Ai molti che gli hanno chiesto il segreto del successo di 30 anni di una brillante carriera, celebrati con una bella festa al MIPCOM di Cannes, Iginio Straffi, fondatore della Rainbow e conosciuto da tutti come ‘il padre’ delle Winx risponde che la forza del suo gruppo è quella di “creare IP invece che show televisivi.”
Un concetto che, fra l’altro, corrisponde a una delle tendenze evidenziate al mercato dell’entertainment di Cannes: le storie di per sé non bastano, è necessario creare mondi.
E poi arricchirli, accrescerne la consapevolezza aggiornandoli e restando al tempo stesso fedeli ai loro valori.
E’ quello che è successo con le Winx, che a vent’anni dalla loro creazione continuano a far impazzire bambine (ed ex bambine) in tutto il mondo. Precisamente in 150 paesi in 45 lingue diverse.
L’attesissima nuova serie Winx Club: The Magic is Back è stata lanciata in anteprima nazionale il primo ottobre 2025 sui canali Rai e il 2 ottobre su Netflix a livello mondiale, dove ha raggiunto la pole position nella categoria Kids in oltre 40 paesi. In tv, è inoltre, disponibile nel Regno Unito su CBBC e iPlayer e in Francia su TF1.

Alle spalle, 8 serie animate co-prodotte con Rai e due con Netflix, tre lungometraggi d’animazione per il cinema, 4 film TV, due stagioni della serie live action originale Netflix Fate – The Winx Saga.
La nuova serie non è la continuazione delle precedenti, ma una re-immersione nel mondo originario. Racconta Straffi:
“Per andare avanti era necessario tornare alle origini, per fare conoscere ai bambini di oggi queste fate e i loro poteri: il percorso dell’adolescente Bloom, che da terrestre si è scoperta fata, il rapporto con le altre Winx all’interno della scuola di Alfea, La conoscenza delle origini è alla base dell’affezione.”
Ma i bambini di oggi non sono più quelli di vent’anni fa. Sia dal punto di vista numerico “se guardiamo al target delle Winx, che vai dai 5 ai 10 anni, sono il 60% di quello che erano.”
Che a livello di abitudini di consumo: “la tendenza è a fruire contenuti brevi, e ad essere continuamente sollecitati da altri stimoli e attività, per cui una storia come questa con un impianto narrativo più classico (gli episodi durano 23 minuti) ha sicuramente un ambiente diverso con cui confrontarsi. Ma anche il formato fa parte del DNA della serie e non poteva esser cambiato.”
L’innovazione si è concentrata sugli elementi di linguaggio: il ritmo, la musica (con la presenza, fra l’altro di due giovani talenti come la cantautrice scozzese Ili, quarta classificata a X Factor nel 2016, che ha composto il pezzo pop “Step into the Dark”distintivo del trio The Trix, assieme al compositore Stefano Della Casa. O la figlia d’arte Virginia Bocelli, voce di “Forever Winx”, che canterà anche a fianco del padre, il celebre tenore Andrea, nel suo tour invernale.
Resta invariato il DNA della serie, ovvero il carattere dei personaggi, i loro valori: “se l’ideologia fosse datata, non avrebbe senso fare un reboot.”
Straffi è stato un precursore, infatti, di temi che oggi sono esplosi all’attenzione di tutti, e che all’epoca erano molto meno trattati: “la consapevolezza femminile del proprio valore, il fatto di poter essere alla pari, se non migliori degli uomini in tante cose. Siamo felici di aver contribuito in questo senso, anche perché siamo convinti che i cartoni servono a formare le nuove generazioni. E siamo stati anche orgogliosi del fatto che per una volta l’Italia è arrivata per prima.”
E anche se oggi il numero dei bambini è inversamente proporzionale alla quantità dell’offerta, “la risposta molto incoraggiante sia su BBC che su TF1 che in Rai ci fa sperare di aver fatto centro anche sui bambini di oggi.”
Complici, una tendenza a consumare prodotti legati alla nostalgia, spesso in una fruizione condivisa fra diverse generazioni (“le prime spettatrici delle Winx sono adesso le madri delle fan più giovani”) . E la capacità dell’universo Winx (e Rainbow) di espandere continuamente il brand su nuovi canali, come il gaming: il gioco “Winx Club: Magix” lanciato a settembre su Roblox e calibrato proprio sulla fanbase multigenerazionale di Winx Club’s ha attratto oltre due milioni di giocatori nel primo mese.
O YouTube, dove sono disponibili le prime serie (“che altrove non vengono trasmesse perché sono ancora in 4/3 anche se le stiamo rimasterizzando” ) e Tik Tok, con il profilo Winx Club che ha superato il milione di followers.
E c’è ancora molto ancora in cantiere:

“Abbiamo pronta versione animata e live action del lungometraggio: stiamo cercando partner interessati a investire con noi in quest’impresa, che necessita di un budget adeguato. Penso che i tempi siano maturi, come è successo con le due serie Faith: The Winx Saga, che è stato bel test di mercato proprio sull’ operazione nostalgia di cui parlavamo: realizzare un prodotto scritto e pensato per un pubblico adulto ha portato a una grande riposta e lo stesso farebbe un film per il cinema.”
L’espansione verso il cinema, e non solo per i più giovani, è un altro fronte in cui Rainbow è impegnata, in particolare modo dopo l’acquisizione di Colorado Film.
L’operazione ha differenziato il catalogo Colorado portando da un lato contenuti kids&young adult, come Il Fabbricante di Lacrime, il primo film italiano in cima alla classifica delle visualizzazioni mondiali su Netflix. E facendo virare il line-up, prevalentemente popolato da commedie, verso i film genere, in particolar modo il thriller e l’horror, pur mantenendo saldo l’impegno sulle commedie (prova ne sono i Biglietti d’oro vinti da 10 giorni senza mamma e Me contro Te – Persi nel tempo).

“Sono molto soddisfatto di titoli quali La Ragazza della Nebbia, o A Classic Horror Story, o del grande successo de Il mio nome è Vendetta, con Alessandro Gassman, che si è classificato nella top ten di Netflix negli Stati Uniti.
Quest’ultimo, osserva Straffi, è stato girato in Italiano e poi doppiato, come anche Il Fabbricante di Lacrime, “e hanno sfatato la convinzione che il doppiaggio in America non funziona.”


Colorado ci riproverà con un altro action thriller italiano, attualmente sul set, sempre per Netflix.
A breve, invece, partiranno le riprese di una rom-com girata in Italia e targata Amazon Prime. Interpretata da una celebre attrice americana, sarà invece girata in inglese.
“Questa è una grande opportunità che Prime ci sta dando, perché, soprattutto in mercati come questo, il fatto di poter vendere un film già in inglese ci da qualche chance in più, soprattutto per quanto riguarda i diritti residuali che ci restano.” Spiega Straffi, ricordando come “con Rainbow abbiamo quasi sempre fatto progetti prima in inglese con l’obiettivo e insieme la necessità che fossero prodotti globali, visto che nel settore kids non esiste un commissioner che copra la maggior parte del budget, ed è necessario fare le prevendite.”
Inoltre, conclude, “dall’anno prossimo il catalogo Colorado si aprirà alle serie TV, che è quello che caratterizza il DNA di Rainbow da sempre: il nuovo AD, Thomas Ciampa, ha sposato questa linea editoriale composta di film, serie, e anche unscripted, su cui Giampaolo Tagliavia (già A.D. di Rai Pubblicità e ora executive vice president di Rainbow) sta facendo un ottimo lavoro: ci saranno tanti programmi in arrivo.”



