E’ stata presentata in questi giorni all’interno del Concorso Internazionale di Series Mania, la serie Kaboul: della co-produzione europea firmata The Alliance (il sodalizio co-produttivo fra Rai, ZDF e TF1) ha parlato questa mattina Manuel Alduy, head of Cinema and Young Adult &International fiction per France Televisions all’interno della sessione dedicata alle tendenze del panorama audiovisivo (Key Trends in TV), a partire dai risultati di uno studio condotto dall’Osservatorio Audiovisivo Europeo (i cui dati arrivano però fino al 2023)
Alduy ha portato Kaboul come esempio della collaborazione fra broadcasters di cui c’è sempre più bisogno quando si vogliono produrre progetti ambiziosi: “si tratta di 6 episodi da 3 milioni ciascuno, un progetto sicuramente più rischioso rispetto ad uno dei tanti crime, e che non avremmo mai potuto finanziare da soli.”
Alduy ha individuato, fra le tendenze chiave del momento, assieme all’inflazione e alla ‘riapertura’ dei cataloghi degli studios anche ai clienti tradizionali (e non solo agli streamers), il fatto che ci siano varie serie condivise da più players, streamers e broadcasters ad esempio, “un movimento simile a quello che succedeva 15 anni fa, fra pay tv e canali lineari”.

A proposito di unione di forze fra diversi players Carolina Lorenzon, Director of International Affairs di MFE – MEDIA FOR EUROPE, ha citato la serie su Brigitte Bardot prodotta nel 2022 con France Tv. (Media For Europe controlla Mediaset Spagna, Mediaset Italia e proprio ieri, 26 marzo, ha lanciato un’offerta per l’acquisizione del broadcaster privato tedesco Prosiebensat 1 di cui già detiene una significativa quota)
E rispetto alla tendenza generale alla stagnazione dei ricavi Lorenzon dice: “L’Italia e la Spagna raccontano una storia diversa: negli ultimi 5 anni siamo cresciuti del 9% e il segreto di questo è la distribuzione multipiattaforma, che ci permette di offrire agli investitori pubblicitari un ecosistema di contenuti di qualità composto da tv lineare, radio, servizi OTT.”
“Certamente, il nostro margine di rischio è più ristretto rispetto a quello di un broadcaster pubblico, – precisa, – non mi vergogno a dire che di 4 serie co-prodotte con la Spagna solo una ha avuto successo e non possiamo permetterci il costo degli insuccessi. Rai investe 170 milioni, noi solo 50 , per cui dobbiamo essere sicuri del ritorno sugli investimenti.”
Questo, spostandoci sul tema dell’internazionalità, per Mediaset significa: “una predilezione per contenuto dal ‘sapore locale ‘ che abbia la potenzialità di diventare universale.”
Per TF1 il modello prediletto è quello della co-produzione internazionale: “c’è una volontà anche da parte dei creativi, di trovare progetti che siano organicamente internazionali. Con The Alliance ogni anno facciamo una call for projects, e quest’anno abbiamo ricevuto un centinaio di commedie romantiche.”

E’ una commedia romantica (Tokyo Crush) anche il progetto vincitore del Series Mania Forum di quest’anno (leggi qui), e il ritorno della commedia è uno degli elementi sottolineati anche dall’analisi di Ampere fatta da Guy Bisson.
Risorge la commedia, il crime resta il genere più importante in Europa, mentre i generi più costosi, come lo sci-fi, o il fantasy hanno più probabilità di essere cancellati (tuttavia, l’area geografica di riferimento per la produzione di questi generi è l’ Asia). Sembrano subire un arresto anche i contenuti per ragazzi, che si stanno spostando su un modello di licensing.
La sezione A Glance at Local Hits with International Potential, ha fornito una panoramica delle più interessanti serie con potenziale internazionale in onda in questo momento, evidenziando come il pubblico adesso cerchi di evadere dal quotidiano o riflettere sulle sue sfide attraverso quattro vie, una delle quali è per l’appunto quella della commedia (sono state citate la ceca
The Limits, la turca Tertemiz; Still dead Thanks e l’australiana Optics): alcune di queste, come Optics, ad esempio, hanno per protagoniste donne particolarmente forti. Un’altra linea tematica è infatti quella che vede la crescita di serie drama con ruoli femminili di primo piano, donne forti costrette a confrontarsi con sfide, crisi o situazioni difficili. Non a caso, le serie più vendute all’estero l’anno passato, Elsbeth e Maxima, hanno protagoniste di questo tipo.
Se alle donne tocca confrontarsi con i problemi della contemporeneità e reinventarsi (come alla protagonista della finlandese Queen of Fuckign Everything la cui vita lussuosa va in pezzi dopo che il marito scompare lasciandola in un mare di debiti) gli altri filoni tematici guardano più all’evasione.

Evasione come divertimento, e abbiamo già detto della commedia, o come rifugio o riflessione sul passato. Fra le serie drama citate in questa categoria, l’italiana M il Figlio del Secolo, attualmente in Concorso a Series Mania; la svedese Whiskey on the Rocks, dramma satirico ispirato a eventi reali ma con protagonisti caricaturali, commissionata da Disney -Hulu; la francese, Merteuil, in uscita su Max, ambientata nella Parigi del 18° secolo e molto liberamente basata su Le Relazioni Pericolose, o Las hijas de la Criada, che ci porta nella Galizia del 19° secolo: è in arrivo su Antena 3.
Infine, fuga dalla realtà verso il mondo irraggiungibile e intrigante delle elite: c’è stata una crescita del 16% delle serie associate con il benessere, la ricchezza: il cileno Los Casablanca (miglior lancio domestico nel 2024); il portoghese The Color of Love; il sudafricano Law Love and Betrayal, o Live che arriva dal Kuwait.



