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direttore Paolo Di Maira

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Stage 32: il Linkdin dell’entertainment che guarda alle film commissions

Il Linkdin dei creativi dell’industria cinematografica e audiovisiva: la piattaforma Stage 32, è stata presentata ai professionisti del Torino Film Industry dal CEO Richard Botto, e Amanda Toney, managing director e responsabile delle partenrships, in un incontro moderato dalla direttrice del MIA, Gaia Tridente.

Nata nel 2011 da un’idea di Botto (“la mia esperienza di attore, sceneggiatore, produttore mi ha insegnato che questa industria è la più tribale che c’è”), la piattaforma, che dai primi 100 membri è arrivata oggi a contarne 1,3 milioni in tutto il mondo, si ‘regge’ su tre pilastri fondamentali: Connessione, formazione, mercato.

“La Community è il cuore di ciò che facciamo. – dice Toney – Ciò che ci differenza principalmente da Linkdin è il fatto che ci concentriamo esclusivamente sulle attività creative dell’ entertainment: i profili degli utenti contengono materiali relativi ai progetti, comprese foto, video, audio, link alle pagine IMDB. Inoltre, abbiamo la Stage 32 lounge, dove i membri si scambiano idee, consigli, opportunità su questioni legate appunto alla creazione di contenuti.”

Il capitolo Education conta su una library di oltre 3000 ore di webinars, lezioni, workshops sui vari aspetti dell’industria: “siamo education partners di circa 50 film commissions, Netflix, Cannes, AFM, Bloomberg. E abbiamo un sistema di certificazione, basato su un’approfondita ricerca fatta su 8 importanti scuole di cinema e messa a  confronto con alcuni fra i top professionisti del mondo, che sono i tutors dei nostri corsi. L’ottenimento di questa certificazione da accesso al nostro database globale a cui hanno accesso tutti i nostri partners.

L’anno passato abbiamo formato oltre 1000 persone below the line a Neom, (la città- stato nel deserto dell’Arabia Saudita, futuristico progetto del principe ereditario Mohammed Bin Salman, dove si stanno costruendo enormi studios, n.d.r.)

Una tendenza in crescita, quella della costruzione di teatri di posa e studios, che, secondo Botto, rivela che il sentire comune sia quello che l’esplosione di contenuti a cui stiamo assistendo continuerà in forze negli anni a venire.

E un tipo di investimenti che interessa decisamente l’Arabia Saudita, un’area del mondo da tenere d’occhio, in un momento in cui “Hollywood praticamente non esiste più: dal 2023 non si gira un film negli studios della Paramount, perché è molto più conveniente per loro farlo altrove, e si vocifera che il Saudi Public Fund stia per fare un’offerta per Warner Brothers.” Conclude Botto.

Terzo pilastro, è ovviamente il Mercato dei professionisti di tutto il mondo (“Abbiamo circa 3000 executives  in cerca di progetti”).

“In Italia stiamo lavorando ad una collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e con il MIA.” Dice Toney.

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