TAX CREDIT/Cresce l’appeal dell’Italia all’estero

Sale da 5 a 10 milioni di euro il limite massimo del credito d’imposta per le produzioni straniere che girano in Italia: la disposizione, molto attesa dai produttori esecutivi, è inserita nel “Decreto Cultura” approvato la scorsa settimana dal governo su proposta del Ministro Dario Franceschini.

Inoltre, lo stanziamento per le agevolazioni fiscali al cinema e agli audiovisivi è aumentato di 5 milioni di euro e passa da 110 a 115 milioni.

Finora il Tax credit ha consentito di attrarre in Italia (dal 2009 al 2013) 49 produzioni cinematografiche estere per investimenti complessivi pari a 102 milioni  di euro. In massima parte si tratta di film di produzione Usa girati in Italia solo per ragioni di sceneggiatura (The Tourist, To Rome with Love, Nine).

Guido Cerasuolo, presidente dell’Associazione Produttori Esecutivi, ha ringraziato il Ministro Franceschini e il governo “per una riforma di grande utilità ed efficacia a costo zero: non si tratta infatti di un aumento del costo fiscale a carico del bilancio dello stato, ma dell’attrazione di denaro che altrimenti non verrebbe speso in Italia dagli investitori stranieri”.

“Siamo certi – ha esortato Cerasuolo – che il Ministro vorrà ora continuare nel lavoro urgentissimo di aumentare
l’ efficienza e la semplificazione di tutte le procedure che riguardano il lavoro del cinema e dell’audiovisivo, per un uso condiviso delle straordinarie location del nostro paese e per contribuire ad eliminare le ‘zone grigie’ che caratterizzano ancora il nostro sistema produttivo a cominciare, per esempio, dall’adeguamento del contratto di lavoro delle troupe agli standard del mercato internazionale.”

Plauso al provvedimento è stato espresso anche da Riccardo Tozzi, presidente ANICA: “La sensibilità del Governo sulla Cultura ci fa pensare che abbiamo un interlocutore serio e affidabile”.

Gli ha fatto eco  il presidente dell’Agis, Carlo Fontana, il quale però rileva che la misura  “non è supportata da analoga attenzione nei confronti della sala, che necessita di interventi urgenti senza i quali il mercato conoscerebbe una drastica riduzione delle piccole e medie imprese”. A tale proposito l’Agis ribadisce, insieme alle associazioni dell’esercizio cinematografico Anec, Acec e Fice, la necessità di provvedimenti urgenti riguardanti in particolare il credito di imposta e le imposte comunali, con queste ultime che incidono pesantemente anche sulle strutture dello spettacolo dal vivo”.

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