridley Scott) e Universal (che presenta, fuori concorso Hallowwen kills di David Gordon Green, con Jamie Lee Curtis a cui andrà il Leone D’Oro alla Carriera, Last night in Soho, il musical sul lato oscuro della Swinging London e, in gara, The card counter di Paul Schrader con Oscar Isaac Willem Dafoe).

Nessuna regista italiana in concorso: la presenza delle registe donne al Festival è del 26%, due punti percentuali in meno rispetto all’anno passato, “segno che il rallentamento produttivo dovuto alla pandemia ha pesato di più sulla parte femminile”, nota Barbera, che comunque è certo che si tratta di un momento all’interno di un trend in crescita.

Le registe italiane sono in Orizzonti, dove troviamo Laura Bispuri con il suo terzo lungometraggio Il Paradiso del Pavone, e nella nuova sezione Orizzonti Extra (a cui verrà attribuito il premio degli Spettatori) dove concorre Wilma Labate con La ragazza ha volato, assieme a Roland Sejko con La macchina delle immagini di Alfredo C con Pietro De Silva. 

Fra i cortometraggi di Orizzonti in concorso, c’è anche quello di Chiara Marotta, Il Turno, e Preghiera della Sera (Diario di una passeggiata) di Giuseppe Piccioni.

In Orizzonti, anche Atlantide firmato dal videoartista Yuri Ancarani, “rivelazione dal festival di Locarno negli anni scorsi. Questo lavoro è dedicato a giovani lagunari che vivono in simbiosi con i propri barchini, uno dei tanti film girati a Venezia quest’anno. Fra questi Il cinema al tempo del Covid“una sorta di diario che la Biennale ha commissionato a Andrea Segre”, film di pre-apertura assieme a Per grazia ricevuta.

Di Covid parla anche Le 7 giornate di Bergamo il docufilm Fuori Concorso di Simona Ventura.

Fuori Concorso troviamo tre documentari italiani: se Viaggio nel crepuscolo di Augusto Contento, è “un ariflessione sull’ Italia degli anni 60 e 70, che  partendo dai film di Bellocchio e fa ampio uso di animazioni”, in Django&Django Luca Rea ripercorre la carriera di Sergio Corbucci, a trent’anni dalla sua scomparsa. Giorgio Verdelli firma invece Ezio Bosso. Le cose che restano, film evento distribuito da Nexo Digital.

Sono tre i film del festival realizzati anche grazie al sostegno del TorinoFilmLab: in Orizzonti White Building, opera prima scritta e diretta da Kavich Neang, primo regista cambogiano a rientrare nella selezione ufficiale del festival di Venezia; Pilgrims del regista lituano Laurynas Bareiša, che con i precedenti cortometraggi si è già distinto a Venezia, Berlino e Locarno; in Orizzonti Extra l’ esordio alla regia della libanese Mounia Akl, Costa Brava he punta in modo deciso l’attenzione sui temi ambientali:

“Quando i film che abbiamo visto nascere sulla carta arrivano uno ad uno ai festival naturalmente la felicità è massima per tutto il team TorinoFilmLab” – commenta Mercedes Fernandez, direttrice del TorinoFilmLab – “Vedere poi che addirittura a Venezia ci sarà un nostro film, Costa Brava, che tocca un tema che ci sta molto a cuore come quello della sostenibilità ci riempie di orgoglio”.

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