direttore Paolo Di Maira

SOVENA/Aboliamo il Fus, lavoriamo all’Agenzia

di Marco Spagnoli


II sessantaseiesimo Festival di Venezia rappresenta una tappa molto importante per Cinecittà  Luce.


Nato ufficialmente lo scorso maggio, il gruppo pubblico si presenta, infatti, per la prima volta al Lido in un anno particolarmente caldo per il cinema italiano, scosso dalla polemica relativa ai tagli al FUS, dalla crisi, apparentemente senza soluzione, delle sale di città , e da una battuta di arresto nella crescita di quota di mercato.
Un momento complesso che richiede all’industria cinematografica nazionale una strategia, ma anche una tattica, nuova e al passo con i tempi.


“Il Festival di Venezia è un momento che ispira sempre un grande ottimismo.” Sottolinea Luciano Sovena, Amministratore Delegato di Cinecittà  Luce
“In questo appuntamento, infatti, sono sempre stati lanciati dei film particolarmente importanti che hanno stimolato il successo del cinema italiano e gli incassi del mercato nazionale.
Basta pensare a veri e propri casi recenti come “˜La ragazza del Lago’ e “˜Pranzo di Ferragosto’.
Grazie a Marco Mà¼ller, la Mostra del Cinema è diventata un appuntamento imprescindibile per il cinema italiano e un momento di grandissimo rilancio per la nostra produzione.
E’ un’ottima vetrina e il prodotto ottiene una visibilità  molto interessante, perché gli operatori sanno che al Lido c’è quello che si può considerare come il “˜meglio’ della produzione italiana.”


I problemi strutturali del mercato, però, sembrano rimanere inalterati”¦


I tagli al FUS sono stati superati e al cinema arriveranno oltre una trentina di milioni di Euro. Il momento è critico non tanto per i tagli, ma per quello che è il FUS.
Io credo che il FUS andrebbe abolito e che, invece, bisognerebbe iniziare a sviluppare adeguatamente l’Agenzia Generale per il Cinema.
E’ attraverso un minimo prelievo che il cinema e lo spettacolo in generale potranno vivere, e non solo “˜sopravvivere’ come accade oggi.


 Lei pensa all’introduzione della Tassa di scopo?


Questa è la mia idea, e ritengo che bisognerebbe affi ancare ad essa il cosiddetto “˜prelievo automatico’.
Vedremo cosa ne pensa il Governo.


Coinvolgendo soggetti come Sky?


E le Majors americane.
E’ un po’ quello che fece Giulio Andreotti in un periodo critico per il cinema italiano.
Oggi la situazione è peggiore e quindi è probabile che si arrivi presto ad identificare una soluzione di questo tipo.
Del resto solo fino a qualche tempo fa si consideravano Tax Shelter e Tax Credit come ipotesi remote.
Oggi entrambi sono diventati realtà .
Tutto si può realizzare in momenti complessi come questo, perché necessità  diventa virtù.


Parliamo dei fondi regionali in Italia”¦


I fondi regionali, oggi, hanno la stessa importanza che hanno in Germania nei Lander dove partecipano attivamente alla cinematografia nazionale.
Del resto lì i presidenti delle Film Commission sono persone che fanno cinema.
Lo stesso sta iniziando ad accadere anche qui in Italia e, oggi, finalmente ci sono meno politici e più esperti di audiovisivo in grado di selezionare il prodotto senza lasciarsi prendere in giro da improbabili e sedicenti filmakers.
Noi stiamo stringendo rapporti stretti con molte regioni e, mi fa piacere sottolinearlo, sono state loro a cercarci per sviluppare un accordo relativo alla produzione e distribuzione di opere prime.


Quali?


Lazio, Piemonte, Toscana e Campania.

Pian piano arriveranno anche le altre?


Vedremo: certo è che, grazie al lavoro fatto, noi siamo un punto di riferimento indipendentemente dai risultati del Box Office.
La nostra è una funzione di ammortizzatore del cinema italiano, in quanto, come si vede siamo tra i pochissimi se non gli unici che si impegnano attivamente per le opere prime e seconde, nonché per film di particolare contenuto come, ad esempio, “˜Lourdes’ in concorso a Venezia.
Un titolo che riteniamo molto importante venga distribuito nel nostro paese, e che faremo uscire il prossimo 8 dicembre.
In questo senso Cinecittà  Luce sta conquistando un ruolo sempre più centrale nella politica cinematografica italiana”¦
In gran parte lo abbiamo già  conquistato attraverso un lavoro serio, portato avanti, nonostante le difficoltà , in maniera molto determinata da me e dalla mia equipe cui sono particolarmente grato per l’impegno dimostrato.
Una situazione favorita anche dal fatto che la presidenza del gruppo è stata affidata, finalmente, ad una persona dicinema di grandissima esperienza e professionalità  come Roberto Cicutto.
Una soluzione di continuità  rispetto al passato in cui queste cariche venivano affi date spesso in virtù di deleghe politiche.

I risultati ottenuti devono molto anche alla continuità  grazie alla quale lei è riuscito a portare avanti il suo lavoro negli ultimi anni”¦


E’ vero.
E’ stato il tempo a permettermi di formare e consolidare determinati rapporti, nonché a dare vita ad una strategia di lavoro che non può, evidentemente, essere portata a compimento dall’oggi al domani.


