ROMA/La Fontana del Cinema

A Roma fontane con Veneri non ce ne sono, perché i committenti sono sempre stati i papi.
Ma per girare “When in Rome” c’era bisogno proprio di una fontana con Venere.
Il film, diretto da Mark Steven Johnson e interpretato da Kristen Bell, Danny De Vito e Angelica Huston, girato a Roma nello scorso giugno, è la storia di una curatrice d’arte del Guggenehim Museum arrivata a Roma per il matrimonio della sorella.
Nel momento in cui ruba alcune monete da una fontana che le credenze popolari vogliono dedicata all’amore, viene letteralmente assediata da numerosi pretendenti che le fanno la corte.


La storia del film non lasciava alternative: è stato perciò necessario costruirla, la fontana, in vetroresina.
E il suo autore, lo scenografo Stefano Maria Ortolani, è andato a cercarne il modello nella più laica Firenze, che conserva nel Giardino di Boboli l’originale cinquecentesca, opera del Giambologna.


Ma se l’ostacolo dei papi era superabile, non lo è stato quello della Disney, produttrice del film, gelosa custode delle virtù del suo tradizionale target familiare.
” Quando la statua era già  pronta “” racconta divertito Ortolani “” la Disney ci ha chiesto di coprire l’unica parte del corpo della Venere scoperta, il seno, con un drappo”.


Lo scenografo racconta la scelta laboriosa della location, caduta alla fine su piazza Fontanella Borghese, e l’iniziale malumore della gente del posto per i temuti disagi creati dalle riprese.
Non erano certo contenti i frequentatori del circolo della caccia, luogo esclusivo, frequentato dalla nobilità  romana, che ha sede in quella piazza: i set cinematografici vogliono dire confusione, sconvolgimento della routine.
“Ma alla fine delle riprese la gente si è complimentata con noi per come è stata gestita la cosa”.
E non è tutto: l’incantesimo della fontana ha posseduto anche gli abitanti della piazza.
“Ci hanno chiesto di non smontare la fontana, perché era diventato un elemento scenografico della piazza, hanno fatto anche una petizione al Comune”.
Ovviamente non è stato possibile accontentarli, perché il materiale impiegato garantiva alla fontana, realizzata con la collaborazione di Cinecittà , solo una vita “cinematografica”.


L’episodio, comunque, è interessante perché costituisce un altro esempio virtuoso dell’impatto del cinema sul territorio: la scenografia di un film diventa elemento di arredo urbano, migliorando la fruibilità  di un luogo.


“Il cinema può dare una mano alla città , e la città  può dare una mano al cinema”, commenta Ortolani, che sottolinea un altro benefico effetto di un certo tipo di cinema, quello hollywoodiano: “Con le loro esigenze, gli americani tengono alto il nostro livello di professionalità “.
Ortolani ha lavorato con Scorsese, Anderson, Soderbergh.
“Questi americani io li conosco”, dice, “morirebbero per venire a girare qui in Italia.
Farebbero la fila”.
Film come “Gangs of New York”, “Ocean’s Twelve”, “Life Acquatic”, avrebbero potuto girarli in qualsiasi parte del mondo.
Eppure loro hanno scelto l’Italia.
E grazie a loro tanta gente si è messa a fare questo lavoro: artigiani, tecnici, operatori.
“Molti giovani hanno avuto la possibilità  di vedere cose che non avrebbero mai potuto vedere, perchè da noi non ci sono gli stessi mezzi economici. Ma occorre continuità “.
“Dovrebbero essere presi i provvedimenti giusti, le opportune agevolazioni. Bene il tax credit e il tax shelter, ma andrebbero rinforzati”, conclude Ortolani.


 


 


Parla Enzo Sisti, produttore esecutivo del film


Nel film “When in Rome” diretto da Mark Steven Johnson avevamo la necessità  – per esigenze di sceneggiatura -di installare, dopo aver eseguito la costruzione “fuori opera”, una fontana in una piazza del centro di Roma.
So che può sembrare assurdo costruire una fontana proprio in questa città  che ne ha di meravigliose, ma la storia del film richiedeva una fontana con una Venere al centro, cosa che a Roma non esiste, quindi, dopo uno scout con il regista e lo scenografo americano, Kirk Petruccelli, ci siamo focalizzati su Piazza Mignanelli ed abbiamo iniziato le procedure per la richiesta di permessi.


Durante una conferenza di servizio con il comune di Roma e con le varie Soprintendenze interessate, ci siamo resi conto di alcune importanti difficoltà  logistiche, pertanto abbiamo dovuto ricominciare la nostra ricerca.


 La nostra scelta è poi caduta su Piazza Borghese, dove erano appena finiti i restauri da parte del Dipartimento Città  Storica del comune di Roma.
La piazza si presentava in un ottimo stato, ma poco dopo abbiamo scoperto, tramite il comune, che la piazza era la sede, già  da alcuni decenni, dell’associazione che vende libri e stampe antiche, che era stata momentaneamente spostata proprio per il restauro della Piazza. Dopo un primo momento di sconforto, perchè non riuscivamo a sapere in che tempi i “Librai” sarebbero rientrati, siamo riusciti a riunire i pareri favorevoli di tutte le autorità  e ad ottenere anche un accordo con l’associazione, potevamo quindi girare.
In breve siamo riusciti ad ottenere i permessi ed ad installare una fontana che sembrava talmente perfetta e realistica in Piazza Borghese, che molti turisti la cercavano sulle guide, con il nostro personale pronto a spiegare che si trattava solo di un elemento scenografico che sarebbe stato rimosso non appena finite le riprese.


“When in Rome” è una commedia romantica, quindi quale sfondo migliore di Roma, il Pantheon, la Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, i vicoli del centro?
Possiamo dire che abbiamo girato tantissime inquadrature negli angoli più suggestivi della città .
Devo dire che tutte le le autorità , a partire dal IV dipartimento – Ufficio Cinema -, al gabinetto del Sindaco, all’Ufficio Città  Storica, attraverso la Sovrintendenza comunale, il corpo dei vigili Urbani, e naturalmente Roma & Lazio Film Commission, tutti hanno contribuito tantissimo affinchè il tutto si realizzasse nel migliore dei modi.


Un ringraziamento speciale infatti ci è arrivato dai produttori americani stessi, per come la città  e la troupe hanno prontamente risposto alle innumerevoli richieste, spesso dell’ultimo minuto…

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