direttore Paolo Di Maira

TAX CREDIT 1/USA: Così fan tutti

di Carolina Mancini


Per attrarre le produzioni il Michigan ha messo in piedi un generoso programma di incentivazioni all’audiovisivo, arrivando al 42% di credito d’imposta.
Ne abbiamo parlato sul numero di Maggio di Cinema&Video International, evidenziando anche che questa mossa rischia di innescare un pericoloso “gioco al rialzo”, che potrebbe trasformarsi in gioco al massacro.

Mossa che contribuisce ad acuire la crisi in atto dell’industria hollywoodiana.
In California, infatti, l’idea di Arnold Schwarzeneger di supportare le produzioni audiovisive con più di 100 milioni di dollari di credito d’imposta, sembra destinata a non concretizzarsi nemmeno quest’anno, di fronte al buco di 15,2 miliardi di dollari nel budget dello Stato.
Si obietta che concedere un credito equivale a favorire una specifica industria, a spese dei contribuenti: questa linea trova sostenitori anche in Europa.


La Repubblica Ceca ha recentemente rifiutato l’introduzione di un credito d’imposta del 20%, andando a indebolire ulteriormente la competitività  del paese nei confronti delle produzioni straniere, già  minacciata rispetto a quella delle vicine Ungheria e Germania, dotate di programmi d’incentivi di successo.
Per contro, l’incremento dei sussidi statali varato dalla Repubblica Ceca ha dato un nuovo impulso alla produzione nazionale, florida come non mai: in maggio erano 50 i film cechi pronti per le sale, in produzione o post produzione, e il box office del paese è uno dei pochi ad essere cresciuto in Europa nel 2007 (la fonte è l’Osservatorio Audiovisivo Europeo).


Tornando in America, sta avanzando un altro, temibilissimo concorrente di Hollywood: lo Stato di New York.
Secondo quanto scrive il Los Angeles Times, lo scorso Aprile il governatore David Paterson ha aumentato al 30% il credito concernente le spese sotto la linea (i costi che comprendono tutto ciò che non rientra nella voce cast, sceneggiatori, produttori, registi, stuntmen e diritti della storia).
Era del 10% nel 2004, anno che segnò un’inversione di tendenza per l’industria dell’audiovisivo, che fino a quel momento stava alla larga da New York, a causa dei costi elevati e delle complicazioni logistiche. L’incentivo è ancora maggiore per i film e le serie tv girati nella città  di New York , premiati da un ulteriore sconto del 5%.

A traslocare da Los Angeles a New York sono soprattutto importanti serie televisive, e questo è fonte di grande ansia in California, visto che proprio questo tipo di prodotti costituiva il nocciolo duro dell’industria hollywoodiana “˜sotto la linea’, aiutando notevolmente a controbilanciare il drammatico declino produttivo in atto (a Los Angeles il numero delle giornate di ripresa è crollato del 40% rispetto al 1997).
Fra le serie di maggior successo che emigreranno, “Ugly Betty”, alla sua terza stagione, e il poliziesco”Life on Mars”, entrambe prodotte dal network ABC.
Beneficierà  degli incentivi finanziari newyorkesi “Kings”, una versione moderna della storia di Davide e Golia, della NBC.
Anche “Fringe”, l’attesissimo thriller soprannaturale, approderà  nella Grande Mela, che la Warner Bros ha ritenuto addirittura più conveniente di Toronto.


Sempre secondo il Los Angeles Times, la strategia di New York non va letta come un attacco alla California, quanto, semmai, come una difesa nei confronti dei programmi di incentivi fiscali degli stati vicini, come il Connecticut e il Massachusetts che, si stima, gli hanno “˜soffiato’ negli ultimi anni circa 750 milioni di dollari.


Dal Luglio 2007, infatti, il governo del Massachusetts ha istituito un credito d’imposta del 25%, provocando un dirottamento di produzioni (si è passati da un solo film girato nel 2005 agli 8 del 2007. Quest’anno ce ne sono 7 conclusi entro luglio, e altri 5 in arrivo).
Nick Paleologos, direttore del Massachusetts Film Office di Boston, ha raccontato al New York Times che gli alberghi della città  erano vuoti a gennaio e a febbraio del 2007, mentre quest’anno si sono riempiti grazie ai molti set, attivi contemporaneamente a Boston e dintorni.
Fra questi, “Paul Bart: Mall Cop”, “Ashecliffe”, dove Martin Scorsese ha diretto Leonardo Di Caprio; “The Ghosts of Girlfriends Past”, con Matthew McConaughey.
Sandra Bullock ha scelto Rockport e Gloucester per “The Proposal” e l’attore comico Ricky Gervis ha diretto e interpretato il suo primo film “This Side of Truth” a Lowell, la città  natale di Jack Kerouac “” 45 km da Boston- , dove l’indotto stimato è di circa 2 milioni di dollari.
La produttrice del film, Lynda Obst, spiega al quotidiano neworkese che gli sgravi fiscali hanno permesso un risparmio di circa 3 milioni di dollari, più o meno un sesto del budget del film.


Eppure, nonostante i dati parlino chiaro, anche in Massachusetts alcuni legislatori avversano questo sistema d’incentivazione fiscale, sostenendo che sono soprattutto i registi affermati e le star a trarne vantaggio.

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