direttore Paolo Di Maira

PUGLIA/Cresce il Fondo

Il Fondo cresce e cambia il regolamento: sono le novità  emerse dall’ultimo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Apulia Film Commission.
La dotazione finanziaria del Film Fund è balzata dai 1,6 milioni di euro del 2010 a circa 2 milioni di euro per il 2011, secondo un trend che ha visto questa cifra crescere ogni anno, (nel 2007, anno di istituzione del fondo, era di 258 mila euro).

Ma per la prima volta quest’anno, AFC alza anche il tiro, ponendo condizioni più vincolanti per le produzioni: dovrà  essere composto da cittadini pugliesi o residenti in Puglia il 35% (prima era il 30%) del personale assunto (troupe e cast), la spesa minima sul territorio regionale pugliese sale dal 150 al 200% del contributo ricevuto, le settimane di riprese sul territorio pugliese per i lungometraggi di finzione (nonché film e serie Tv) dovranno essere almeno tre (erano 2), due per i documentari (nonché docufiction e mocumentary), quattro le giornate di lavorazione richieste per i cortometraggi e due per i videoclip. L’intento è quello di aumentare le risorse qualificando l’offerta sul territorio, spiega Silvio Maselli, direttore generale della Fondazione Apulia Film Commission dal 2007 e fresco di conferma per i prossimi quattro anni.
“Dopo 3 anni di vita del fondo abbiamo capito che i tempi erano maturi per non giocare al ribasso.
Non vogliamo inseguire l’andazzo per cui ogni Regione la “˜spara più alta’ in termini di finanziamenti, abbassando però la qualità  del lavoro della Film Commission, e rendendo di fatto impossibile determinare impatti veri sul territorio.
Non si può ridurre tutto ad una competizione fra chi ha più film.
Noi vogliamo garantire maggiori possibilità  alle nostre maestranze e a ai nostri tecnici di trovare lavoro sui set pugliesi”.


Una caratteristica del Fondo pugliese potrebbe essere riassunta nello slogan: “pochi soldi a molti film”.
“Forse – chiarisce Maselli – le risorse che mettiamo a disposizione possono sembrare poche sulla carta, ma quello che ci interessa è che siano trasparenti, certe, veloci nell’erogazione e facili da rendicontare, perché siamo convinti che sia fondamentale non sovraccaricare una produzione, che già  di per sé è un sistema molto complesso, anche con le nostre procedure burocratiche.”


Il “˜paletto’ delle tre settimane di riprese per i lungometraggi potrebbe però far “˜scappare’ qualche cliente prezioso:
“Per questo abbiamo istituito un doppio binario, offrendo un sostegno anche all’ospitalità , di cui ha beneficiato, ad esempio, il film di Checco Zalone, “Che Bella Giornata”, girato fra Alberobello e Locorotondo.” E fra gli altri strumenti con cui “coccolare” le produzioni, c’è anche l’offerta di location scouting “tre notti per tre persone”, con cui appunto vengono offerti tre pernottamenti per 3 persone alle produzioni interessate a girare in Puglia, con un location scout a disposizione. Formula che, continua Maselli: “ha dato buoni risultati. Ciprì ad esempio, ha deciso così di girare in Puglia invece che in Sicilia il suo film “E’ stato il figlio”.”
Maselli sa che il momento non è facile, ad iniziare dalla produzione nazionale.
“L’incertezza sul reintegro del Fus “” conviene – ha messo la maggior parte delle società  al palo. Al di là  di quelle 2 o 3 che riescono a produrre 4-5 film l’anno, tutte le altre fanno fatica a ripartire, e questo produrrà  contraccolpi sulle Film Commission: anche da noi ci sono meno film in arrivo che negli anni passati”.
Ma le cose non migliorano se l’orizzonte si allarga al mercato internazionale:
“Attrarre produzioni estere è una chimera, noi ci proviamo, partecipando a tutte le manifestazioni internazionali, ma è faticoso perché non si attrae una produzione da soli, lo si fa come sistema paese, e mi pare che da questo punto di vista non si stia investendo, soprattutto in intelligenza”.
Che fare?
Maselli e il suo staff studiano soluzioni alternative.
“L’obiettivo è quello di uscire dalla logica dei fondi strutturali europei e iniziare a realizzare noi progetti di natura internazionale e comunitaria puntando a un’utilizzazione interna.
Per esempio partecipando ai bandi del programma MEDIA, mirando, più in generale, ai fondi settoriali europei (nel 2013 la Puglia, al pari di altre regioni meridionali italiane, uscirà  dall’area obiettivo convergenza, e i fondi strutturali, dedicati cioè alle politiche regionali, diminuiranno, n.d.r), o iniziando a produrre noi direttamente, proponendo idee nostre”.
E’ questo il caso di un documentario sul ventennale dello sbarco degli albanesi sulle coste pugliesi, che coinvolgerà  per la prima volta l’Apulia Film Commission nel ruolo di co-produttorei, “assieme alla Indigo Film, a cui abbiamo proposto il progetto”, conclude Maselli.


Nel frattempo, la macchina del Fondo attira nuove produzioni in Puglia: sono stati resi noti i titoli dei progetti che hanno beneficiato del contributo della prima tranche del 2011 (un investimento totale pari a 435mila euro a cui si aggiungono i 200mila euro di finanziamenti dei Fondi FESR indirizzati all’ospitalità ).
Sono 14 progetti, di cui 8 lungometraggi, un cortometraggio e 5 documentari (è possibile consultare titoli e relativi finanziamenti su http://www.apuliafilmcommission.it/servizio/home/apulia-film-fund-risultati-i-sessione-2011.html).

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