Qual è l’obiettivo primario del suo lavoro?


Sicuramente l’Agenzia per il Cinema: la costituzione di Cinecittà  Luce deve essere considerata come un passo in questa direzione.
Un qualcosa che spero avvenga nel tempo più breve possibile.


Chi dovrebbe essere a capo dell’Agenzia?


Senza dubbio Gaetano Blandini: un tecnico di grandissima esperienza e capacità .
Del resto all’interno di questa agenzia dovrebbero lavorare solo persone dotate di grande competenza e passione, perché il cinema richiede e pretende soprattutto queste due qualità .
Sono finiti i tempi in cui posizioni del genere portavano a potere e soldi e quando i dirigenti del cinema pubblico andavano a New York e all’aeroporto c’erano quattro limousine in attesa ciascuna di uno dei presidenti.
 Oggi, il lavoro si basa fondamentalmente sulla competenza ed è questa la qualità  che pretende essenzialmente l’Agenzia. Cinecittà  Luce è molto impegnata anche sul versante dei documentari”¦
Da quando ho assunto la piena responsabilità  dell’archivio ho voluto sviluppare un nuovo spirito anche in questo settore.
Intendiamo produrre documentari di autori del cinema italiano che coinvolgano direttamente anche dei giovani.
Iniziando dal film di John Turturro vogliamo produrre gli esordi di giovani registi sostenuti da cineasti già  affermati: la nostra idea è quella di tornare alla cosiddetta “˜fattoria del cinema’ dove un regista fa emergere il lavoro di un altro attraverso un documentario.
Ad esempio, Alessandro Piva potrebbe fare da padrino per il lavoro di alcuni ragazzi che lui stesso ci ha indicato.
Attraverso il documentario Cinecittà  Luce entra in contatto con i nuovi talenti sviluppando alcune sinergie.


Torniamo al mercato: cosa pensa del problema della chiusura delle sale cinematografiche nei centri urbani?


Stiamo assistendo ad un vero e proprio stillicidio in cui le sale chiudono e restano lì per anni senza nemmeno l’amara consolazione di diventare un supermercato o qualcos’altro, rimanendo come tetri monumenti.
Il pubblico sta andando sempre meno al cinema e questo è un dato di fatto.
Bisogna lavorare per capire come trovare uno sviluppo sostenibile per le sale di città : una delle soluzioni possibili potrebbe arrivare dal digitale creando un circuito in grado di dare vita ad una programmazione flessibile, a prezzi in linea con il momento attuale.
Questo potrebbe costituire un’alternativa interessante alla programmazione normale a partire dai documentari che in tutti i paesi d’Europa sono proiettati al cinema, mentre da noi sono relegati al Dvd e alla televisione.
Delle sale specializzate su questa cinematografia, alla fine, potrebbero trovare un pubblico.
Il problema è anche che la maggior parte delle sale di città , purtroppo, risultano spesso scomode in quanto un po’ fané e mai ristrutturate. Oggi il film è scelto in base alla sala dove viene proiettato e per contrastare la concorrenza dell’home entertainment i cinema cittadini devono essere assolutamente perfetti.
Questo è un fenomeno che avviene già  in alcune città  del Nord e che sarà  bene cercare di esportare anche nel resto della penisola.


La qualità  conta”¦


La qualità  di suono e audio, l’introduzione del digitale e del 3D non solo per film evento spettacolari, ma anche per i cosiddetti contenuti alternativi come lirica, sport, musica leggera è fondamentale.
Bisogna tenere testa alla sfida che ci viene lanciata dall’home entertainmentinteso come videogiochi, home teathers e da Internet.


Medusa pensa già  al 3D. Cinecittà  Luce, invece?


E’ un po’ presto per parlarne, perché il nostro prodotto attuale non si presta al 3D, anche se non lo escludiamo a priori.
Noi perseguiamo il cinema di qualità  e il cinema di genere relativamente alle opere prime e seconde.
Possiamo spaziare dappertutto, l’importante è trovare il progetto giusto.
Puntiamo sui giovani e soprattutto cerchiamo di dare particolare spazio ad un cinema di qualità .
In questo senso, nel prossimo futuro, per alcuni prodotti abbandoneremo la pubblicità  mural, aumentando, invece, la pubblicità  e la traileristica nelle sale della FICE e di Circuito Cinema rivolgendoci in particolare al pubblico già  fidelizzato.
Vogliamo dare più spazio agli esercenti e alla loro conoscenza del territorio.


Quali sono i principali titoli del vostro listino cinematografico?


 Il 2 ottobre uscirà  “˜El Artista’, perché il 3 ci sarà  la giornata dell’arte contemporanea, e stiamo portando avanti un lavoro interessante con una serie di gallerie d’arte.
Il 30 ottobre uscirà  “˜Good Morning Aman’ di Claudio Noce con Anita Caprioli e Valerio Mastandrea presentato alla Settimana della Critica a Venezia.
L’8 dicembre uscirà  in contemporanea in tutta Europa, “Lourdes”. Ulteriori date di uscita, però, potrebbero essere determinate dal programma del prossimo Festival di Roma.

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