direttore Paolo Di Maira

SPAGNA/La Creatività corre su Internet

“Ci amano molto più fuori che in casa”: con queste parole, ormai le stesse da qualche anno, Pedro Perez presidente della Federazione delle associazioni dei produttori dell’audiovisivo è che la vedano 5- 10 mila spettatori in 20 sale,  (FAPAE), fotografa la situazione del cinema spagnolo.
E infatti, secondo i dati presentati nel corso della settima edizione degli Screenings spagnoli Madrid de Cine, tenutisi a Madrid dal 18 al 21 giugno, l’incasso domestico dei film spagnoli (93 milioni di euro) è praticamente la metà di quello internazionale (185 milioni).
Nella criticissima situazione che la Spagna sta vivendo in questo momento, il cinema è uno dei settori più sofferenti: il box office domestico è sempre più risicato (se- condo i dati presentati da Rentrak, l’incasso al botteghino dei primi mesi di quest’anno è calato infatti del 12% rispetto allo stesso periodo del 2011), i pesanti tagli hanno gettato la produzione in una fase di stallo e sono recenti le manifestazioni contro l’aumento dell’Iva per i biglietti di cinema.
Nonostante ciò si trovano alcuni dati sorprendenti, e interessanti voci fuori dal coro.
Enrique Urbitzu, padrino di questa edizione degli Screenings, nonché regista di “No Habrà Paz para los Malvados”, film che quest’anno ha fatto incetta di premi Goya, ha una grossa fiducia nelle giovani leve:
“La varietà di generi, il fatto che non ci sia un denominatore, uno stile comune, è un segno di salute creativa. C’è crisi, ma mai come ora le scuole pullulano di giovani pieni di idee nuove e di voglia di fare cinema. La tendenza a fare film autogestiti non sarà la soluzione per l’industria, ma certo è che la precarietà che viviamo dà impulso all’immaginazione e sono sicuro che la nuova generazione di cineasti ci sorprenderà.”

Esempio perfetto di questa nuova creatività giovane è sicuramente Nicolás Alcalá e il collettivo Riot Van che con “Cosmonauta” hanno rappresentato la principale novità di Madrid de Cine: per la prima volta, infatti, è stato invitato agli screenings spagnoli un progetto che si sta proponendo sul mercato con un approccio produttivo, promozionale e distributivo che la CNN+ ha definito “Uno degli esempi più stupefacenti del potere di In- ternet”.
Quando i suoi inventori hanno iniziato a pensarci questo sistema esisteva solo negli Stati Uniti, e anche là era agli albori. Un sistema che si basa sul principio del Crowdfunding: ad oggi sono stati raccolti 462.340€, che hanno permesso di completare le riprese e il montaggio (mancano ancora circa 80 mila euro per gli effetti speciali e il suono).
Ma che rispetto al Crowdfunding presenta degli elementi di originalità: “Volevamo che tutto fosse trasparente, da due anni abbiamo pubblicato la sceneggiatura e abbiamo messo su un negozio online, per cui chi diventa ‘produttore’ ver- sando una cifra (minimo 2 euro) ha un ritorno tangibile (una maglietta, un gadget..).Poi ci sono gli ‘investitori’,che sono coloro che hanno firmato un contratto e che accederanno ad una percentuale dei profitti netti”.
“Cosmonauta” e’ la storia della lotta fra USA e URSS per la conquista dello spazio, vista attraverso l’esperienza di Stas e Andrei, due giovani amici, fra i primi cosmonauti.

La distribuzione, che seguirà il passaggio in uno dei grandi festival indipendenti (“Sundance, Berlino o South by the Southwest hanno già espresso il loro interesse” dice Alcalà), prevede l’uscita in contemporanea nelle sale, in DVD e su Internet.

“Se la facessimo uscire solo al cinema, quello che potremmo aspettarci  è che la vedano 5- 10 mila spettatori in 20 sale, in questo modo invece  potremmo anche arrivare a 5 milioni”.

E’ lo spettatore che decide dove vedere il film: gratis su internet, in alta definizione e con licenza creative commons (legalmente si può copiare e distribuire il film quante volte si vuole sempre che non ci sia scopo di lucro), oppure comprandosi il DVD o pagando il biglietto del cinema. Perché queste due ultime ipotesi si verifichino il collettivo Riot Cinema punta tutto sul valore aggiunto. Intanto con il progetto transmediale che mira ad espandere “l’universo centrale” del film narrandolo e rielaborandolo su diverse piattaforme, mobili , audio, fotografiche. L’uscita al cinema, poi, sarà concepita come un festival, “che duri una settimana e includa eventi relazionati al film, concerti, feste, e che culminerà con una super anteprima in un luogo molto grande per circa 5 mila persone.”

E mentre il mercato attende l’esito di questa complessa avventura, un altro giovane regista spagnolo, Paco León, ha creato un caso ‘sbancando la rete’ (più che le sale) con il suo film “Carmina o Revienta”, distribuito (il 5 luglio) contemporaneamente nei cinema, su Internet e in DVD.
Gli spettatori legali su Internet hanno superato di 8 volte quelli della sala: nel primo fine settimana sono stati registrati 17.650 download, che equivalgono (secondo la regola del Ministero) a 35.300 spettatori. Gli acquirenti del DVD sono stati 11 mila (quindi 22 mila spettatori). Uniti ai 4545 spettatori delle sale si arriva ad un totale di 62.000 spettatori, che hanno fatto di questo piccolo film il quarto più visto in Spagna. Un modello possibile solo per film con budget molto ristretto (questo era di 40 mila euro), dicono gli esercenti spagnoli (fonte: El Mundo).

Sarà, ma non sembra tempo per grossi budget in Spagna. Certo, con qualche eccezione.
Ad esempio, è degno di nota il caso dell’enorme successo di “Tengo Ganas de ti”di Fernando Gonzalez Molina (prodotto da Zeta Cinema, A3 films, Cangrejo films and Globomedia Cine con Cattleya come produttore associato) il remake spagnolo di “Ho voglia di te” di Federico Moccia, che ha incassato 3,4 milioni nel weekend di apertura, e ha totalizzato 11,2 M € (al 25 luglio), proseguendo la tenitura in sala. L’incasso totale del film italiano fu di € 13.804.000, risultato quasi paritario. Nel caso del primo capitolo della serie, “Tre Metri sopra il Cielo”/ “Tres Metros sobre il Cielo”, il risultato al box office spagnolo fu sorprendente rispetto a quello italiano (€8.516.348 contro € 928.000).

Si potrebbe ipotizzare che il successo cinematografico della formula Moccia sia merito della ‘visione spagnola’ (anche “Ho Voglia di te” ha avuto un regista spagnolo, Luis Prieto). Quello che invece si può affermare per certo è che queste storia concepite in Italia e riadattate per la Spagna vanno a ruba anche all’estero.
“3 Metros” fu venduto a Russia, Serbia, Messico e Ungheria, “Tengo Ganas de ti” in vari paesi sudamericani e in Russia, dove è distribuito da “Caravella DDC” (Carmen Film Group), e ha totalizzato 2,5 milioni di dollari il primo weekend e 4,3 milioni di dollari il secondo, posizionandosi secondo solo a “The Amazing Spiderman”.

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