RIPARTENZA/Il primo set con il Protocollo Cinema

Si girerà dal 26 al 30 maggio a Prato “Rinascimento dell’arte”, un video di sensibilizzazione sul settore dello spettacolo colpito dalla Pandemia Covid19 : 5 clip di 30 secondi, ognuna dedicata a un’arte –teatro, danza, musica e canto, arti figurative e cinema, – e  affidata ad un regista (Romeo Vincenzo Conte, Tommaso Santi, Nello Ferrara,  Matteo Querci  e Simona de Simone).

Le locations sono lo studio di registrazione di Domina SAS di Andrea Benassai, lo studio di posa della Full Movie (entrambe le società sono sponsor tecnici del progetto), il Teatro Cicognini, il Laboratorio D’Arte di Andrea Martinelli, e lo spot del Serraglio. La troupe conta in totale di una cinquantina di persone

L’idea è di Lino Ruggero, che la produce con la sua Dado Production – di cui è socio con Stefano Rossi–  assieme alla Events Production di Romeo Vincenzo Conte e con il Patrocinio del Comune di Prato.
 “Si tratta di uno spot che, oltre ad ‘accendere’ una luce sui lavoratori dello spettacolo, mostra come si può lavorare in sicurezza” racconta Ruggero.
Non a caso, il maggiore sponsor tecnico è Co-Rent, l’agenzia di noleggio attrezzature con sedi a Bologna, Genova, Bolzano, Catania e Palermo, ideatore di quello che forse è il primo Protocollo Cinema, “sviluppato un mesetto fa, con l’aiuto di vari partner e consulenti di diverso tipo (fra cui medici e virologi), quando non c’era niente ,non si muoveva niente, e chi di competenza avrebbe dovuto occuparsi di cose del genere non lo faceva, – spiega il CEO Carlo Sisalli. – Siamo partiti dal fatto che non dobbiamo scrivere solo come stare in sicurezza ma ragionare sulle dinamiche del set e inserirvi una serie di modalità, di strategie neanche troppo complesse, e di prodotti.”

Alcuni esempi?
“Si prevedono mascherine non monouso, sia per una questione di inquinamento, sia perché le mascherine   sono assoggettate alla normativa su rifiuti speciali, per cui devono essere in cotone e lavabili a 90 gradi, dunque riutilizzabili. Abbiamo individuato un disinfettante che è un presidio medico non irritante, un alcol isopropolico spry per le attrezzature elettroniche, i microfoni ad esempio, che dovranno essere disinfettati ad ogni passaggio. Per truccatori e parrucchieri sono previste sia mascherine che visiere integrali. Per quanto riguarda le procedure, ad esempio, si stabilisce che la macchina da presa deve essere spostata solo dall’operatore e dall’assistente operatore. Abbiamo, inoltre, una parte dedicata agli stuntman, redatta dal giovane Stunt Coordinator, Simone Belli, che ha fatto un lavoro egregio.”

Il Protocollo Cinema, continua Sisalli, “è stato già analizzato anche in sedi istituzionali di alto livello, è stato letto da parte importante di chi oggi si sta occupando di stilare protocolli. Il problema è che le grandi associazioni (ANICA APA e APE) stanno stilando un protocollo che a grandi linee va benissimo, ma crea anche meccanismi molto complessi per le piccole produzioni. Questo fa perdere molto tempo e si sta dando segnale sbagliatissimo, mettendo un freno a mano a tutto il settore che, in teoria, per le disposizioni governative avrebbe potuto anche continuare ad operare (i codici ATECO delle produzioni audiovisive, sulla carta identici a quelli di coloro che producono notizie non sono stati mai fermati n.d.r.) .”
Una delle osservazioni più ricorrenti nel dibattito sulle procedure di messa in sicurezza, in effetti, è la difficoltà di prevedere un protocollo unico per realtà estremamente diverse, e la questione è poi legata all’altro grande nodo da sciogliere prima di riprendere a filmare in sicurezza, quello delle assicurazioni:

“L’ANICA sta chiedendo una cosa in parte giusta, ossia un fondo di garanzia allo stato. Non possiamo non considerare, tuttavia, che ci sono nel nostro paese delle aziende di produzione audiovisiva che dispongono di un’importante riserva di liquidità, parlo di cifre dell’ordine di 30 milioni, 6 milioni di euro: imprese solide, insomma che potrebbero anche sostenere il rischio indipendentemente dallo stato.

Ma la maggior parte delle produzioni sono quelle i cui set durano da 3 a 15 giorni, e alle quali l’assicurazione serve fino ad un certo punto, perché statisticamente non arriverebbero neanche allo stop del set. Sono loro ad aver bisogno di un segnale, non solo assistenzialista, ed anche per questo abbiamo redatto il nostro protocollo: per dare una linea di condotta univoca, temendo che qualcuno partisse allo sbaraglio.”

E in effetti, molte produzioni hanno deciso di attenersi alle linee guida del Protocollo Cinema. Oltre alla sopracitata Dado Production con “Il Rinascimento dell’Arte”, anche un contributo multimediale da inserire all’interno di installazioni del Museo navale di Imperia, prodotto da Macaia Film, che andrà sul set il 22 maggio, con la collaborazione e il Patrocinio di Genova Liguria Film Commission, e una produzione americana “che ci ha chiesto di fare la produzione esecutiva nell’impossibilità di spostarsi, e di cui siamo in attesa di conferma.  Sempre da confermare, ci sono, inoltre, tante altre piccole produzioni che si stanno iniziando a muovere.” Conclude Sisalli.

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