TRA L’ONLINE E L’ON THE GROUND

“Stiamo ragionando sulla creazione di una piattaforma italiana che consenta di offrire a tutto il mondo la cultura italiana a pagamento, una sorta di Netflix della cultura, che può servire in questa fase di emergenza per offrire i contenuti culturali con un’altra modalità, ma sono convinto che l’offerta online continuerà anche dopo”

Questo progetto, annunciato dal Ministro della Cultura Dario Franceschini in un programma televisivo dello scorso sabato sera, conferma quanto scritto precedentemente (leggi), e cioè che l’emergenza sanitaria ha prodotto l’accelerazione di processi in atto.

Se si aggiungono altri progetti, specifici quanto improbabili, proposti da società private, che stabiliscono veri e propri protocolli per la riapertura delle sale cinematografiche ( leggi) e dei set (leggi), conferma che sì, niente sarà come prima, ma non nel senso auspicato a parole.

Quel che sta cambiando sembra essere non il modello di sviluppo ma il modello di umanità, epurato da quel che credevamo fosse alla base dello sviluppo della nostra civiltà: la socialità.

Ma the show must go on ; e mentre il Marché del Festival di Cannes ha finalmente ( dopo indiscrezioni e smentite) confermato che realizzerà il suo Mercato online ( si attendono dettagli), la Mostra del Cinema di Venezia persegue il progetto on the ground , confermando le date e comunicando, nelle parole del neo presidente della Biennale, Roberto Cicutto, che “Venezia potrà essere un grande laboratorio”. I dettagli a fine maggio.

Nel frattempo ognuno si attrezza come può, e anche in Italia l’esercizio, il settore indubbiamente più penalizzato dagli eventi, si sta organizzando per ripristinare i drive in , in attesa di poter accogliere nuovamente il pubblico in sala.

Mi sembra interessante, non foss’altro perchè non butta la palla online.

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