direttore Paolo Di Maira

RAI/A Cannes in cerca di Partners

Gli ultimi frutti del lavoro di coproduzione tra la Rai e i partner internazionali sono appena
andati o stanno per andare in onda:
“La Certosa di Parma” da Stendhal diretta da Cinzia Ch. Torrini è stata vista il 4 e 5 marzo, “Titanic” di Ciaran Donnelly è previsto dal 22 aprile.

Al MipTv, come sempre, Luca Milano va per cercare progetti e soprattutto partner con cui mettere in essere nuove operazioni di respiro almeno europeo: se fino a qualche anno fa erano un fiore all’occhiello, quasi un sovrappiù, nella situazione di chi pensava solo al mercato interno su cui era autosufficiente economicamente, ora in tempi di budget al risparmio, di broadcaster che non possono rinunciare alla stessa quantità di prodotto né retrocedere sulla qualità dello stesso, ma hanno molti meno soldi da investirci, le coproduzioni diventano una necessità.
In Rai il piano di produzione per il 2012 in materia di fiction è appena stato approvato: le miniserie in due puntate continuano a essere elemento importante (12 i titoli inclusi), cresce il numero di quelle lunghe, per un bilancio che prevede 170 milioni di euro di investimento per generare prodotto per circa 100 prime serate su Raiuno: il che significa che all’appello mancano circa 30 milioni di euro rispetto all’ultimo anno, a quasi parità di ore prodotte.

Ecco spiegato perché il MipTv diventa strategico.
«Cresce l’importanza del MipTv perché l’integrazione tra Tv soprattutto europee è una strada che approfondiremo sempre più – spiega il responsabile marketing e animazione di RaiFiction -, una delle principali da seguire per far fronte alle contrazioni di budget.
E questa è la passerella migliore per prodotti che ambiscano a uscire dai confini nazionali. Per ora sono ancora le miniserie in due puntate quelle su cui è più facile fare accordi. Più difficile ma non impossibile è invece mettere in piedi produzioni lunghe, anche se il nostro obiettivo a medio termine per il futuro è proprio questo.
A Cannes ci aspettano incontri per produzioni seriali sviluppate da noi o da altri d’intesa con noi.
I progetti ci sono, non ancora i titoli perché lo stadio di lavorazione non è così avanzato e neppure rientrano in alcun piano di produzione.
Ma è durante questa manifestazione che potrebbero fare importanti passi avanti verso la realizzazione.
È guardando almeno al 2013 che si va a trattare al MipTv».

Nell’attesa che maturi questa nuova generazione di coproduzioni, un paio i titoli cui si guarda come possibili modelli: “Titanic” e “Il ritorno di Ulisse”.
Il primo arriva nel centenario dal varo e affondamento del transatlantico, è produzione a metà tra la miniserie e lunga serialità per via delle sue 12 ore di durata, realizzata in inglese da De Angelis Produzioni con l’irlandese Epos Film.
Appena approvato e tra i pochi titoli del nuovo piano 2012 di cui siano già in corso le riprese (in Portogallo), è “Il ritorno di Ulisse”, progetto in coproduzione con Arté: 6 puntate anche in questo caso, diretto dal francese Stéphane Giusti, protagonisti Alessio Boni nei panni di Ulisse e Caterina Murino in quelli di Penelope.
Nei contenuti, se non nella durata (ancora ibrida), due produzioni che sono un po’ il modello di quello che funziona a livello internazionale: eventi e personaggi storici o di origini letterarie, ambientazione in costume.
In questa logica rientrano perfettamente, per esempio, i biopic su Oriana Fallaci (alla base una sceneggiatura di Rulli e Petraglia) o su Grace Kelly (tra gli ultimi progetti avviati dal compianto Carlo Bixio), mentre per il 2013 e oltre c’è sempre in fieri (in fase di sviluppo) una miniserie su Pavarotti.
Tra gli altri titoli su cui si lavorerà a Cannes ad aprile, Milano cita poi “Anna Karenina” della Lux Vide.
«Il modello è quello di “Guerra e pace” e di “La Certosa di Parma”, anche se l’eroina di Tolstoi è protagonista di sole 2 puntate». Bene sono andate nel recente passato le fiabe, “Pinocchio” e “Cenerentola”: per il futuro prossimo sempre Lux Vide andrà a esplorare il mondo delle “mille e una notte” con il classico “Aladino”.
La Leone Cinematografica di Scardamaglia punta su “Barabba” per interessare il difficile mercato dei Paesi del Nord Europa: è infatti ispirato all’omonimo romanzo del Nobel per la letteratura Pär Fabian Lagerkvist.
Con i tedeschi di Beta film sono inoltre in avanzato stadio di produzione due progetti: una commedia dei sentimenti ad ambientazione contemporanea e location italo-tedesche («se ne farà il Tv movie sperando poi di passare alla serie»), e un poliziesco sulla strage di Duisburg, «che dovrebbe andare in produzione a breve, superate le necessarie verifiche legali, visto tema e personaggi».

Inevitabile concludere la chiacchierata con Luca Milano, visto anche il suo ruolo, parlando di animazione: qui tutte le produzioni sono inevitabilmente internazionali, 15-16 i milioni gli investimenti Rai nel comparto, cifra di cui si dice giustamento orgoglioso visto che sono sostanzialmente gli stessi degli ultimi anni.
«Sono cifre vitali per un settore che vive un momento di difficoltà a causa delle riduzione degli ascolti sulle reti generaliste che non favorisce gli investimenti in nuove produzioni.
Tuttavia la moltiplicazione dei passaggi sulle reti tematiche sta facendo riconsiderare le cifre finali degli share».
Tra i nuovi titoli a breve, quasi pronti per la messa in onda le serie “L’Ape Maia” 3D e quella su “Giulio Coniglio” personaggio della narrativa per l’infazia popolare quasi quanto il campione di vendite e ascolto “Geronimo Stilton”, la serie in stop motion “Mofy”, coprodotta con Sony Giappone.
«Tutte serie prescolari, target su cui siamo specializzati.
Tuttavia stiamo vedendo di allargare a produzioni per ragazzini più grandi».
Un target per altro, ammette Milano, su cui Rai Fiction sta sondando anche la possibilità di affacciarsi, «per ora con piccoli investimenti», a quella serialità live che sta andando per la maggiore nel target 8-12 anni.

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