direttore Paolo Di Maira

VENEZIA 69/4 Domande a Alberto Barbera

Quali elementi caratterizzeranno la 69esima Mostra del Cinema?
Innanzitutto il cambio di linea edi- toriale: non solo la Mostra sarà più snella, ma le stesse sezioni (Concorso a parte) hanno cambiato fisionomia.
Con Orizzonti che recupera l’idea di spazio di scoperta. Anche la retrospettiva cambia: proponiamo film restaurati dell’enorme patrimonio (anche dimenticato) di opere del secolo scorso, un programma fatto pensando ai giovani perché abbiano fi-nalmente la possibilità di conoscere opere che hanno fatto grande il cinema per programmare quello del futuro.

Poi ci sono novità che non riguardano il festival vero e proprio, non direttamente almeno.
Si tratta di due innesti molto importanti: il Mercato, che ha forza trainante a livello internazionale (se il nostro fine è lo sviluppo del cinema d’autore, questo non può non avvenire fuori dal mercato: favorire l’incontro produttori-distributori è quindi imprescindibile per la Mostra), e le attività permanenti. In questo contesto si colloca Biennale College, progetto ambizioso e rischioso: in 12 mesi partire da un’idea e portarla a realizzazione, perché di- venti un film che vedremo alla Mostra l’anno prossimo. Ogni anno 2-3 opere.

Una sezione del Fuori Concorso è tutta di documentari.
Non era previsto. Ma durante la selezione ci siamo trovati di fronte a tanti progetti e molto interessanti, che si sono conquistati uno spazio loro al di là delle nostre intenzioni. Il documentario in questo momento appare uno dei terreni di sperimentazione e di espressione più nuovi e interessanti.

Quanto è stato difficile trovare 50 film tutti in anteprima mondiale?
Venezia continua a godere di uno straordinario prestigio a livello mondiale. Sono tanti i registi e i produttori che hanno voluto proporci le loro opere. Contrariamente a quanto si può pensare, inoltre, malgrado la crisi, in questo momento sul mercato, grazie alla nuove tecnologie digitali, non manca prodotto. Il difficile semmai è riuscire a bilanciare umori e sapori, oltre a trovare film davvero buoni. In questo il nostro lavoro è delicato.

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