direttore Paolo Di Maira

SPAGNA/Il Futuro oltre i Pirenei

Per il terzo anno consecutivo e in controtendenza rispetto a molti paesi europei (Italia in primis) i dati del 2010 ci ripetono che il cinema spagnolo continua a funzionare meglio fuori che in casa: 90 milioni di euro per 16,3 mln di spettatori contro gli 80,27 mln di euro prodotti dai 12,9 mln spettatori “˜domestici’ e 91 titoli distributi internazionalmente di cui il 73,6% sono totalmente spagnoli o coproduzioni maggioritarie o egualitarie.
L’incremento del 7% rispetto al 2009 non è stato accompagnato da un’analoga crescita degli incassi, tutt’altro, la caduta è rilevante, del 37,5%, anche se, a giudizio di Pedro Perez, presidente di FAPAE (la federazione di associazioni dei produttori spagnoli di audiovisivo), dovuta all’effetto “Planet 51”, che da solo, nel 2009 totalizzò 50 milioni di euro.


I dati sulla circolazione del cinema spagnolo fuori dai patri confini sono stati resi noti nello scorso giugno, nel corso della sesta edizione degli Screenings del Cinema Spagnolo Madrid de Cine, di cui FAPAE è l’organizzatore.

L’evento è stato anche l’occasione per una riflessione sullo stato di salute generale del cinema spagnolo, ovviamente non immune dalla situazione di crisi pressante, che proprio nei giorni di MDC è stata sottolineata da una grande manifestazione che si è svolta in tutte le maggiori città  del paese.
L’unica soluzione sembra essere fuori, come ha sottolineato Gonzalo Salazar-Simpson, presidente dell’associazione dei produttori cinematografici (AEC):
“Essendosi drasticamente ridotte le fonti di finanziamento nazionale al cinema, e visto che la Spagna non scommette sugli incentivi fiscali come molti altri paesi europei, diventa sempre più determinanteguardare fuori, e ottenere prefinanziamenti internazionali. Oltre alla ricerca di coproduzioni, tuttavia, è anche necessario diventare più competitivi nell’accaparrarsi gli agenti di vendita e nel fare in modo che questi si trasformino da semplici venditori del progetto a “architetti”, insieme a noi produttori, del progetto stesso fin dalle sue fasi iniziali (cosa che già  accade con il genere horror ad esempio). Questo inevitabilmente porta con sé anche la necessità  di ripensare ai contenuti in quest’ottica più internazionale.” Effettivamente, se cerchiamo fra i film che esono stati distribuiti nel maggior numero di mercati esteri, troviamo prevalentemente coproduzioni, di cui alcune di spagnolo hanno ben poco, come “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni” o “Il mio amico Eric”.
Anche il film che ha vinto il premio FAPAE (riconoscimento che ogni anno, durante Madrid de Cine, viene attribuito al film spagnolo che ha avuto maggiore ripercussione internazionale), “Celda 211” è una coproduzione, per la prima volta però, il regista è uno spagnolo: Daniel Monzon.


Sul “˜fronte interno’, invece, più voci durante gli Screenings si sono levate sul rapporto critico fra il cinema e la televisione.
Fernando Trueba, padrino degli Screenings, ha sottolineato la necessità  che il cinema spagnolo si renda più indipendente dal controllo della televisione.
Tra l’altro sono in molti a sostenere che, anche per questo, la televisione è uno dei maggiori responsabili della cattiva immagine che il cinema spagnolo ha dentro casa.
E’ la tesi del regista Mateo Gil, che precisa: “Adesso gli attacchi dei media sono meno forti che in passato, anche in virtù del fatto che le televisioni private investono meno risorse nel cinema (con la nuova legge, l’obbligo di investimento delle televisioni in produzione cinematografica è scesa dal 5 al 3 per cento n.d.r.)”
La situazione è critica anche per la televisione pubblica: anche se l’obbligo d’investimento nel cinema è in questo caso del 6% , questo resta legato agli introiti pubblicitari, drasticamente ridotti.
Infatti, conclude Gil “oggi non sarebbe più possibile mettere insieme il budget del mio film (“Blackthorn”, n.d.r.) -3,5 milioni di euro-, e dovrei andare a cercare il denaro fuori.”
Un po’ di ottimismo arriva comunque dai dati pubblicati dalla società  di consulenza Media Research & Consultancy (MRC), che ci dice che l’incasso registrato nella prima metà  del 2011 dai film prodotti da compagnie spagnole è di 51,7 milioni di euro.
Un balzo in avanti di quasi sette punti rispetto all’anno precedente, grazie, ancora una volta, a pochi titoli forti, come il quarto episodio della saga bizzarra “Torrente” (19,53 milioni di euro), la coproduzione “Midnight in Paris” di Woody Allen, (5,95 milioni) “También la lluvia” di Iciar Bollain, (3,80 milioni) e “Primos” di Daniel Sà¡nchez Arévalo, con 3,51milioni.

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