direttore Paolo Di Maira

RAI CINEMA/ Caterina D’Amico

di Marco Spagnoli


“E’ un anno pieno per Rai Cinema e, sicuramente, molto complesso anche per 01. Ci troviamo a distribuire una quantità  di film molto alta e dalla qualità  estremamente elevata.”
Così Caterina D’Amico, Amministratore Delegato di Rai Cinema, parla del 2008 cinematografico per la sua società  e per la distribuzione 01.
A partire dall’ultimo film di Antonello Grimaldi, prodotto da Domenico Procacci in collaborazione con Rai Cinema, che ha come protagonista Nanni Moretti.


“‘Caos Calmo’ è un ottimo film e un prodotto giusto per il Festival di Berlino.”
Spiega Caterina D’Amico, “”˜Caos Calmo’ è un film anomalo: acuto e rarefatto.
E’ opportuno per noi, in una vetrina internazionale, proporre al pubblico un prodotto del genere.
Fa bene al cinema italiano, perché aiuta a comunicare anche all’estero il senso di una cinematografia nazionale in continua evoluzione.
Oggi la produzione italiana è capace di offrire opere molto diverse tra loro.”


Quali sono le linee guida del suo lavoro a Rai Cinema?


Per me uno degli obiettivi principali resta la diversificazione delle produzioni.
Mi piacerebbe produrre dei film non etichettabili.
L’obiettivo è quello di allargare il più possibile la portata delle nostre produzioni.


A partire dalla commedia?


Magari! Ne abbiamo in gestazione un paio che risultano molto carine. Siamo interessati soprattutto a dalle opere inconsuete, che già  dalla prima lettura del copione non ti appaiano come “˜già  lette’ o conosciute. Tanta roba che leggiamo, oggi, è, invece, già  “” in qualche maniera “” deja vu.
 Non è disdicevole, certo, ma non è stimolante.
Io al cinema voglio essere sorpresa.
Come spettatrice, se in un film non c’è nemmeno un elemento che mi sorprende, io esco dalla sala infelice.
Come AD di Raicinema il mio obiettivo è, quindi, quello di produrre film, il più possibile, sorprendenti.
Emozioni e risate sono i segni migliori della sorpresa al cinema.


Cosa determina questa “˜sorpresa’?


 Sono tanti gli elementi di un film che possono sorprendere: la storia, la sceneggiatura, il modo di girare e gli interpreti possono diventare, tutti, delle belle sorprese.
Un attore e un’attrice, in particolare, possono rivelarsi determinanti in questo senso.

Vuol dire che il consolidamento del successo del cinema italiano dell’ultimo anno passa anche attraverso il rafforzamento di uno star system fatto di giovani?


Sì. Dobbiamo tutelare quelli che abbiamo e portare alla luce nuovi talenti.
Ai registi che ho incontrato in questi mesi ho sempre chiesto non solo l’attenzione ai nomi di attori che possano trainare il pubblico, ma anche la ricerca di giovani interpreti.
Dobbiamo costruire un nuovo star system e, soprattutto, riuscire a mantenerlo senza lo sfruttamento selvaggio di certi nomi.


Può fare i nomi?


Mi piacerebbe vedere fare qualcosa di diverso a talenti come Nicolas Vaporidis e Riccardo Scamarcio, ma anche evitare circoli “˜perversi’ che portano allo sfruttamento eccessivo di determinati nomi.
Recentemente ogni copione che mi è arrivato porta il nome di Elio Germano.
Questo non è possibile: è mancanza di fantasia e non è giusto nei suoi confronti.
Il rischio della sovraesposizione è palese.


Parliamo dell’estate cinematografica: progetti in questo senso?


 A giugno usciremo con una pellicola di acquisizione, “˜Sex and the City’. Per quello che riguarda il cinema italiano, invece, risulta ancora molto difficile pensare ad un’uscita in quel periodo.
Certo, se qualcuno dei nostri titoli fosse selezionato per il Festival di Cannes, ecco che potremmo pensare di andare nelle sale in contemporanea con la Croisette a fine maggio.
L’uscita di tarda primavera è tutt’altro che un’uscita cattiva.
Non c’è pressione per smontare i film e quindi le pellicole si giovano di un respiro più ampio rispetto ad altri periodi dell’anno dove non c’è possibilità  di appello e il mercato non perdona.


Quanto ci vorrà  per il cambiamento?


Un altro paio di film come “˜Mio fratello è figlio unico’ che uscito in quel periodo ha incassato molto.
Bisogna fare in modo di sfondare questo muro di diffidenza.
D’altro canto il cambiamento delle abitudini non è mai immediato, né repentino.
Con il tempo, però, andare in sala d’estate diventerà  un’abitudine anche per gli autori e i produttori italiani.


 


E’ un’ottima annata per Rai Cinema.
La lista dei film coprodotti è lunga.
Ricordiamo: “Colpo d’occhio” di Sergio Rubini, “Gomorra” di Matteo Garrone, “Sangue pazzo” di Marco Tullio Giordana, “I demoni di San Pietroburgo” di Giuliano Montaldo, “Come Dio comanda” di Gabriele Salvatores, “I galantuomini” di Edoardo Winspeare, “Lezione 21” di Alessandro Baricco, “Un giorno perfetto” di Ferzan Ozpetek, “Un gioco da ragazze” di Matteo Rovere, “IL passato è una terra straniera” di Daniele Vicari, “Non pensarci” di Gianni Zanasi, “Parlami d’amore” di Silvio Muccino. Rai Cinema coproduce anche “Miracolo a S. Anna” di Spike Lee.

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