TFL /Mack: l’Elevator Pitch da presentare a Netflix

Ogni nuova serie lanciata in 190 paesi e sottotitolata in 32 lingue e le antenne ben puntate a caccia di nuovi scrittori e filmaker in giro per il mondo che abbiano grandi storie, e a cui insegnare come scrivere per la serialità. Obiettivo: 5 milioni di membri nel 2025.

Per far questo, dice Christopher Mack, direttore del dipartimento di investimento e sviluppo dei talenti per contenuti di Netflix International Originals, all’interno della masterclass organizzata dal Torino Film Lab nell’ambito di Torino Film Industry “non abbiamo abbastanza scrittori, dunque investiamo nella formazione sulla creazione di contenuti anche con workshop come questo.”

Prima di scandagliare i punti che formano un buon document pitch da presentare a Netflix, Mack, una carriera di 25 anni iniziata con NBC California (“proprio l’anno in cui presero Friends e ER“), e passata da Warner Brothers (dove ha lavorato a “Smallville 2” e “Half Man Show”), ha ricordato che l’idea di un progetto dovrebbe partire sempre da ciò che non si trova sui canali tv locali: “argomenti caldi, di cui però non si parla altrove. Dagli scandali familiari, al sesso adolescenziale, ai generi da reinventare, “come il fortunato “Kingdom” drama coreano sugli zombie ambientato nel futuro, che è stato un enorme successo anche al di fuori della Corea.”


Non è necessario che il successo sia negli USA, quanto, prima di tutto, nel paese di provenienza dello show, “perché il nostro business model è proprio quello di aumentare gli abbonati nei vari paesi, nell’ottica che il contenuto culturale sia vicino all’esperienza dello spettatore ”.


Inoltre, rivela Mack, prendendo ad esempio Breaking Bad che è stato il riferimento di tutta la masterclass, “a Netflix ho scoperto che, contrariamente a quanto si pensa, il personaggio è più importante della trama. Il nostro coinvolgimento dipende da quanto si comprendono i personaggi e le loro motivazioni: Breaking Bad è una serie iconica che esplora il cambiamento di un personaggio dandoci l’opportunità di guardare alla storia dal suo punto di vista.”

Per questo, un buon teaser, da cui spesso dipende la decisione del pubblico di guardare o meno il programma (una scelta che avviene, inconsciamente, nei primi 5 secondi di visione, “esattamente come accade quando incontriamo qualcuno in un appuntamento al buio”, sottolinea Mack), deve dare l’idea del personaggio, del suo conflitto centrale e del mondo che lo circonda. “L’importante è quanto sia proattivo l’eroe nell’ottenimento dello scopo. E a questo proposito è fondamentale il ritmo: ogni scena deve avere una spinta emotiva che porti avanti la trama, altrimenti è inutile. Ed è importante usare i cliffhanger (quell’espediente narrativo che interrompe l’episodio nel momento culminante) per lasciare il pubblico con il fiato sospeso con un un impatto emotivo che entra in risonanza con il personaggio e con lo spettatore.”

In clonclusione, il decalogo (‘ridotto’ a sette punti) del buon document pitch, che dovrebbe essere lungo all’incirca una decina di pagine e deve contenere:

Domande sulla storia (saper spiegare, in ultima analisi, quali sono i temi, al di là della trama, che deve comunque mettere in evidenza chi sono i personaggi, cosa vogliono e perché, cosa fanno per ottenerlo, cosa li ferma e con quali conseguenze); 2 Una Overview, ovvero una buona sinossi che faccia capire il genere, i conflitti centrali, perché quella storia ha bisogno di una certa location e di una specifica ambientazione temporale. E che soprattutto, sia breve (il cosiddetto “elevator pitch”, che può essere completato in una corsa in ascensore); 3 Il Mondo della storia, che sia autentico e favorisca l’immersione (“il pubblico non guarda una serie per imparare qualcosa, ma se alla fine lo fa, ne è felice”); 4 Il Tono, cioè l’atmosfera specifica da trasmettere al pubblico;  5 La Descrizione dei Personaggi: come viene incluso il loro background nella serie? Qual è l’elemento catalizzatore, l’incidente scatenante che inizia a far spostare  la loro bussola morale? (“spesso nei grandi film, il cambiamento è sia esterno che interno, e questo produce personaggi stratificati, Die Hard ne è un esempio classico”, puntualizza Mack, che cita anche il recente successo Netflix “Unorthodox” (la storia di una donna ebrea chassidica che scappa da Brooklyn a Berlino per fuggire da un matrimonio combinato e viene accolta da un gruppo di musicisti, anche se il suo passato la raggiunge); 6 il Riepilogo della Stagione, ovvero del ‘viaggio’ dei personaggi attraverso i principali punti di svolta emotivi; 7 I futuri Episodi Potenziali

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