direttore Paolo Di Maira

TENDENZE/Multiplex Italian Style

di Marco Spagnoli


Sicuramente dobbiamo prendere atto di una nuova tendenza”, osserva Paolo Protti, Presidente dell’Anec:
“Oggi nei Multiplex c’è una maggiore attenzione rispetto ad un certo tipo di prodotto che fino a ieri veniva snobbato.
Molte strutture hanno, adesso, un approccio diverso e più completo nei confronti della programmazione.
La componente giovanilistica resta, però, fondamentale e fortemente caratterizzante per questo tipo di esercizio.”
Protti è ottimista riguardo allo sviluppo ulteriore dei Multiplex nel nostro paese:
“C’è ancora spazio per la diffusione di tali strutture.
Credo che siamo arrivati a circa l’80% del percorso da fare.
Il restante 20%, però, dovrà  avvenire soprattutto nel Sud d’Italia e in zone attualmente sprovviste di sale cinematografiche.”


Gianluigi Della Casa di Medusa Cinema parla, invece, in maniera molto aperta di una nuova fase del mercato dei Multiplex:
“Negli ultimi tempi abbiamo riscontrato diversi segnali che vanno nella direzione di un cambiamento.
Il nostro è un mercato normale e maturo che risponde in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale.
Risultati come quelli de “˜Il Divo’ evidenziano il radicamento che, nel territorio, hanno avuto un certo tipo di strutture.
Della Casa, però, insiste anche su una riflessione di carattere economicistico:
“La crisi sociale ed economica che sta attraversando il nostro paese ha un evidente riflesso sul nostro lavoro. Lo sviluppo ulteriore dei Multiplex in Italia dovrà  necessariamente fare i conti con questa situazione di crisi che, speriamo, sia soltanto transitoria. Un dato positivo, però, è che il cinema ‘tiene’ nonostante il contesto dei consumi non sia dei migliori” 

L’esercente veneto Gianantonio Furlan, proprietario di diverse decine di schermi in tutto il Nord Est, accoglie la nuova fase dei Multiplex in Italia come lo sviluppo naturale di una strategia culturale portata avanti da una parte “˜illuminata’ dell’esercizio:
“Noi abbiamo sempre programmato cinema italiano e di qualità  nelle nostre strutture.
Il nostro pubblico è sempre stato differenziato e non “˜targettizzato’. Ovviamente è una cosa molto positiva che anche il resto del mercato dei Multiplex si sia progressivamente allargato.
E’ importante che tutto il cinema possa essere proiettato nelle sale di queste strutture.
E’ essenziale programmare film che solo fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile potere vedere in determinati complessi.”
Secondo Furlan un’evoluzione c’è stata, ma “” al tempo stesso “” la strada da fare è ancora molta:
“La questione non è “˜risolta’: a fronte di casi importanti come “˜Gomorra’ e “˜Il Divo’ ci sono anche altre pellicole che non hanno riscontrato alcun interesse da parte degli spettatori dei Multiplex.
Ci vuole ancora tempo affinché il vero cinema d’autore, quello sicuramente più complesso e specializzato, possa davvero raggiungere cifre importanti su questo tipo di schermi.”
Le condizioni perché anche questa ultima trasformazione avvenga, secondo Furlan, non possono prescindere dalle strategie di programmazione, che non possono mirare principalmente al pubblico giovanile.
“Potremo dire che tutto il cinema verrà  programmato in queste strutture, solo quando si riuscirà  a prescindere da quel cosiddetto “˜genere da Multiplex’ che tristemente è diventato un macrogenere a parte fatto di commedie di serie B, horror, film d’azione e cartoni animati che anziché essere “˜straight to video’ compaiono purtroppo come degli ectoplasmi a tormentare i pomeriggi di tanti cinema in Italia. Non c’è dubbio: anziché i film “˜da multiplex’sarebbe meglio per tutti programmare la qualità  e l’essai. Più qualità  e meno serie B!”


