direttore Paolo Di Maira

TENDENZE/Se il Crime non nasce dal Libro

Thriller nordico: un binomio sempre più frequente, quasi un luogo comune. Luogo comune a cui corrisponde un luogo reale – la Scandinavia i cui confini si stanno leggermente modificando. Quando si pensa alla mappa geografica del crime, infatti, si pensa subito a Svezia e Norvegia. Perché all’origine dei delitti che vengono dal freddo ci sono innanzi tutto i best seller di questi due paesi, due nomi per tutti: Stieg Laarson e John Nesbo.  Già trasportati sul grande schermo i successi del primo (è uscito in Italia nel 2012 il remake americano del primo capitolo della trilogia svedese, “Uomini che odiano le donne”, diretto da David Fincher), per il secondo si è parlato di un interessamento da parte di Martin Scorsese per l’adattamento del suo “The Snowman”, mentre “Headhunters” è stato recentemente adattato dal regista norvegese Morten Tyldum.

E si potrebbe continuare con le fortunatissime avventure televisive del commissario Wallander, partorite dalla penna dello svedese Henning Mankell, o con Karim Fossum, vero talento del giallo psicologico norvegese, approdata al cinema grazie ad Andrea Molaioli con “La Ragazza del Lago” (remake de “Lo Sguardo di uno sconosciuto”). Insomma, sembra che ormai in Svezia e Norvegia per arrivare allo schermo i delitti debbano passare per la carta stampata.

E in Danimarca? Nonostante le letteratura criminale non abbia generato bestseller internazionali, in questo paese la serialità televisiva di genere ha dato prova di grande vitalità.  Sono essenzialmente tre i prodotti da esportazione.  Innanzi tutto “The Killing”, il cui successo ha varcato i confini europei. La serie è stata infatti trasmessa in Danimarca nel 2007, in molti altri paesi europei e poi da BBC4 -la prima serie a gennaio 2011, la seconda lo scorso novembre – in lingua originale con i sottotitoli in danese. Ha vinto il premio Bafta come Miglior Programma Internazionale, e ha avuto un remake statunitense andato in onda nella primavera 2011 su AMC. Protagonista è la detective Sarah Lund, giovane madre single a capo dell’indagine sul brutale omicidio di una ragazza di diciannove anni, un’indagine di cui viene scandagliato ogni dettaglio in venti episodi da un’ora.

E poi ancora, il patinato thriller politico “Borgen” creato da Adam Price, che ruota intorno all’elezione di un primo ministro donna. La prima stagione (ora stanno girando la terza) è stato un successo sensazionale in Danimarca, nel 2010, forse anche perché ha in un certo modo anticipato le reali vicende politiche (Helle Thorning-Schmidt, leader della coalizione di centro-sinistra, è diventata il primo ministro donna della storia del paese nell’ottobre 2011). La seconda stagione si è conclusa in Danimarca in dicembre 2011 e ha toccato il picco di 2 milioni di spettatori, circa il 40% della popolazione.

Infine, il crime in dieci puntate“The Bridge”:una joint venture creativa e finanziara danesesvedese, un progetto da 80 milioni di euro, dove sono coinvolte, oltre ai rispettivi broadcaster pubblici DR e SVT, anche la tedesca ZDF e la norvegese NRK.

Anche se le serie tv non nascono da romanzi, la scrittura ha un ruolo fondamentale nel determinare lo straordinario successo di quella che il Guardian definisce come la ‘drama factory più efficiente e di classe della televisione mondiale’. Sempre il Guardian infatti, in un reportage in cui documenta il sopralluogo al quartier generale di DR a Copenhagen, definisce le regole che hanno prodotto questa fortunata alchimia di scrittura criminale: le storie sono originali (banditi gli adattamenti e i remake), e trattano questioni legate alla contemporaneità. E, soprattutto, gli sceneggiatori hanno l’ultima parola. L’articolo cita anche le parole di Camilla Hammerich, produttrice di “Borgen”, che afferma: “Diamo agli scrittori tutto il tempo e lo spazio di cui hanno bisogno per sviluppare le loro storie.  Mettiamo al centro dell’attenzione la visione dello scrittore, che definiamo “one vision”, che tutti ci impegniamo a realizzare, e sono molto pochi i dirigenti ad avere l’ultima parola.  Credo che il successo sia dovuto anche a questo.”

AUDIENCE/La Nuova Onda su BBC

Secondo quanto riportato dall’ “Observer”, “The Killing” ha creato una vera e propria domanda di prodotto danese sottotitolato all’interno della BBC4, che la rete ha soddisfatto con la seconda stagione della serie (il primo episodio, trasmesso in novembre, ha attratto circa 815 mila spettatori davanti al televisore) a cui ha fatto seguito il thriller politico “Borgen” che si è dimostrato all’altezza del suo predecessore totalizzando 629 mila spettatori con la prima puntata.  E dopo “Borgen” gli spettatori potranno continuare a stare col fiato sospeso grazie a “The Bridge”, altro murder drama targato DR (Danish Broadcasting Corporation), una coproduzione Svezia-Danimarca che sarà trasmessa in primavera.

E dire che, stando alle dichiarazioni rilasciate da Morten Hesseldahl, (il direttore culturale del canale pubblico danese), al quotidiano britannico, alla DR erano convinti che “Borgen” fosse ‘troppo danese’ per ‘espatriare’.  Tant’è vero che la decisione di girare il primo episodio a Londra era stata presa pensando più all’appeal che avrebbe avuto sull’audience domestica, che al potenziale mercato estero.

Nonostante si tratti sempre di un thriller, “Borgen”, con il suo forte plot politico, segna una piccola svolta per BBC4, che è diventata negli anni il punto di riferimento principale per il ‘crime drama’ proveniente da tutta Europa, (oltre alle sopra citate serie danesi, “Wallander” “Spiral”, “Montalbano”), aprendo la via anche ad altri canali, quali FX and Sky Arts , che dall’autunno scorso trasmettono programmi “d’importazione europea”.

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