direttore Paolo Di Maira

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Valle D’Aosta / L’eredità dei set internazionali

Il mondo di Bellair, la nota località montana dello stato di Clerville, amato nei fumetti di Diabolik e quello del jest set internazionale protagonista dei rotocalchi con le vicende della famiglia Gucci: due dei film più attesi al cinema di questa stagione natalizia portano nelle sale italiane le montagne e i paesaggi della Valle D’Aosta.

E sono sempre più numerose le produzioni internazionali che scelgono di girare sul territorio, anche grazie al sostegno assicurato dalla Film Commission e dalla Regione, che, in alcuni casi, viene ricambiato con dei lasciti molto positivi da parte delle troupe, anche dal punto di vista della riqualificazione dei luoghi.

Ne è un esempio emblematico Le otto montagne, un film realizzato da Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, che fra l’altro ha fragli interpreti Luca Marinelli, l’acclamato protagonista di Diabolik dei Manetti Bros.

“Nel film, il territorio assume un ruolo di personaggio, fondamentale ai fini della narrazione e rappresentato con estrema fedeltà, con il chiaro intento di restituire la cultura e il paesaggio montano della Valle rimanendo il più possibile aderenti alla realtà e all’atmosfera dei luoghi. Un legame che si è esteso anche ad azioni tangibili e durature che rimarranno a beneficio di tutta la comunità”.  Afferma la direttrice di Film Commission Vallée d’Aoste, Alessandra Miletto

Tratto dal libro di Paolo Cognetti, edito da Einaudi e vincitore del Premio Strega nel 2017, è stato girato prevalentemente a Graines, frazione del comune di Brusson (Val d’Ayas) e nel suo Museo.

Buona parte delle riprese de Le otto montagne si sono svolte a Graines, frazione del comune di Brusson (Val d’Ayas) e nel suo Museo. L’edificio è un affascinante esempio di cultura materiale che, tra i suoi spazi, conserva la latteria e la piccola scuola. In questo caso, la produzione ha dato il suo concreto contributo, inserendosi nel progetto di riqualificazione e consolidamento presentato dalla Consorteria, a cui appartiene il Museo.

Le Consorterie, o domini collettivi, sono una forma di proprietà comunitaria tradizionale diffusa in tutte le Alpi, ma particolarmente sentita in Valle d’Aosta. Si stima che un sesto della superficie agroforestale appartenga a Consorterie, che si prendono cura dei beni comuni – pascoli, boschi, acque, sentieri, edifici destinati a un uso pubblico come la scuola – garantendone il godimento esclusivo alle comunità di riferimento. 

“La Consorteria ha sempre lavorato per difendere Graines ed il suo territorio – dichiara Enrico Riccardi, Presidente della Consorteria di Graines – spesso organizzando corvée comunitarie con amici e sostenitori, come avviene per la manutenzione dei sentieri. La produzione de Le otto montagne ha trovato a Graines la location ideale per girare buona parte delle riprese negli edifici della Consorteria, salvati dalla rovina e in parte adibiti a Museo. L’esperienza vissuta da noi tutti, locali e villeggianti, è stata elettrizzante, nuova e motivante. Un mondo, quello del cinema, che ringraziamo per aver valorizzato la nostra Graines, e per il contributo economico versato per la ristrutturazione degli edifici destinati a Museo, che si aggiunge ai fondi ottenuti con il Bando Regionale GAL per la conservazione degli edifici storici. I lavori di ristrutturazione inizieranno a primavera 2022”.

In cambio dell’uso degli spazi, infatti, la produzione cinematografica ha già fatto realizzare interventi di consolidamento e di restauro, eseguiti nel rispetto delle norme di tutela paesaggistica e impiegando artigiani e ditte locali, gli unici in grado di operare nel rispetto della tradizione. Un impegno dunque che va ben oltre l’allestimento di set convenzionali, con scenografie realizzate per l’occasione e poi rimosse.

Il film è prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside, società del gruppo Fremantle, la francese Pyramideproductions, la belga Rufus / Menuetto, e coprodotto da Vision Distribution.

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