direttore Paolo Di Maira

STEFANIA IPPOLITI / Videogiochi nuovi ambasciatori di Toscana

Quest’anno l’eccellenza degli sviluppatori di giochi italiani sarà premiata al Museo delle Antiche Navi di Pisa: la città apre una nuova, inedita location all’industria dei videogiochi, già insediata all’interno di Manifatture Digitali Cinema per il suo appuntamento di mercato annuale, grazie all’intuizione della film commission guidata da Stefania Ippoliti, che ha deciso di scommettere su questo settore individuando in Pisa e nella sua manifattura il contesto ideale.

“Pisa è una città dove le conoscenze umanistiche e le competenze scientifiche si incontrano e ultimamente dialogano sempre di più”, spiega Stefania Ippoliti, – siamo molto felici che l’assessore alla cultura del comune, Pierpaolo Magnani, abbia pensato di metterci a disposizione questo splendido museo che custodisce le antiche navi trovate nella foce dell’Arno e conservate in maniera straordinaria.  Un luogo che potrebbe costituire una location perfetta per l’ambientazione di un videogioco di avventura, tra l’altro!”

É convinta, Stefania Ippoliti, che i video giochi, come anche l’animazione, altro settore che è di casa a Manifatture Digitali Cinema Pisa, (leggi qui) siano “occasioni meravigliose per far conoscere i nostri scenari toscani.  I videogiochi sono ottimi ambasciatori rispetto a un target che è complementare rispetto a quello di coloro che guardano film o prodotti televisivi più tradizionali. Questo è stato colto perfettamente dal Ministero degli Esteri che li sta seguendo e sostenendo, e che sarà presente a First Playable nella persona del sottosegretario Manlio Di Stefano che terrà un welcome speech.

Come è nata la collaborazione con IIDEA?
Qualche anno fa gli sviluppatori hanno iniziato a far capolino nei festival cinematografici, una comunità di figure quasi ‘marziane’, inizialmente isolati fra loro, son riusciti invece poi a fare rete e a dialogare con le istituzioni grazie alla perseveranza di Thalita Malagò.
Conoscere più a fondo questo settore e la sua capacità di internazionalizzazione è stata una piacevole scoperta: i giochi viaggiano per il mondo portandosi dietro capacità, professionalità, e patrimoni paesaggistici e artisitici.
Così, luoghi della Toscana rinascimentale arrivano ad un pubblico che difficilmente avremmo intercettato con un prodotto più tradizionale.

La prima edizione di First Playable, tre anni fa, è stata un’esperienza stimolante e divertente, con giovani creativi venuti da tutto il mondo e riuniti in una città così antica e al tempo stesso proiettata su fronti avanzatissimi.

Dopo l’interruzione dell’anno scorso causa pandemia, stiamo preparandoci al ritorno totalmente in presenza del prossimo anno: con la premiazione dei migliori video games italiani al Museo delle Antiche Navi, e con l’omaggio che abbiamo fatto agli ospiti stranieri di una gift box con prodotti tipici dell’area pisana proprio per tener vivo il contatto con un’altra eccellenza del nostro territorio.

Nel corso degli ultimi anni diversi videogiochi hanno esaltato gli splendidi paesaggi toscani…
Sì, dalla saga di “Assassin’s Creed”, il secondo capitolo in particolare, ambientato a Firenze, Monteriggioni e San Gimignano, a “Rainbow Six: Siege”, uno sparatutto tattico multiplayer tra i più famosi, che in una delle espansioni di gioco ha visto l’introduzione di una location peculiare: una villa lussuosa (e di fantasia) situata nella campagna Toscana. Inoltre, diversi titoli di corse automobilistiche come “Gran Turismo”, “Forza Motorsport” e l’italiano “Assetto Corsa” hanno proposto tracciati ambientati nei territori toscani.

Lo studio fiorentino LKA dopo aver pubblicato “The Town of Light” – una crepuscolare avventura psicologica ambientata a metà del 20esimo secolo nell’ex manicomio di Volterra e che ne ripercorre la storia con una trama originale che trae ispirazione da documenti storici, adesso sta per rilasciare “Martha is Dead”, altro attesissimo thriller psicologico drammatico ambientato nel 1944 nella campagna toscana a sud della “Linea Gotica” durante la ritirata dell’esercito tedesco e l’avanzata degli alleati.

Quando ero presidente di Italian Film Commission organizzammo un’iniziativa a Venezia, sulle locations dei videogiochi, assieme ad Andrea Dresseno, che con IVIPRO ha messo in piedi un dettagliatissimo data base di location di giochi. É stato grazie al team di IVIPRO (il progetto che punta a agevolare la produzione di titoli ambientati in Italia o legati alla cultura del nostro paese, n.d.r.), che abbiamo conosciuto gli sviluppatori toscani.

Quanto è sviluppata questa industria in Toscana? 
Dall’ultimo Censimento dei Game Developer Italiani rilasciato da IIDEA il mese scorso, emerge che la Toscana attualmente è la quinta regione in Italia insieme al Piemonte.
Fra gli studi di sviluppo toscani che si sono particolarmente distinti, oltre al già citato LKA, c’è Open Lab, studio fiorentino che agli Italian Video Game Awards dell’anno scorso ha vinto il premio come Best Italian Debut Game con “Football Drama”, dove il giocatore impersona un allenatore di calcio, esistenzialmente provato, che deve allenare una squadra. Le scelte fatte non solo influenzano l’esito delle partite, ma anche la vita dell’allenatore che potrebbe ritirarsi in Costa Azzurra, finire in prigione o altro. Dopo la vittoria agli IVGA, Open Lab sta sviluppando un nuovo gioco: “Roller Drama”, una sitcom in cui il giocatore diventa l’allenatore di cinque atlete di Roller Derby.

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