direttore Paolo Di Maira

SALE/Puglia d’Autore

Un milione 440 mila euro (oltre 750mila per la promozione), finanziati con risorse dei fondi europei, per mettere in piedi un circuito di 20 sale equamente distribuito su tutto il territorio regionale.
In cambio del contributo dato a ciascuna sala ( 36 mila euro), l’Apulia Film Commission, soggetto attuatore dell’intervento, assumeva la gestione della programmazione, che doveva contenere almeno il 51% di film italiani e europei.
Il progetto aveva fatto storcere il naso a qualche esercente locale, che paventava il ritorno a un dirigismo culturale di novecentesca memoria.
Il circuito partì nel febbraio 2010. E quando, conclusi i due anni di durata previsti, nello scorso maggio il bando è stato rinnovato (il numero delle sale del circuito è salito a 25), fra i 40 cinema che si sono candidati, quelli della “prima ora” ci
sono tutti.
Segno che il progetto ha funzionato, perchè “D’autore” – questo è il nome del circuito – è diventato un marchio di qualità: la sala garantisce il film.
Sotto la responsabilità di Angelo Ceglie, “D’autore” in questi due anni ha portato nelle sale del circuito un incremento del pubblico di oltre il 20%, in controtendenza sull’andamento nazionale.
300 mila presenze in 18 mesi di programmazione in sale spesso al di sotto dei cento posti, sono numeri sufficienti a verificare l’efficacia dell’esperienza, che ha convinto gli esercenti a richiedere la collaborazione di “D’autore” anche nel periodo estivo, quando la programmazione torna ad essere gestita autonomamente dalle singole sale.
Antonella Gaeta, presidente di Apulia Film Commission, ci spiega perché è andata così bene.
Racconta che i titoli consigliati da “D’autore” – da “A dangerous Method” a “Poetry”, da “This Must be the Place” a “Il paese delle spose infelici”- nella scorsa stagione incassavano spesso più dei film blockbuster. Che vecchie monosale chiuse o destinate alla chiusura come il cinema ABC di Bari, o il DB d’Essai di Lecce, hanno ripreso a vivere grazie a una programmazione autoriale. Che da questa programmazione hanno tratto giovamento case di distribuzione indipendenti
come Tucker Film , Archibald, OneMovie, i cui film, nella quasi totalità censurati dal mercato, hanno trovato in Puglia un pubblico caloroso.
Che l’impegno di informazione (lo staff cura anche una rivista che orienta le scelte dello spettatore)
e di promozione (con la formula dell’evento), ha accresciuto la visibilità del cinema indipendente e italiano in particolare. Le sale “D’autore” hanno ospitato personaggi come Moretti , Martone, Celestini, Turturro, Fedorchenko…“ può sembrare banale – commenta Gaeta- ma il contatto dell’autore con il pubblico cambia la
sorte del film”.
“La chiave è la semplicità”, svela Antonella Gaeta. Semplice è anche il metodo, che contempla il monitoraggio dell’esperienza, per capire come procedere. “ Lo studio affidato all’istituto Piepoli ha misurato il gradimento di “D’autore” ( 94%), e ha ricostruito l’identikit dello spettatore tipo, tra i 25 e i 40 anni, mediamente colto e innamorato
del cinema”. Il lavoro punta adesso a sviluppare il pubblico sopra i 60 ( “ si organizzano e si muovono in gruppo”) e sotto i 25 ( “molto motivato e legato al web”) . Sul consumo giovanile di cinema, lo ricordiamo, da due anni c’è sul territorio un formidabile laboratorio: il Bif&st di Felice Laudadio.
Stupisce che nel bilancio di “D’autore” non compaia la parola “digitale”.
La digitalizzazione, spiega la presidente, fa parte della necessaria evoluzione tecnologica delle sale, e a questo fine la
Regione Puglia ha stanziato un apposito sostegno (1.300.000 euro per finanziare 32 sale). Ma qui si parla di contenuti. “Il cinema d’autore è altro”, puntualizza Gaeta.
Non stupisce, invece, che il cinema stia diventando un elemento identitario della Puglia, così come lo è stato del Piemonte nella passata decade.
C’è in Puglia una voglia di cinema che si nutre della familiarità con chi il cinema lo fa: non è strano ora imbattersi in un set cinematografico, dove in futuro sarà sempre più possibile sentir parlare altre lingue.
Antonella Gaeta è stata al Festival di Cannes, dove l’Apulia Film Commission ha presentato ai produttori internazionali l’ultima “creatura”, l’International Film Fund: dispositivo che restituisce alle produzioni straniere che girano in
Puglia (servendosi di una produzione esecutiva italiana) il 15% dei soldi spesi sul territorio.
“Abbiamo avuto centinaia di contatti: il Fondo è stato accolto con grande favore dai produttori per la semplicità, l’automatismo, la trasparenza”. I più interessati provenivano da Inghilterra, Stati Uniti, Germania e Francia.
Il nuovo Fondo, del cui funzionamento Cinema & Video International ha dato anticipazione nel numero scorso , ha già prodotto i primi risultati. Così, lo Zoosafari di Fasano diventerà uno zoo palestinese per ambientare “Giraffada”, diretto da Rani Massalha e prodotto dalla francese Mact Productions assieme alla produzione esecutiva Lumiere & Co di Milano. E’ una storia ambientata in Palestina, e la vicenda ruota attorno al furto di una giraffa dallo zoo. Previste due settimane di riprese ( dal 24 settembre al 6 ottobre ) tra Fasano e Brindisi. Sempre a seguito degli incontri a Cannes, l’International
Film Fund è andato ad aggiungersi ( è possibile cumularli ) al Fondo di Ospitalità già concesso al progetto per la tv “Pinocchio”, diretto da Uwe Janson, interpretato da Senta Berger, e prodotto dalla tedesca FFP New Media.

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