Al di là  dei prodotti in programmazione, Gianantonio Furlan spiega come lo sviluppo futuro dei Multiplex in Italia non possa prescindere dai servizi offerti all’interno dei vari complessi:
“Nel conto economico generale nessuno di noi potrebbe fare a meno delle revenues derivate dai bar, dai ristoranti, dalla pubblicità  e tutto il resto.
Soltanto con i biglietti non andremmo avanti nemmeno per sei mesi.
In questo senso all’interno di Cinecity abbiamo aperto franchising di librerie Mondadori, fortemente orientate verso l’entertainment, che stanno andando molto bene, soprattutto grazie alla vendita di Dvd che ha offerto dei risultati particolarmente interessanti, a volte sorprendenti.
La creazione di eventi letterari e cinematografici rende i Multiplex dei punti di aggregazione estremamente vivaci e interessanti per tutti. Dalla nostra esperienza non abbiamo alcun dubbio: meglio avere all’interno delle strutture una libreria che una sala giochi. ”


Molto ottimista riguardo alla futura evoluzione dei Multiplex è anche Nicola Grispello, Direttore della Programmazione di Warner Village:
“E’ evidente che in un paese dove il prodotto nazionale raggiunge più del 30% della quota di mercato, anche i Multiplex devono guardare con interesse a questo tipo di cinema per programmarlo e sfruttarlo nella maniera migliore possibile.
In Europa, solo la Francia ha una quota di mercato superiore alla nostra per quanto concerne la sua produzione cinematografica, ed è evidente che anche nelle loro strutture il cinema francese abbia tantissimo spazio.
Con l’aumento della produzione in Italia anche i Multiplex proporzionalmente incrementeranno il numero di proiezioni di film italiani.”
Grispello spiega come Warner Village sia da sempre molto interessato ad avere disponibile per i suoi spettatori tutto il cinema e non solo quello definito “˜da Multiplex’: “Sarebbe un controsenso inseguire un pubblico giovanile in un paese come l’Italia che è uno dei più “˜vecchi’ del mondo. La demografia si oppone sensibilmente a scelte del genere che non avrebbero alcun senso e risulterebbero ghettizzanti.
Multisale e Multiplex, se vogliono essere competitive sul mercato, devono potere presentare alla gente anche cinema europeo e mondiale di qualità , oltre a quello italiano.
Del resto il successo di “˜Gomorra’ che abbiamo programmato in alcune strutture in Veneto per più di cinque settimane, un record assoluto, è soltanto la punta dell’iceberg di un fenomeno sensibilmente più vasto e significativo che ha preso sempre più piede nel corso degli ultimi anni.”


Più in generale, secondo Grispello, la cosiddetta “˜rivoluzione digitale’ rappresenta senza dubbio uno dei fattori determinanti dello sviluppo del cinema in Italia e nel resto del mondo: “L’innovazione tecnologica apportata da digitale e 3D renderà  lo spettacolo in sala molto più interessante e coinvolgente di qualsiasi forma di home entertainment: gli schermi grandi, la qualità  dei servizi, il confort e la tecnologia confermeranno ancora per lungo tempo alla sala cinematografica in generale e ai Multiplex in particolare il primato dell’entertainment.”


Il futuro è ancora nel segno dello sviluppo?


Nicola Grispello indica nel Sud del nostro paese il territorio ancora da “˜conquistare’:
“Ci sono regioni meridionali dove il cinema manca e dove i Multiplex hanno davanti ancora moltissime possibilità  concrete di svilupparsi ulteriormente.
Le nostre aperture sono state tutte quante in questa direzione e Warner, per esempio, ha aperto il primo Multiplex in Sicilia seguito da altre aperture a Nola e a Lamezia Terme.
Detto questo, però, ci sono città  come Palermo prive di strutture cinematografiche adeguate e il lavoro da fare è ancora molto.
I margini di miglioramento e di sviluppo sono ancora significativamente ampi.
Nonostante una crisi economica evidente, il mercato dei Multiplex riesce a tenere e ad evolversi sia dal punto di vista qualitativo che economico.”

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