direttore Paolo Di Maira

Technicolor / alla conquista del digitale

di Michela Greco


Con un Open Day dedicato a circa 200 tra distributori, produttori, autori della cinematografia, registi ed altri importanti operatori del settore, il 12 luglio scorso Technicolor Roma ha presentato il suo nuovo centro digitale.
Un investimento di più di 4 milioni di euro per una forte implementazione delle tecnologie numeriche, e ora la sede romana della multinazionale leader nei servizi all’industria del cinema e dell’audiovisivo punta a porsi come centro di eccellenza digitale, a livello italiano e internazionale, nel settore della post-produzione.
“Con l’acquisizione di nuovi strumenti tecnologici quale il nuovo scanner Northlight, che arriva fino alla risoluzione di 8k per la scansione da pellicola a supporto digitale, e del recorder Cinevator per il processo inverso “” spiega l’amministratore delegato di Technicolor Antonio D’Arienzo “” l’azienda ha completato il percorso iniziato a partire dalla post-produzione classica su pellicola, passando per il telecinema, lo standard DEF, l’Alta Definizione per arrivare alla finalizzazione digitale a risoluzione cinematografica 2K del Digital Intermediate”.
Con l’obiettivo di completare l’offerta alla clientela e posizionarsi su servizi che integrino e implementino il flusso delle lavorazioni già  esistenti nella sede romana, Technicolor si è infatti dotata di dispositivi tecnologici che assicurano la miglior qualità  visiva disponibile sul mercato, e nei tempi più rapidi.
“Il Cinevator “” specifica D’Arienzo “” permette di trasferire un intero film da file digitale su pellicola a 24 fotogrammi al secondo, vale a dire in tempo reale, e con la massima versatilità , visto che lavora su ogni tipo di pellicola: oltre che su negativo, su Intermediate ed anche su positivo per ottenere copie sonore anche sottotitolate.
Siamo pertanto in grado di realizzare, nel modo più effi cace e particolarmente veloce, titoli, trailer, il cosiddetto “˜versioning’ cioè, l’adattamento dei film per ladistribuzione nei diversi paesi stranieri.
Il nostro mercato, che sempre più spesso utilizza le uscite mondiali day and date, richiede con maggiore insistenza e importanza una qualità  ed una velocità  che mai prima era stata richiesta.
” Nel mondo, oltre a quello appena installato a Roma, esistono pochissimi altri Recorder quali il Cinevator, di cui uno nella sede hollywoodiana di Technicolor.
“Se dovessimo riferirlo solo al mercato italiano “” continua l’amministratore delegato della compagnia – questo investimento, purtroppo, non diverrebbe facilmente remunerativo a causa delle attuali richieste del mercato nazionale.
Per questo noi di Technicolor Roma, che forniamo copie e servizi all’80-85% delle necessità  europee delle Major legate a Technicolor, vogliamo rivolgerci anche al mercato internazionale.
Abbiamo fatto questo importante passo tecnologico per offrire un vantaggio al cliente, ove mantenendo comunque l’eccellenza della qualità  abbiamo accorciato i tempi delle lavorazioni e contemporaneamente, quindi, aiutato anche a combattere la pirateria”. All’inaugurazione del 12 luglio, gli operatori del settore hanno potuto fare un giro della location del nuovissimo centro di servizi digitali tra le quattro postazioni principali, su cui era possibile visionare brani di vecchi film rielaborati con i nuovi mezzi numerici.
Abbiamo lavorato su opere come “Apocalypse Now”, “L’ultimo imperatore”, “Il Gattopardo”, alcuni film di Sergio Leone, “Nativity” ed il più recente “The Black Dahlia”.
Ogni postazione mostrava il lavoro su alcuni di questi titoli e tutte insieme davano una dimostrazione della qualità  che è possibile ottenere dal flusso completo.
Dall’acquisizione (che trasforma la pellicola in dati digitali) al passaggio centrale – il classico Digital Intermediate che prevede color correction, conforming e digital cleaning “” allo scarico finale su vari tipi di pellicola. “In Italia questo processo digitale di altissimo livello e rendimento può servire senz’altro, magari a film che abbiano una consistente quantità  di effetti visivi, o richiedano interventi che derivino da specifiche necessità  di ripresa.
Nel nostro mercato questo sistema può essere di aiuto alla creatività , e non deve essere erroneamente preso in considerazione solo pensando che possa dare adito a risparmi irreali “” ha spiegato ancora D’Arienzo – Ora che con il nuovo scanner e recorder abbiamo superato i principali colli di bottiglia dei processi di lavorazione digitale, siamo eccezionalmente competitivi sia sul mercato internazionale che quello nazionale, visto il vantaggio che abbiamo acquisito, in termini di produttività , mantenendo un livello qualitativo di eccellenza”.
Ma a queste condizioni, che destino avrà  la pellicola? “La lavorazione dei film su piattaforma digitale non deve essere vista in un’ottica di esclusione, né di competizione con i processi tradizionali “” conclude l’ad di Technicolor – L’utilizzo delle nuove tecnologie nella post-produzione cinematografica ha senz’altro occupato alcuni spazi in precedenza appannaggio della fotochimica, ma questo non significa che i due processi non possano e non debbano convivere in un’ottica di integrazione e di complementarità  per sfruttare al massimo le caratteristiche positive di ciascuno dei due.
Technicolor oggi, infatti, è l’unica azienda a livello mondiale che fornisce prodotti e servizi, sia per il mondo del tradizionale, che per quello del digitale: dallo sviluppo dei contenuti fino alla fruizione di questi, sia in sale tradizionali che digitali.”


Cinema&Video International                n. 8-9 Agosto/Settembre 2007

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