VENETO/Più che una regione

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E’ molto raro, in Italia, che un direttore di Film Commission non sia originario del luogo”: scherza sul “primato” il torinese Jacopo Chessa, un’esperienza di ricercatore e organizzatore culturale alle spalle, per anni alla guida del Centro Nazionale del Cortometraggio e fondatore del Torino Short Film Market, uno dei principali eventi industry internazionali sulla forma breve, fresco di nomina a direttore della Fondazione Veneto Film Commission; ma subito, serio, aggiunge:
“Sono accolto molto favorevolmente dai professionisti locali che sto incontrando. Hanno tutti grandi – e giustificate – aspettative dalla Veneto Film Commission. Negli ultimi anni le film commission sono diventate punti di riferimento imprescindibili non solo per il comparto della produzione, ma anche per gli altri soggetti nel mondo audiovisivo”. La nomina di Chessa è stata formalizzata lo scorso 10 gennaio dal consiglio di amministrazione presieduto dal giornalista Luigi Bacialli (direttore del gruppo televisivo Medianordest), e composto dal consulente editoriale Giacomo Brunoro, da Cecilia Valmarana, responsabile di Rai Movie, dall’imprenditore Vittorio Dalle Ore e da Giulia Lavarone, docente dell’Università di Padova.

Dopo una lunga gestazione, la Film Commission, la cui costituzione fu annunciata nella trascorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia, con la nomina del direttore diviene pienamente operativa.
E, lo ricordiamo, nasce “bene”, essendo affiancata da un Fondo regionale importante, che per il 2020 si attesta sui 5 milioni di euro.

Forte del “punto di vista esterno”, Chessa coglie la particolarità di questa regione di montagna, di mare, di città d’arte, di archeologia industriale, del Delta del Po celebrato da Soldati, Antonioni e Mazzacurati, dei tanti luoghi inevitabilmente messi in ombra dalla più famosa città del mondo, Venezia, meta turistica ma anche set di blockbuster e film d’autore, da Woody Allen alle serie Marvel e di James Bond.

La Film Commission è chiamata a fare la sua parte: “Ci sono aziende, professionalità, investitori.. eppure mancava un punto di riferimento. La film commission nasce con due promesse: promozione del territorio e coordinamento della filiera produttiva”.

I primi passi: raccogliere stimoli e suggerimenti da parte dei professionisti del settore, di amministratori e organizzatori: 
“Nei miei primi incontri ho avuto la sensazione che ci sia una grande voglia di dare un volto più definito al mondo audiovisivo veneto: ci sono case di produzione che hanno una storia anche importante e si muovono ad alto livello, ma anche realtà ancora poco conosciute, come l’animazione e gli effetti digitali”.

Il Veneto è una regione multiforme, una fucina di storie, luoghi, immagini. Il potenziale dei Veneti è legato alla terra che abitano e aperto all’internazionale, come la loro storia dimostra.
Il riflettore acceso sulla Regione dalle Olimpiadi Invernali di Milano e Cortina sarà inoltre un fondamentale traino per iniziative, eventi e investimenti che toccheranno il territorio, e il settore audiovisivo avrà in questo un ruolo di primo piano.

E poi “In Veneto c’è il principale festival italiano, la Mostra del Cinema che è una formidabile vetrina internazionale con cui dialogheremo e con cui , sono certo, nascerà un’interessante collaborazione”.

A proposito della Mostra, in occasione del “debutto” della Film Commission nello scorso settembre al Lido, il presidente Bacialli, illustrando le linee guida della Fondazione Veneto Film Commission – attirare le coproduzioni internazionali e valorizzare le maestranze sul territorio – aggiunse: “La sfida si giocherà soprattutto sull’efficienza, sulla credibilità e sulla centralità che la Fondazione saprà assumere”.

Jacopo Chessa, che dovrà tradurre le parole in fatti, se la sente di mantenere anche questa promessa?
“Questo incarico, in una film commission da costruire da zero, è una sfida.
Io, che non amo molto la retorica della ‘sfida’, dico che è prima di tutto un’opportunità e un onore. E i punti indicati dal presidente Bacialli sono per noi un dovere”.

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