direttore Paolo Di Maira

PUGLIA/Cresce il Pubblico D’Autore

Sono passati 5 anni da quando la Regione Puglia, utilizzando i Fondi europei, affidò alla Fondazione Apulia Film Commission l’attuazione del progetto D’Autore per mettere in piedi un circuito di sale cinematografiche di qualità sul territorio regionale: 20 le sale, distribuite tra il barese (10, di cui 3 sale nella città di Bari), la BAT (due sale), il foggiano (quattro sale), il tarantino (una sala) e il leccese (tre sale).

In cambio del contributo dato a ciascuna sala, l’Apulia Film Commission, soggetto attuatore dell’intervento, assumeva la gestione della programmazione.
Terminato nel 2011(con un finanziamento di 3 milioni di euro), il progetto venne riproposto e rifinanziato dalla stessa Regione Puglia tramite la medesima tipologia di finanziamento per il triennio 2012-2014 e prorogato al 31 marzo 2015 (l’importo sale a 3,1 milioni di euro).
Arriva il tempo dei bilanci, e nella conferenza stampa dello scorso maggio, l’assessore regionale uscente, Silvia Godelli, ha precisato che, in attesa dell’avvio della nuova programmazione comunitaria 2014-2020 (al momento ancora in fase di negoziazione tra Bruxelles, Roma e le Regioni), sono state individuate risorse finanziarie aggiuntive che permetteranno il prosieguo dell’iniziativa con un’edizione ponte a partire dalla prossima stagione cinematografica.

La ragione è che D’Autore è stato un successo: lo documenta il Rapporto conclusivo redatto da Apulia Film Commission, dove si ripercorrono gli anni di gestione, soffermandosi anali- ticamente sul triennio 2012-2014.

Premesso che l’obietto del progetto è la promozione e la diffusione del cinema di qualità attraverso un circuito di sale cinematografiche, che, cioè, il destinatario è il pubblico e la sala cinematografica è lo strumento, D’autore, sotto la guida di Angelo Ceglie, si è sviluppato in quattro azioni: la programmazione dei film, gestita direttamente da Apulia Film Commission per almeno 220 giorni all’anno; l’organizzazione di attività promozionali destinate a un pubblico non pagante per almeno 20 giornate all’anno in ciascuna delle sale del circuito; la realizzazione e diffusione gratuita, all’interno del Circuito, di una rivista di cultura cinematografica; altre iniziative promozionali come presentazione dei film, incontri con registi, rassegne.
Nel triennio preso in considerazione la dotazione finanziaria complessiva ( 3,1 milioni di euro) è stata impiegata per circa due terzi nei contributi alle sale (quasi 2 milioni di euro), circa 600 mila euro per la comunicazione e l’organizzazione degli eventi, intorno ai 500 mila euro per lo staff e le spese generali.

L’impatto, come si diceva, è stato positivo, e non soltanto per l’alto gradimento (oltre l’80%) del pubblico, espresso attraverso un questionario somministrato al termine dell’ultimo ciclo, ma anche nel responso dei numeri. Le presenze nelle sale del circuito iscritte a Cinetel (14 su 20) hanno visto nei tre anni una costante e significativa crescita: partendo dalle 148.869 presenze del 2012, il 2013, con 157.497 presenze, ha fatto registrare un +6%; il 2014 ha registrato un balzo del +18,5% rispetto al 2013, con 186.467 presenze.

Tale crescita di pubblico si è verificata in controtendenza rispetto all’andamento nazionale che negli stessi anni ha fatto registrare numeri alternanti: a un buon 2013 (oltre 97,4 milio- ni di spettatori con un incremento rispetto all’anno precedente del 6,61%), è seguita la battuta d’arresto del 2014 (91,4 milioni di spettatori con una decrescita del 6,13% ri- spetto al 2013).

Accanto a questo dato generale di evidente crescita di ognuna delle sale aderenti al Circuito, che ha interessato tutte le sale, quelle di città come quelle di provincia, emergono casi eccezionali, come quello del Cinema DB D’Essai di Lecce che ha visto, nel trienno 2012-2014, triplicare il numero di spettatori.

Per il futuro D’autore rilancia: “Aumenteremo il numero di sale coinvolte, per arrivare a una trentina”, anticipa il presidente di Apulia Film Commission, Maurizio Sciarra “inoltre, alle sale chiederemo come intendono proseguire, e premieremo i progetti più utili per il territorio”. Sarà, in sostanza, un percorso partecipato. Il progetto, tiene a precisare Maurizio Sciarra, “ha ricevuto il plauso dei presidenti nazionali di ANEC e FICE”

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