L’appello e l’auspicio a una più incisiva e efficace comunicazione e racconto dell’industria audiovisiva fuori dal settore che come già scritto ha attraversato le Giornate di Cinema di Sorrento (leggi qui) ha riguardato anche il fronte internazionale e il confronto con gli altri paesi, in particolare con la Spagna.
Confronto sui dati di mercato interno, sui numeri e la tipologia delle sale. Sulla promozione, soprattutto nei confronti dei giovani e, a proposito dei giovani, dello stato dell’arte per quanto riguarda l’educazione all’immagine nelle scuole.
Il mercato e le sale
Il box office spagnolo nel 2025 è stato più ricco di quello italiano (circa 59 milioni di spettatori contro i circa 48 italiani, considerando anche che la popolazione in Spagna, che si avvicina a 50 milioni di persone, è meno numerosa di quella italiana).
La tipologia di sale è anche molto diversa: in Italia sono dominanti le monosale (828 su circa 1358 strutture), mentre lo scenario spagnolo è caratterizzato dai multiplex e i piccoli cinema sono spariti da tanti municipi.
“Per questo, -dice Jaime Tarrazon, Vice Presidente di UNIC (Unione Internazionale dei Cinema), e responsabile del Dipartimentto Affari Internazionali della FECE (Federazione dei Cinema Spagnoli)- spesso lo stesso film parte più forte in Italia, ma poi nel lungo periodo la Spagna sorpassa.”
Apparentemente in controtendenza, Alvaro Postigo, presidente della FECE, sostiene che sia necessario “tornare alla comunicazione fisica, o per lo meno trovare un equilibrio fra quest’ultima e quella digitale: a causa del ‘terremoto Covid’ la generazione degli adolescenti che avrebbero dovuto iniziare ad andare al cinema ‘da soli’ in quel momento, non ha preso quell’ abitudine. Il risultato è che oggi per gli adolescenti andare al cinema non è cool. E dobbiamo ricordarci che i nostri figli vivono in strada: è li che bisogna intercettarli, perché dopo aver passato molto tempo sui social, è fuori che vanno, e non al cinema.”
La pensa in modo opposto Andrea Romeo, CEO di I Wonder Pictures, che ricorda i numeri da capogiro fatti sui social, in Italia e in Spagna, su film come The Substance l’anno passato o, quest’anno The Ugly Stepsister, “un piccolo horror norvegese che ha acceso una conversazione sui social poi ‘riversata’ nelle sale. E pensare che noi non volevamo neanche destinarlo alla sala questo film: sono stati i nostri collaboratori più giovani e i creators a suggerirci di fare il contrario, proprio perché si era creato un ‘hype’”.) Stessa cosa era accaduto con La Zona di Interesse.

Il punto è, secondo Romeo, cercare di rendere questi film eventi. Cosa che però non è sempre fattibile, osserva Lara Perez Caminia co-presidente dell’associazione dei distributori indipendenti spagnoli (ADICINE) e socia di BTeam Pictures.
Se Gabriele D’Andrea, vice presidente di MUBI Distribution Italia e e CEO di Circuito Cinema, nutre scarsa fiducia sulla possibilità di poter riportare in sala i giovani sotto i 18 anni, Giorgia Di Cristo, direttrice marketing di Universal Pictures International, pensa che invece ci sia possibilità per la cosiddetta generazione Alfa che la sala non la conosce, perché, appunto, complice il Covid, ha imparato a guardare i film sul divano: “per questo andare in sala con gli amici può diventare un’eccezionalità. Molti postano sui social contenuti inerenti alla sala: i social diventano così un’estensione della memoria collettiva e privata sul cinema. Quello che in Francia succede da sempre, perché il cinema è la loro memoria collettiva, qui sta accadendo sui social”.
Parlare di social implica chiamare in causa TikTok, che è stato un altro importante protagonista delle Giornate, con due panel dedicati (con la presentazione, fra l’altro di un’interessante ricerca di ANEC Lab da cui Tik Tok emerge come l’epicentro della scoperta cinematografica, con il 71% degli utenti italiani che afferma di aver scoperto un nuovo film, attore o serie proprio grazie al social).
Tik Tok e la Digitalizzazione
Giuseppe Suma, Head of Media & Entertainment, GBS, TikTok Italia, riprende il confronto fra Italia e Spagna (“in Spagna con la società esterna Liveramp, stiamo per implementare un’analisi che va a mettere in relazione gli scontrini di chi fa una transazione commerciale nel circuito dei cinema con gli utenti di TikTok, in modo da calcolare l’incrementalità generata dalla piattaforma. Una cosa che è già attiva in UK”). E invita l’ANEC “a mettere all’ordine del giorno anche il processo di digitalizzazione di questo paese, affinché si possa fare lo stesso anche in Italia.” E aggiunge che in America, la app di TikTok ha integrato Fandango, il principale sito USA per l’acquisto dei biglietti del cinema, che permette di comprare direttamente su TikTok. “Questo ha molto senso perché la nostra è una piattaforma che favorisce gli acquisti d’impulso.”
Mario Lorini, presidente ANEC, riprende le parole della Di Cristo sulla curiosità dei giovani (“testimoniata anche dai buoni risultati dei film restaurati presso questa fascia di pubblico”) asserendo che quest’ultima “va nutrita, rendendo l’esperienza in sala cool”.
E sottolinea con entusiasmo la comunione d’intenti con gli omologhi spagnoli: “sono d’accordo con Portigo che è necessario superare la genericità con cui affrontiamo i temi europei, e dobbiamo ritrovare una nuova via per il cinema europeo.”
La Festa (o Fiesta) del Cinema
Atra iniziativa che ha accumunato i due paesi è la Festa/Fiesta del Cinema, anche in Spagna ripetuta due volte l’anno: un’analisi post-Fiesta di quest’anno, ha dimostrato, spiega Jaime Tarrazon, che “ha attratto in particolare modo la fascia 18-24 e che uno spettatore su cinque non era un frequentatore abituale.” I risultati sono stati però molto diversi nei due appuntamenti: quella primaverile è stata la migliore edizione degli ultimi 5 anni con 1,3 milioni di spettatori (+52% rispetto al 2024). Quella autunnale, la peggiore in assoluto da maggio 2022. “C’è però un elemento positivo, – precisa Tarrazon.- Per la prima volta nella storia dell’evento, tre film spagnoli sono stati in testa al botteghino.” Si tratta di La Cena, Los Domingos e Los Tigres.


