ROMA/MIA si fa in tre

lucia-milPotenziamento e razionalizzazione sono le parole chiave dell’atteso mercato romano dell’audiovisivo che ha esordito con successo lo scorso anno e si appresta a replicare dal 20 al 24 ottobre, confermando la sua natura multi-transmediale.
“In questi mesi abbiamo lavorato con l’idea che la prima edizione del MIA fosse solo un inizio – ha spiegato a Cinema e Video International la direttrice Lucia Milazzotto alla vigilia del mercato – e non un traguardo. Non pensavamo di aver trovato la formula magica, ma di dover dare un ordine preciso a quanto avviato razionalizzando i diversi segmenti – scompaiono TBS e NCN in favore delle tre macro aree MIA Cinema, MIA TV, MIA Doc – a partire dall’idea centrale del mercato, ossia la messa in campo di strumenti paralleli ma convergenti. La sfida è di creare un mercato efficiente che sia allo stesso tempo un format originale nel panorama internazionale. In questo crediamo di aver avuto una giusta intuizione, perchè la formula del mercato informale funziona”.

E a scommetterci sono ancora l’industria italiana (Anica e Apt, mentre non rinnova Doc/it) e le istituzioni (confermato il sostegno di Mise e Ice), con un budget immutato di quasi due milioni di euro.

Cinque giorni di business e networking nella cornice di piazza della Repubblica – tra Terme di Diocleziano e Planetario (incontri di coproduzione), Hotel Boscolo Exedra (convegni e meeting) e The Space Cinema Moderno (screenings) – per una platea di accreditati che dovrebbe attestarsi sui numeri della scorsa edizione (oltre 1000 presenze da 58 Paesi, ndr).
“Ci saranno ritorni – illustra il direttore del MIA – ma anche new entry. Non mi aspetto un aumento delle partecipazioni, un obiettivo che non ci siamo dati, ma un perfezionamento e una crescita di livello degli interlocutori. Si conferma la preponderanza europea, cui si affianca una bella presenza dal Nord e Sud America, mentre cresce l’interesse dal versante asiatico”.

Ormai strutturato dopo le edizioni pluriennali di TBS e NCN, MIA Cinema consolida la sua mission di mercato per la commercializzazione del cinema indipendente di qualità e per lo sviluppo delle co-produzioni con un programma ricco di anteprime mondiali, iniziative mirate (da Remake it! a What’s next Italia, nuova finestra dedicata ai work-in-progress italiani), focus territoriali (Messico, Argentina e Brasile, ma anche Belgio, Olanda e UK) e alcune interessanti novità, come l’introduzione di una sezione Young destinata al prodotto Kids&Teen/ Young Adult nell’ambito del co-production market, che quest’anno vedrà la presentazione di 24 progetti (tra fiction e documentari) da 14 Paesi.
Cinque i titoli italiani selezionati, tra autori emergenti ed affermati: dai gialli di Salvatore Mereu (“Assandira”) e dello scrittore Donato Carrisi (“La ragazza nella nebbia”), per la prima volta dietro la macchina da presa, all’esordio di Grazia Tricarico (“Mona”), neo diplomata del Centro Sperimentale, fino ai doc di Michela Occhipinti (“Flesh Out”), che si spinge fino alla Mauritania per raccontare le donne, e di Michele Pennetta che, con “L’oro del diavolo”, entra nelle profondità della Terra insieme ai minatori siciliani.
A un anno di distanza dalla prima edizione del MIA, intanto, alcuni progetti sono in stato avanzato: “Sia Costanza Quatriglio (Sembra mio figlio) che Fulvio Risuleo (Guarda in alto) stanno girando proprio in questi giorni – racconta Lucia Milazzotto – mentre è in fase di preparazione The Party di Sally Potter, che tornerà al MIA con il suo nuovo progetto, “Molly”, un bel segnale di continuità”.

Vera scommessa di questa seconda edizione, MIA TV si espande e si perfeziona, “trasformandosi da momento di ragionamento ad appuntamento di business”. Si va dagli incontri sul nuovo modo di far casting nell’era della tv globale al viaggio tutto italiano tra risorse finanziarie, set e maestranze di The Italian Journey, in cui interverranno Film Commission, istituzioni, aziende specializzate in effetti visivi e creativi.
Novità di quest’anno, il lancio di un bando per l’iscrizione di progetti di serialità televisiva che, selezionati dal Board Tv, parteciperanno alle sessioni di Pitch per confluire sui tavoli di co-produzione arricchendo la solida e collaudata formula di NCN.

Ricco programma, con oltre 60 progetti iscritti, per MIA Doc, quest’anno orfana di Doc/it e degli Italian Doc Screenings.
“Ma la sezione non ne uscirà indebolita – afferma la Milazzotto – perchè MIA Doc si rivolge all’industria e non alle associazioni”.
Presentando, come fiore all’occhiello di questa edizione, il debutto dell’Arts&Culture Pitching Forum in programma dal 20 al 22 ottobre, in cui i nuovi progetti saranno valutati da una prestigiosa platea internazionale, mentre nell’ambito dei MIA Talks verranno esplorate le relazioni con i musei, le opportunità transmediali e quelle di co-produzione del doc d’arte.
“Ciascuna sezione avrà i suoi appuntamenti mirati, ma l’idea centrale resta quella della convergenza e della trasversalità, che anzi si rafforza con l’introduzione di Screenings e Talks aperti a tutti. Il palinsesto del MIA è multiplo – conclude il direttore del mercato – ma l’Italia tornerà come filo rosso di approfondimento”.

Si comincia giovedì 20 con una giornata dedicata all’animazione, come nella scorsa edizione, con uno sconfinamento nel gaming sul territorio del franchising. Venerdì 21 la mattinata sarà dedicata al sistema Italia focalizzandosi sull’industria televisiva, mentre sabato 22 seguiremo più da vicino, all’interno della sezione MIA Doc, l’industria canadese nei suoi rapporti con l’Italia. Nell’ambito del focus su Messico e Paesi latino americani, domenica 23 sarà poi presentato il Programma Ibermedia a cui ha aderito, insieme a Spagna, Portogallo e America Latina, anche l’Italia.

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