direttore Paolo Di Maira

TENDENZE/Weinstein, Campion, Spacey: meglio la tv?

“Per trovare le trame e  i dialoghi più avvincenti, e i personaggi più interessanti, bisogna guardare alla televisione”. Sono parole di Kevin Spacey, al Mipcom presentare la serie tv per Netflix “House of Cards”, diretta da David Fincher e di cui è protagonista accanto a Robin Wright,  e rafforzano il riconoscimento della creatività televisiva da parte delle stelle del cinema.

Di Golden Age della televisione si parla ormai da tempo, da quando, come ha ricordato Peter Emerson, presidente della società canadese Entertianment One, si è affermato il formato di serie tv da un’ora con i “Sopranos” e poi “Mad Men” “The Shields” “Walking Dead”.

E nel sottolineare le maggiori opportunità creative offerte dalla televisione rispetto al cinema, Spacey era in buona compagnia al Mipcom: di un “calo nel mondo del cinema” ha parlato il produttore Harvey Weinstein, che all’interno del suo intervento ha lanciato il live show “The World Dance Award”, la nuova iniziativa della divisione televisiva che The Weinstein Company punta ad espandere con i nuovi prodotti quali la serie epica “Marco Polo”, il reality “Supermarket Superstars” o “Seal Team Six”.

Il premio Oscar Jane Campion, presentando “Top of the Lake”, serie tv in sei puntate da un’ora che ha creato e diretto ha affermato: “un film per il cinema può essere piuttosto conservatore, noi abbiamo avuto il privilegio di lavorare con produttori e committenti (See Saw Films, Screen Australia, Screen NSW, Fulcrum Media Finance per BBC, UKTV, Sundance Channel e BBC Worldwide) che ci hanno lasciato tutta la libertà di esprimerci  e abbiamo goduto anche del lusso creativo di poter raccontare una storia lunga, io adoro i romanzi e amo l’idea di costruire personaggi con cui il pubblico può stabilire una relazione per un certo periodo di tempo.” Una storia che promette molto anche dal punto di vista delle locations, come ha sottolineato Gerard Lee, che ha creato la serie con la Campion: “Quando Jane mi ha mostrato i luoghi dove avremmo girato (l’isola meridionale della Nuova Zelanda) ho capito che eravamo davanti ad un altro personaggio della storia, un paesaggio selvaggio e meraviglioso, probabilmente inedito sullo schermo”.

“The Walking Dead”, una delle serie più ‘calde’ del momento, è stata una delle protagoniste dei “Creative Talks” quale esempio di prima serie tv ad avere avuto un lancio di tipo cinematografico, cioè day and date (da parte di Fox e AMC) in 120 territori, anche grazie al suo deciso ‘tocco cinematografico’; “quando ho letto la sceneggiatura mi sembrava di leggere un film”, ha detto Sarah Wayne Callies, la protagonista. La produttrice della serie, Gale Ann Hurd, ha realizzato anche di film quali “Terminator”, “Aliens” e “Armageddon”, è arrivata al Mipcom ‘fresca’ dell’omaggio della Stella nella Hollywood Walk of Fame, a fianco di Buster Keaton.

 

 

 

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