direttore Paolo Di Maira

TRENTINO/Profumo di Pioggia sul Set

di Paolo Di Maira


Poter sentire il “profumo della pioggia” fa la differenza, anche sul set. Lo ha notato Alessandro Preziosi, che con Laura Chiatti nello scorso mese ha girato al Grand Hotel Imperial di Levico Terme alcune scene di “Il volto di un’altra”, il nuovo film diretto da Pappi Corsicato.
Che Preziosi abbia apprezzato la natura del Trentino è importante per una terra che fa del suo ecosistema motivo d’orgoglio.
Il film, girato tra Alto Adige ( dove ha realizzato la maggior parte delle riprese) e Trentino, conferma il clima di collaborazione esistente tra i due territori:
“Valorizzare i nostri territori accomunati da identici tratti paesaggistici e culturali è un obiettivo comune”, hanno sottolineato Lorenzo Dellai e Luis Durnwalder, presidenti delle due Province autonome, nel commentare le locations di “Il volto di un’altra”.


I paesaggi del Trentino non sono sconosciuti al pubblico del grande e piccolo schermo:dal film televisivo su Alcide De Gasperi, diretto da Liliana Cavani, a “Vincere” di Marco Bellocchio, per citare solo un paio di recenti titoli d’autore.
E la creatività  non manca: sono anche trentini gli effetti visivi di “127 hours” di Danny Boyle, firmati anche da Valerio Oss, titolare della Pixel Cartoon di Trento.
Occorreva “mettere a sistema queste esperienze, sulla scorta di modelli già  esistenti in altre regioni d’Italia”, racconta Giampaolo Pedrotti, presidente del Comitato tecnico e scientifico di Trentino Film Commission, struttura creata nel 2010 dalla Provincia Autonoma di Trento e da Trentino Marketing, ma operativa dal 2011.
Il fulcro dell’intervento è nel Film Fund che, oltre ad assicurare il funzionamento della Film Commission, è mirato a sostenere economicamente le produzioni audiovisive realizzate sul territorio.

La dotazione è di 1 milione e 200 mila euro annui, impegno non enorme, ma significativo in tempi di crisi.
Il Fondo prevede un contributo massimo di 40 mila euro per le produzioni di documentario, e di 200 mila per quelle di finzione, sia cinematografiche che televisive.
Per poter beneficiare del sostegno occorre che almeno il 20% del personale sia reperito in loco ( 2 unità  per il documentario) , che la spesa sul territorio sia pari ad almeno il 150% ( 100% per il documentario) del finanziamento richiesto, e che quest’ultimo non superi il 50% del budget del prodotto.
Un’attenzione particolare è riservata alle produzioni locali, che potranno beneficiare fino a un massimo di 60 mila euro di finanziamento, agli editori televisivi locali ( tetto: 100 mila euro), e alla formazione ( 10 mila euro).
I progetti sono esaminati da una commissione interna alla Film Commission, che accoglie le richieste con cadenza trimestrale. Pur conservando la vocazione identitaria, si è voluto dare al Fondo un approccio manageriale:
” Puntiamo prioritariamente all’impiego di maestranze locali e alla formazione di risorse professionali”, dice Pedrotti. La Film Commission è “una calamita che favorisce l’aggregazione di professionalità  e esperienze spontanee”.
L’interesse è rivolto maggiormente a quelle produzioni che garantiscono continuità , “progetti che creano filiera”, meno impegnative economicamente e più gestibili.
Un ottimo laboratorio, in tal senso, è il lavoro avviato con Nickelodeon , canale tematico di MTV Italia: nello scorso anno il Parco Adamello Brenta ha ospitato il quarto episodio del gioco d’avventura “Camp Orange”, quest’anno si è replicato con due episodi “Avventura da paura”, altro format per ragazzi, girato a Castel Thun, gioiello dell’ architettura castellana trentina del XIII secolo.


Sono, questi, i primi passi di Trentino Film Commission. Piccoli e cadenzati, da “montanari”. Ma il ritmo si fa via via più serrato: tra agosto e settembre sono attese due nuove produzioni in Trentino, “Itaker” prodotto da Michele Placido, e la fiction Rai “Sposami

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