direttore Paolo Di Maira

PROTAGONISTE / Donne contro gli stereotipi di genere

Accendere i riflettori (e mantenerli accesi) sul cinema delle donne, sostenendo nello stesso tempo le Sale di Comunità e i Cinecircoli, importanti luoghi di cultura chiusi ormai da un anno: è questo l’obiettivo di Protagoniste. Le Donne del cinema tra identità e sguardo, l’iniziativa lanciata oggi online da ANCCI l’Associazione Nazionale Circoli Cinematografici Italiani, insieme ad ACEC, l’Associazione Cattolica Esercenti Cinema, in collaborazione con Women in Film&Television Italia e la rivista Filmcronache.

Un progetto che si articola “per sguardo e per parole” spiega Tiziana Vox, citando Patrizia Valduga: “una serie di appuntamenti On Demand con cadenza mensile – da marzo a novembre – in cui presenteremo dei video focus che percorreranno 4 tracce: Diritti Negati – Identità di genere – Emancipazione – Ruoli della donna nella sfera privata. Le clip video saranno accompagnate dal racconto autentico, attraverso conversazioni con professioniste di rara sensibilità e intelligenza nel racconto cinematografico femminile contemporaneo italiano.” 


“Dall’iniziativa Half of it alle linee direttrici del Recovery Plan italiano per l’utilizzo dei fondi di Next Generation EU, emerge con chiarezza l’esigenza di puntare sulla valorizzazione delle donne in tutti gli ambiti professionali, a partire dalle sedi e dai luoghi decisionali. Con questa iniziativa – ha spiegato Massimiliano Eleonori, presidente ANCCI – vogliamo offrire un contributo qualificato al dibattito sulla parità di genere, che è al centro dell’agenda nazionale ed europea”.

Già nel XVI secolo Teresa d’Avila  diceva “Vedo profilarsi dei tempi in cui non ci sarà più ragione di sottovalutare animi virtuosi e forti per il solo fatto che appartengono a donne”; nel 1973 nasceva Women in Film a Los Angeles da un gruppo di attrici che ponevano sul tavolo tema della disparità della retribuzione, tutt’ora attuale, e una ricerca ci dice che nelle produzioni italiane dal 2008 al 2018 la presenza delle registe donne è del 15%.
“L’evoluzione  richiede tempo ma è il momento di premere sull’acceleratore”:  ne è convinta Domizia De Rosa, Presidente (dallo scorso gennaio) di Women in Film, Television & Media Italia: “siamo nate in Italia nel 2018, l’anno del #metoo della splendida illusione del 50-50 by 20/20, che comunque ci ha spinto ad attraversare i festival con le nostre richieste, e portato, ad esempio, ad organizzare ogni anno, con la Biennale di Venezia, un seminario sulla parità di genere. Le nostre tre parole chiave, supportare, incoraggiare e connettere, ci avvicinano alle finalità delle sale dei circoli e di questo progetto, a cui ci lega anche il focus che quest’anno dedichiamo alla formazione.”
“Brevi contenuti video che abbiamo chiamato “pillole di autoconsapevolezza” con cui approfondiamo da diversi punti di vista il tema degli stereotipi di genere”, racconta la vicepresidente di WiFT&M Astrid de Berardinis che cita il contributo di due ricercatrici ISTAT, da cui emerge anche che ai 142 film dei David di Donatello corrispondono solo 18 registe, e che le donne coinvolte nella Giuria sono solo 464 su oltre 2000 giurati.

Una di queste giurate è Alina Marazzi, che sarà anche una delle registe ospiti del progetto, assieme a Antonietta De Lillo. Entrambe sottolineano il ruolo fondamentale dei circoli di cinema, che, grazie alla paziente e costante azione di fidelizzazione del pubblico promuovono un dibattito e una riflessione, “a cui noi donne possiamo contribuire:  sono contenta se diventiamo un pretesto, c’è sicuramente bisogno di più giustizia di genere ma, in generale, anche  di più giustizia sociale, e attraverso di noi si può fare riflessione che non si arrocchi solo sulle donne, ma si allarghi e diventi inclusivo, proprio nello spirito che è proprio anche di Women in Film & Tv Italia.” 

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