direttore Paolo Di Maira

RFF/ Il summit dell’audiovisivo

di Adriana Marmiroli

RomaFictionFest, anno terzo. Cresce la manifestazione e cresce l’impegno della Regione Lazio nei confronti dell’audiovisivo in generale, in un momento in cui la crisi addensa nuvole nere su un comparto produttivo della massima importanza nel “distretto” laziale, «il secondo polo occupazionale dopo il turismo», come ci ha ricordato il governatore Piero Marrazzo: 130mila addetti compreso l’indotto, l’80% delle aziende italiane del settore, un giro d’affari miliardario. In predicato da sempre, finalmente a febbraio la Regione è riuscita a dotarsi di quella Fondazione che, armata di fondi e di finalità  che hanno nel Festival uno dei momenti portanti, vuole essere il motore «di una politica mirata che si impegna ad accompagnare e promuovere un settore strategico per la cultura e per l’economia del Lazio, che vogliamo trasformare in un polo di riferimento internazionale». Varata quest’anno in sinergia con la Camera di Commercio e presieduta da Francesco Gesualdi, già  segretario della Regione Lazio, vicepresidente Giampaolo Letta, direttore generale Michele Misuraca mentre del Cda fanno parte il regista Giuliano Montaldo, Giovanni Malagò e Massimo Bernardini, la Fondazione Lazio per l’Audiovisivo ha avuto al Mip-Tv di Cannes il suo battesimo e nella terza edizione del RFF la sua consacrazione internazionale. Complice anche il fatto che il festival sarà  preceduto dalla due giorni dedicata all’audiovisivo del World Economic Forum, che raccoglierà  a Roma il gotha mondiale del settore, impegnato a fare il punto sullo stato delle cose e a disegnare strategie per il futuro di un sistema che ha di fronte a sé una serie di scommesse da vincere (innovazione tecnologica, nuovi media, crisi internazionale).


Francesco Gesualdi, cosa avverrà  esattamente al summit il 5 e 6 luglio?
Un po’ in analogia agli incontri che avvengono ogni anno a Davos, converranno a Roma le più importanti personalità  del settore, gli associali del WEF. Il 5 vi sarà  una sessione privata, aperta ai soli associati e a una lista di invitati italiani da loro designati. Abbiamo garantito la massima riservatezza, quindi non dirò chi interverrà . Il 6 la sessione sarà  invece pubblica, e si incentrerà  eminentemente sulla situazione italiana. Si parlerà  di innovazione tecnologica e delle sue ricadute, di digitale e banda larga, di linguaggi e contenuti, di nuovi media, di multipiattaforme, del distretto dell’audiovisivo laziale.


E’ per questo che la Regione Lazio è così attiva?
Il sostegno all’industria dell’audivisivo è una delle nostre priorità . Siamo intervenuti con leggi rivolte alla produzione e al prodotto. La Fondazione Lazio per l’Audiovisivo è chiamata a svolgere un ruolo da cabina di regia, sulle attività  svolte in regione: organizzare, coordinare e indirizzare le risposte di Governo sulle principali criticità  del settore. Queste le sue finalità : fare crescere il RFF, fare del Lazio un punto di riferimento del mercato dell’audiovisivo, creare nuove occasioni di lavoro e di formazione.


Anche perché la crisi è alle porte, e se ne avvertono gli effetti, a sentire i produttori, in particolare quelli televisivi, più legati all’assetto anomalo del duopolio Rai-Mediaset non ancora intaccato dall’affacciarsi dei canali pay.
I broadcast italiani hanno fortemente ridimensionato i loro investimenti per il 2009. La crisi potrebbe quindi colpire in modo molto duro. Il nostro ruolo è dare risposte utili che permettano al comparto di uscire indenne da questa congiuntura.


Che la sessione del settore Media e Entertainment del WEF si tenga a Roma è un segnale importante.
Avevamo promesso alla fine della seconda edizione che avremmo fatto di più per il 2009. Abbiamo spinto perché si tenesse a Roma il convegno del WEF in concomitanza con il Festival. Poi c’è la novità  degli Screenings, passerella delle nostre fiction nel loro insieme, davanti a un pubblico composto dai direttori dei palinsesti dei network. Hanno aderito, ben oltre le nostre aspettative, in circa un centinaio, da Asia, America Latina, Est Europa, oltre che naturalmente dai paesi dell’Europa Unita. Promozione e visibilità  all’estero sono tra i limiti della nostra produzione. Gli Screenings sono un modo per aprire al mercato internazionale il prodotto italiano, che ha proprio nella mancanza di prospettive di vendita all’estero uno dei suoi punti deboli.


Altri momenti importanti per l’industria al RFF?
I convegni, a partire da quello istituzionale di giovedì 9, “L’industria dei contenuti nel prossimo decennio: trasformazioni e prospettive”. Ma anche quelli dell’8 (in collaborazione con RomaTvScreenings e RomaTvPitching, “Esportabilità  dei format italiani all’estero: “Romanzo criminale” e la nuova generazione delle fiction. La sfida del pubblico internazionale”). E , ancora, quello della S.A.C.T. (Scrittori Associati di Cinema e Televisione) del 10, “Created By “” Il ruolo dello showrunner nella produzione seriale americana ed europea”.


Strategie e politiche per l’audiovisivo del Terzo Millennio
Convegno organizzato dalla Fondazione Lazio Audiovisivo in collaborazione con il World Economic Forum


Dove: Roma, Casina Valadier, Sala Impero “” Piazza Bucare st Villa Borghese
Quando: lunedì 6 luglio ore 9,30
Chi: Marco Bassetti, Fedele Gonfal onieri, Paolo Garimberti, Piero Marrazzo, Betsy Morgan, Viviane Reding, Paolo Romani, Martin Sorrel, Riccar do Tozzi, Bruno Vespa (moderatore).
Cosa: Nuovi contenuti, nuove piattaforme.; Il passaggio al digitale e lo sviluppo della banda larga. L’esperienza del distretto industriale audiovisivo del Lazio.

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