direttore Paolo Di Maira

VAL D’AOSTA/Hollywood sulle Alpi

“Avengers: Age of Ultron” e “Point Break”: tra febbraio e marzo Hollywood si è trasferita in Val D’Aosta con due produzioni diverse ma che hanno entrambe intensamente coinvolto il territorio con scene ad elevata spettacolarità, effetti speciali, impiego massiccio di personale locale e notevoli ricadute sull’economia locale.

Per “Avengers: Age of Ultron” sequel di “Avengers” scritto e diretto da Joss Whedon e interpretato fra gli altri, da Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Samuel L. Jackson, e girato anche in Inghilterra (Shepperton), Corea e Sud Africa, la Marvel cercava un paese dell’Est Europa, “una fantomatica città che si chiama Novigrad ma non è quella esistente”, racconta Alessandra Miletto, direttrice di Film Commission Val D’Aosta. “Penso che abbiano contattato tutte le film commission europee, a noi la richiesta è arrivata attraverso l’ICE di Los Angeles. Si richiedeva una location molto specifica, che secondo noi corrispondeva perfettamente al Forte di Bard, su cui in effetti poi è caduta la loro scelta finale.
A Verres e a Aosta città, inoltre, la produzione ha scoperto scorci che con i dovuti interventi di scenografia avrebbero potuto assomigliare a quei paesaggi dell’est che stavano cercando.”

Fra le locations valdostane, anche Point Saint Martin e Donnas: le riprese, dal 22 al 28 marzo (con una preparazione di tre mesi alle spalle) hanno lasciato circa 2,2 mln sul territorio; con 1000 comparse impiegate, di cui il 99% locali, e circa 500 camere d’albergo prenotate.
Enzo Sisti, produttore esecutivo del film, la definisce “una delle migliori operazioni produttive che abbia mai fatto. Si lavora bene in Val D’Aosta perché non ci sono tempi lunghi d’attesa, e tutti, il personale del Forte di Bard, le istituzioni, anche i singoli cittadini sono stati incredibilmente disponibili, per loro è stata un’esperienza magnifica anche perché hanno capito che ci potrà essere un ritorno importante, in termini di cineturismo”.
“E’ stata un’avventura produttiva imponente, che ha richiesto una troupe di 600 persone, fra inglesi, americani, e italiani “, continua Sisti. “Gli italiani erano circa 400, quasi tutti venivano da fuori perché in Val D’Aosta ancora non esistono determinate figure professionali, anche se abbiamo avuto molti assistenti alla produzione, autisti e addetti ai trasporti locali. “ Per lesequenze più difficili – aggiunge Sisti – ci siamo rivolti a una società locale di elicotteri: scene di battaglie fra supereroi con terremoti, e con un’astronave che porta via la popolazione.”

Se in “Avengers: Age of Ultron” la Val D’Aosta si presta alla ricostruzione di una città immaginaria (“e starà a noi lavorare in promozione e comunicare che è stato girato qui”, commenta Miletto), in “Point Break” invece la regione non ha offerto solo la location ma anche l’ambientazione della storia.
Per il remake della celebre pellicola del 1991 di Kathryn Bigelow (con Gerard Butler nel ruolo di Bohdi, che fu di Patrick Swayze e il giovane attore australiano Luke Bracey, in quello di Utah-Keanu Reeves), è stata scelta “una piccola valle, la Cima Aiguille de la Grande Sassière, in Valgrisenche.
Qui i due protagonisti, venuti in Italia per fare una rapina, si lanceranno in vertiginose discese con lo snowboard,- continua Miletto, -la seconda unità, diretta da Rob Bruce ha girato dal 10 febbraio al 10 marzo, dovendosi adattare molto al meteo che in quel periodo è abbastanza instabile.”

Il film è prodotto da Alcon Entertainment ed è già stato comprato dai distributori di tutto il mondo, tra cui l’italiana Eagle Pictures che si occupa anche della produzione esecutiva in Italia.
“La Val Grisanche è molto frequentata dagli sciatori fuoripista, ed è una delle zone dove è possibile praticare l’elisky. – Spiega Miletto. -Con i fuoripista c’è il rischio di valanghe, quindi è stato necessario rendere la location sicura, facendo esplodere delle cariche di dinamite che staccassero gli accumuli di neve che potevano causare valanghe.
C’è stata una collaborazione forte con la protezione civile e con la questura per la bonifica dei pendii, un grosso lavoro che ha coinvolto anche il comune di Valgrisenche, quello di Rhêmes- Notre- Dame, la Regione.”

Gianluca Leurini, responsabile della produzione esecutiva per Eagle Pictures, aggiunge:”La troupe era composta da circa 50 persone, fra americani austriaci francesi e italiani, con un supporto di circa 15 maestranze locali. Abbiamo alloggiato all’hotel Mont Blanc Village di La Salle, occupando circa 50 camere per 1 mese, per un totale di 1000 pernottamenti. La spesa sul territorio per le 4 settimane di riprese è stata di circa 1 milione di euro”.

E non è finita: la prima unit, diretta dal regista del film, Ericson Core, tornerà in Val D’Aosta nel prossimo ottobre.

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