direttore Paolo Di Maira

VENEZIA 65./Italianissima Mostra

di Paolo Di Maira


La prima notizia è che, eccezionalmente (non succedeva dal 2001, con l’allora direttore Barbera), quest’anno il direttore Marco Mà¼ller ha piazzato in concorso ben quattro i film italiani.


La seconda notizia è che il 28 agosto ci sarà  la “posa” della prima pietra del nuovo Palazzo del Cinema, che sarà  presumibilmente pronto nel 2011.


Il resto, alla vigilia della 65. Mostra del Cinema di Venezia, è un cartellone ben calibrato, tra sicuri nomi statunitensi “” sono addirittura cinque i film in concorso: “Hurt Locker” di Kathrin Bigelow con Ralph Fiennes, “The Wrestler” di Darren Aronofsky con Mickey Rourke, “Rachel Getting Married” di Jonathan Demme con Anne Hathaway,
“The Burning Plain” di Guillermo Arriaga, già  sceneggiatore dei premiati film di Inarritu, “Vegas: Based on a True Story” di Amir Naderi- e scelte cinefile, come l’etiope “Teiza” di Haile Gerima, il turco “Sut” di Semih Kaplanoglu, l’algerino “Gabbia” di Tariq Teglia, il francese “Nuit de schien” di Werner Schroeter, il giapponese “Akires to Kame” di Takeshi Kitano, l’iraniano “Shirin” di Abbas Kiarostami con Juliette Binoche, quest’ultimo fuori concorso.
Altra finezza: per la prima volta in competizione due film d’animazione, i giapponesi “Gake no ue no Ponyo”, di Hayao Miyazaki e ” The sky Crawlers” do Oshii Mamoru.

Oltre il concorso, il politicamente corretto “” una giornata dedicata alla piaga delle morti sul lavoro con due documentari, “La fabbrica dei tedeschi” di Mimmo Calopresti, e “Tyssenkrupp Blues” di Pietro Balla e Monica Repetto (Eventi Orizzonti) “” si sposa audacemente con
“Valentino, the last Emperor” sull’omonimo sarto, opera di Matt Tyrnauer.

In mezzo ci sono il restaurato “Yuppi Du” di Adriano Celentano (incerta la presenza della copia, per problemi tecnici, l’ex “molleggiato” ci sarà  comunque, per dare il premio alla carriera all’amico Ermanno Olmi, autore anche della sigla di questa edizione), l’autobiografico documentario di 22 minuti “Vicino al colosseo “¦c’è Monti” di Mario Monicelli.


Destinato ad essere direttore della Mostra di Venezia per otto anni (un record, essendo stato confermato per altri quattro anni), essendo ben accetto sia a destra che a sinistra, Marco Mà¼ller ha limato il programma con sapiente misura.
E anche se illustrando il programma 2008 cerca legittimazioni in Deleuze e Malraux, sembra aver attinto piuttosto alla sua proverbiale conoscenza della civiltà  cinese.
Saggezza,equilibrio”¦


Insomma: avara di divi “” ma ci saranno gli interpreti del film d’apertura, “Burn After Reading” dei fratelli Coen: George Clooney, Brad Pitt, John Malkovich, Tilda Swinton, ci saranno Kim Basinger e Charlize Theron, interpreti del film di Arriaga “” orfana dei film di “mezzanotte”, essendo lì la scelta penalizzata dallo sciopero degli sceneggiatori in USA, ma rinnovando un primato (49 anteprime mondiali su 54 lungometraggi presentati) quest’anno Venezia sembra essere avara anche di sorprese.


E veniamo infine agli italiani, che arrivano al Lido trionfalmente, preceduti dagli echi dei successi cannensi.
Questa volta sono tranquilli i (nuovi) selezionatori, smentiti lo scorso anno dal giudizio negativo di critica e pubblico.
Nell’abbondantissima messe di produzione nazionale (20 film in totale), i quattro titoli in concorso sembrano (ma forse è un caso) il distillato di un laborioso procedimento alchemico.
“Il papà  di Giovanna”, storia di follia sulla trama del rapporto padre-figlia, diretto da Pupi Avati, è targato Medusa, così come “Il seme della discordia” graffiante commedia di Pappi Corsicato.
Mentre della scuderia Rai Cinema fanno parte “Un giorno perfetto”, prologo di una tragedia domestica, che Ferzan Ozpetek ha tratto dall’omonimo romanzo di Melania Mazzucco, e “Birdwatchers”, dove l’italo-argentino Marco Bechis allarga l’obiettivo sulla miserevole condizione degli indios nel Mato Grosso.
Ancora equilibrio: due nomi sicuri (Avati e Ozpetek), due scelte più “audaci” (Corsicato e Bechis).
C’è molta attesa per i quattro film italiani. Anzi, 4+ 1 , come ha detto Mà¼ller in conferenza stampa, alludendo a “Puccini e la fanciulla” di Paolo Benvenuti (“un film veramente straordinario”), selezionato fuori concorso.


 


Alla scoperta di Puccini


Il film di Paolo Benvenuti “Puccini e la fanciulla” verrà  presentato al pubblico in anteprima mondiale al Lido.
Prodotto da Arsenali Medicei e Festival Pucciniano, con il sostegno finanziario di Mediateca Regionale Toscana Film Commission e di Regione Toscana nel 150esimo anno della nascita del compositore, il film svela l’origine de “La fanciulla del West”: l’amore fra Puccini e Giulia Manfredi, che si conobbero allo “Chalet da Emilio”, un rustico ritrovo sospeso su palafitte davanti all’abitazione del musicista.
La proiezione del film sarà  anticipata dal filmato inedito “Un giorno con Puccini” – Torre del Lago, 1915″, accompagnato da un’esecuzione dal vivo al pianoforte.

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