Due di questi, Los Domingos di Alauda Ruiz de Azúa (su una diciassettenne che vuole diventare monaca di clausura), vincitore del festival di San Sebastian, e Los Tigres (Le Tigri di Mompracem) thriller marino di Alberto Rodríguez, (regista de La Isla Minima) anch’esso passato da San Sebastian, saranno distribuiti al cinema in Italia da Movies Inspired.
Cinema&Scuola
Anche il capitolo Cinema&Scuola è stato terreno di confronto fra i due paesi, con un’interessante ‘incursione francese’.
In quest’ambito, è la Spagna a guardare all’Italia e al suo Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola con interesse, hanno sottolineato i colleghi spagnoli, il cui nuovo programma Cine Escuela, ha detto Perez-Caminia, “partirà il prossimo anno, con un budget di 6 milioni di euro e i si pagherà un biglietto di 5 euro.”

Era presente a Sorrento, Aurelie Delage, vice presidente della Federation Nationale des Cinemas Français, dove presiede la Commissione de L’Education a l’Image, nonché esercente del Ciné Lumière di Vierzon, che ha raccontato a Cinema&Video Intenrational del nuovo progetto realizzato in concerto dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione Ma Classe au Cinéma, che ha fatto seguito all’insediamento del nuovo Ministro dell’educazione, Édouard Geffray, e che prevede che tutte le classi (dalla scuola materna alle superiori) vadano al cinema tre volte l’anno. Il progetto è un’estensione del precedente Collége au Cinema, che risale al 1989, e si propone di portare circa 4 milioni di studenti al cinema nei prossimi due anni.

Nell’illustrare il funzionamento e i risultati fondamentali del CIPS (per il quale si rimanda allo speciale realizzato da Cinema&Video International e distribuito proprio alle Giornate di Sorrento – vedi qui– ), Bruno Zambardino, responsabile degli Affari Internazionali, di Italy for Movies e dell’educazione all’Immagine per la DGCA, ha ribadito il legame fondamentale con le proiezioni in sala (“Alle Giornate di Palermo, le distribuzioni hanno tenuto delle vere e proprie mini convention dedicate alle scuole).
E anche nella presentazione dei listini a Sorrento l’interesse per il pubblico delle scuole è stato ribadito anche da più distributori. Da Aldo Lemme, CEO di Adler Entertainment, che ha dichiarato: “ci siamo proposti di provare a fare qualcosa con le scuole: in questo momento in una settantina di sale ci sono circa 10 mila studenti che stanno vedendo il documentario sull’atleta paralitica Ambra Sabatini (Ambra Sabatini – A un Metro dal Traguardo, n.d.r.). E nel nuovo listino, c’è un film che prevede un evento speciale per le scuole nel giorno della Memoria: Elena Del Ghetto di Stefano Casertano, dove Micaela Ramazzotti interpreta questa donna ebrea romana realmente esistita, che nei giorni precedenti il rastrellamento del ghetto, avvisò e tentò di salvare tutto il quartiere.

Fra i film ‘stellari’ del listino Universal, trova spazio e si rivolgerà alle scuole anche un film più piccolo (rispetto ai colossi di Super Mario, dei Minions, di Michael Jackson, di Nolan o Spielberg), ma molto rilevante e tra i favoriti per l’Oscar: Hamnet- Nel nome del Figlio della regista premio Oscar Chloé Zhao, che racconta la storia di Shakespeare e della perdita che ha ispirato la creazione dell’Amleto. Vincitore del Festival di Toronto (People’s Choice Award), il film uscirà nelle sale italiane il 5 febbraio.
Entra tra i banchi di scuola con due film Vision Distribution, (“e puntiamo molto su questo segmento” dice la Chief Marketing Officer Laura Mirabella): Due Cuori e Due Capanne, dove i protagonisti, Claudia Pandolfi ed Edoardo Leo (entrambi presenti a Sorrento assieme al regista Massimiliano Bruno, e premiati con le “Chiavi d’oro del successo”). E Domani interrogo di Umberto Carteni, tratto da un romanzo (e dalla storia vera) di Gaia Cenciarelli che ha raccontato la sua esperienza di insegnante in una scuola superiore di Rebibbia: sarà al cinema dal 19 febbraio, con protagonista Anna Ferzetti, premiata anche lei a Sorrento con il Premio Led ANEC.



