direttore Paolo Di Maira

UNEFA/Gli sponsor un anno dopo

di Adriana Marmiroli


Un anno e qualche mese dopo la sua riorganizzazione  e la conseguente uscita da Anica.
Un anno dopo le dichiarazioni a Cinema&Video International del suo presidente  circa le “manchevolezze” di un sistema Italia (ministero, banche”¦) che lasciava soli gli esportatori di casa rispetto all’aggressività  di concorrenti stranieri, preferiti dai nostri produttori quando si trattava di collocare sul mercato internazionale i loro film.
Un anno dopo un’edizione del Festival di Cannes che relegò la presenza italiana ai minimi storici.


Qualcosa si è mosso da allora?


Tre nuovi importanti soci sono entrati a far parte di Unefa: Istituto Luce, Mediatrade e Lux Vide.
Sono adesso 11, che si aggiungono ad Adriana Chiesa Enterprises, Filmexport Group, Intramovies, Minerva Pictures, Movietime, Surf Film, Variety Communications, Vip Media.
Non solo: i listini dei venditori italiani sono tornati a riempirsi di titoli prestigiosi made in Italy.
Per fare solo qualche esempio: Intramovie ha in listino quattro film Cattleya, Adriana Chiesa torna a vantare in listino i titoli di punta (Soldini, Tornatore, Moccia), il Luce porta un’interessante dotazione di giovani autori.
E anche sul fronte del festival c’è da essere soddisfatti: due film in concorso, “Il divo” di Paolo Sorrentino e “Gomorra” di Matteo Garrone, uno fuori concorso, “Sangue pazzo” di Marco Tullio Giordana, uno selezionato alla Quinzaine, “Il resto della notte”, secondo lungometraggio del Francesco Munzi di “Saimir”.


«Sono felice per i titoli in concorso “” ci dice Paola Corvino, – Anche se tutti, se non erro, sono affidati per la vendita a società  straniere ».


Tuttavia i vostri listini si sono arricchiti di importanti film italiani, oltre a qualche titolo straniero di qualche interesse. Un “Rinascimento”, come è stato detto, derivato anche dal successo del nostro cinema al box office domestico?

Corvino resta con i piedi ben piantati per terra.
«Rinascimento? Non usiamo parole grosse. Ma è vero che si può parlare di un’inversione di tendenza. Il recupero di un sano spirito nazionalistico, mi piace pensare.»


Non c’entra il fatto che i risultati delle vendite internazionali affidate a società  estere non siano stati all’altezza delle aspettative ? Alludo al fatto che “” lei stessa ha detto in altre occasioni “” i nostri film per i venditori esteri non sono “prioritari”?


Le società  straniere sono professionisti come noi.
Se i film sono forti ottengono decisamente dei buoni risultati, se sono deboli, dopo la prima spinta iniziale, ho l’impressione che vengano lasciati al palo.
Ovviamente questa è un’opinione personale che bisognerebbe verificare con i produttori.
Quanto a noi di Unefa, in questo anno abbiamo lavorato con grande impegno nella direzione del recupero dei nostri film.
Abbiamo disegnato un piano d’azione unitaria e continuata su un arco di tempo prolungato che coprire i maggiori mercati fino all’agosto 2009.


Come vi siete preparati a questo festival di Cannes?

Numerose aziende associate sono presenti insieme in un unico prestigioso spazio espositivo al primo piano del Palais Stephanie (ex Noga Hilton).
Mancano quelli che “” giustamente “” hanno mantenuto il proprio spazio storico in altre sedi.
Siamo stati appoggiati dall’ICE per una presenza pubblicitaria congiunta sui giornali di categoria, mentre abbiamo trovato degli sponsor privati (Eurolab, Studio Cine, Technicolor) e questo ci ha reso particolarmente orgogliosi, poiché è una riconferma che è riconosciuta la nostra professionalità , la testardaggine, l’impegno nei confronti del cinema italiano.
Intanto abbiamo presentato un progetto alla Regione Lazio per un’azione continuativa che copra l’intero arco dei mercati annuali, progetto che è stato recepito con favore ed interesse.
Abbiamo un fitto calendario di proiezioni.
Insomma, si direbbe che, rivolgendo le richieste direttamente alle Istituzioni, queste ci dedichino più attenzione.


Tutto bene allora? I rapporti (inesistenti) con la Direzione Cinema erano un’altra nota dolentissima. Come sono stati quest’anno?


Non ci sono stati. In tutto questo tempo, malgrado quello che aveva dichiarato un anno fa alla stampa, il direttore generale Blandini non ci ha mai ricevuti.
Non abbiamo mai avuto contatti con lui.
Un anno fa aveva detto proprio a Cinema & Video International che i membri Unefa “avrebbero dovuto modernizzare la loro attività  e che aveva la sensazione che si fossero addormentati. Che erano troppo artigianali, troppo one man show, troppo piccoli e soli per non avere il fiato corto”.
Ebbene non abbiamo mai avuto la possibilità  di dimostrargli quanto avesse torto, non avendo lui mai visitato una sola delle nostre società , né dato risposta (anche in senso negativo) alle nostre richieste di incontro.
E’ una reazione che mi incuriosisce, in fondo si tratta solo di un appuntamento.
Ma si vede che non siamo nella lista delle priorità  del direttore.
Non ci ha ricevuti, non ci siamo suicidati.
A dimostrazione della nostra professionalità , il fatto che sopravviviamo in una situazione decisamente critica non solo per l’Italia ma per tutto il mercato internazionale.
E che l’ICE, la Regione Lazio, sponsor privati ci confortano con la loro stima.
Speriamo che anche il Ministero, prima o poi, prenda atto della nostra realtà .

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