VENEZIA 69./Nuova direzione in Mostra

Una Mostra più snella ma anche di prestigio, con un concorso (tutto) di anteprime mondiali di titoli di pregio, che guarda al futuro senza scordare l’imponente passato e che non ha paura di dire qualche no di troppo alla compagine italiana che ha bussato alla sua porta.
Questo in sintesi lo spirito che animerà la 69a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, ospitata in un Palazzo del Cinema e contiguo ex Casinò per l’occasione rimessi a lustro con lavori di ristrutturazione e riammodernamento, in attesa che si riesca a portare a compimento il cosiddetto Palazzetto del Cinema che, nell’area ex Giardini, andrà ad affiancare i vecchi edifici (essendo ormai definitivamente tramontato il faraonico piano di un Palazzo del Cinema). Intanto, la voragine davanti al Casinò, simbolo di quel progetto, è stata riempita e riasfaltata.

E veniamo al cartellone.

La Mostra firmata da Alberto Barbera cerca di sfuggire alle grinfie del gigantismo: 50 i film della selezione ufficiale tutti in prima mondiale, tra Concorso (17 titoli più uno, l’immancabile sorpresa dell’ultim’ora), Fuori Concorso (15 lungometraggi di finzione e 9 documentari), Orizzonti (18 lunghi e 15 corti).
Si apre il 29 con l’ex Leone d’Oro Mira Nair e il suo “The Reluctant Foundamentalist” e il doc “Enzo Avitabile Music Life” di Jonathan Demme; si chiude l’8 settembre con “L’homme qui rit” di Jean-Pierre Améris con Gérard Depardieu e Emmanuelle Seigner, tutti e tre fuori concorso.
Nel mezzo una passerella di film firmati da star dell’autorialità quali Brian De Palma (“Passion”), Kim Ki-duk (“Pieta”), Xavier Giannoli (“Superstar”), Takeshi Kitano (“Outrage Beyond”), Terrence Malick (“To the Wonder”), Valeria Sarmiento (“Linhas de Wellington”), Olivier Assayas (“Après Mai (Something in the Air)”) in Concorso, e Susanne Bier, Pascale Bonitzer, Amos Gitai, Spike Lee, De Oliveira e Redford in un fuori concorso che si caratterizza anche per una folta schiera di documentari. 41 i Paesi rappresentati, folta ma non strabordante la compagine Usa che fornisce un congruo numero di star per il red carpet, più che ricca quella francese (complici le tante coproduzioni che questo paese firma), non così risicata come si era detto quella italiana, pur notevolmente ridimensionata rispetto al passato.
Qui troviamo i canonici tre film in concorso: l’attesissimo “Bella Addormentata” di Marco Bellocchio (allerta polemiche!), “Un giorno speciale” di Francesca Comencini, “È stato il figlio” di Daniele Ciprì.

Fuori Concorso gli italiani sono lo zoccolo duro degli eventi speciali con i documentari: Cavani (“Clarisse”), Giralducci-Ricciardi (“Sfiorando il muro”), Mazzacurati (“Medici con l’Africa”), Vicari (“La nave dolce”).
E altrettanti quelli inclusi nella sezione Orizzonti, da quest’anno quasi tutta visibile on line in contemporanea a pagamento: De Matteo (“Gli equilibristi”), Mereu (“Bellas Mariposas”) e le coproduzioni internazionali “L’intervallo” di Di Costanzo e “Low Tide” di Minervini, con Giannone e Sironi inclusi tra gli autori dei corti. Completa il panorama festivaliero una ricca retrospettiva che celebra gli 80 anni di Mostra veneziana (1932-2012) con 10 film restaurati recuperati dagli archivi stessi della Biennale Cinema, mentre per Venezia Classici (una ventina di capolavori del passato) l’evento sarà “Heaven’s Gate” di Cimino.
Per quanto riguarda il futuro del cinema durante la Mostra verrà lanciato il bando di Biennale College, laboratorio aperto a giovani filmmakers di tutto il mondo, per la realizzazione di film a basso costo, che genererà per la prossima edizione del festival 3 opere.

Qualche segnalazione anche per le altre selezioni che affiancano la Mostra fuori dalla Mostra: la Settimana Internazionale della Critica e Le Giornate degli Autori-Venice Days. 7 come da tradizione i film della Sic, tutti in prima mondiale: per questioni di spazio citiamo il solo “La città ideale”, opera di debutto di Luigi Lo Cascio, e gli eventi “Water”, opera collettiva palestinese-israeliana, e “Kiss of the Damned” di Alexandra “Xan” Cassavetes, figlia di John e Gena Rowlands nonché sorella di Nick.
Ricco come sempre il programma dei Venice Days che continua ad arricchirsi di nuovi titoli. Ultimo arrivato: “Pinocchio” di D’Alò, disegni di Mattotti e musiche di Dalla, film d’apertura. Tanti gli italiani che sfileranno alla Pagoda ( sede di venice Days): tutti i film degli Eventi Speciali e tutta Venice Night, mentre un paio di titoli sono inclusi nella sezione Ufficiale (“Il gemello” di Marra e “Acciaio” di Mordini). Da menzionare poi la sottosezione Women’s Tale, che con 5 film dà voce all’altra metà del cielo in modo strutturato.

 

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