PRODUTTORI/Se la Fiction si impegna

PIETRO VALSECCHI/ Faccio squadra con Mediaset


“Temi sociali, politici, economici. Penso che la fiction debba raccontare questo: quello che viviamo, non favole. E questo è quello che mettono in scena le produzioni di Taodue: “Borsellino”, “Il capo dei capi”, “Moro””¦”.
Non ha dubbi il produttore Pietro Valsecchi.
Lo abbiamo incontrato al Television Festival di Monte-Carlo, dove è presidente di giuria per le serie tv.


Cosa avete in cantiere?
Sette serie.
Le solite che funzionano e nuovi progetti: “H2O”, sull’ambiente, fortemente legata alla cronaca; “Squadra Antimafia”, una specie di romanzo su Palermo in sei puntate; “Intelligence” con Raoul Bova, molto innovativo come linguaggio; “Crimini bianchi”, sugli errori medici e la malasanità , già  attaccato da certe parti della medicina ufficiale prima ancora di essere girato.

Ma contemporaneamente, per restare solo alle produzioni più recenti, fate anche “I liceali”.
Sì, e ne siamo molto orgogliosi.
Inizialmente ci credevo solo io.
Poi ho visto la reazione di mia figlia quando ancora lo stavamo girando, e ho capito che “aveva gambe”.
Non è il solito prodotto corrivo e banale, parla dei problemi dei giovani in modo semplice ma non semplicistico.


L’accusa che si muove alla fiction è che è edulcorata, didascalica se non celebrativa, noiosa.
Si potrebbe spingere le reti a fare meglio.
Con i dovuti distinguo, siamo di fronte a un genere che è vecchio. Vorrei tanto che questo rinnovamento partisse dalla Rai.
Ma nessuno osa, tutti hanno paura dell’Auditel.
C’è troppo controllo aziendale sul prodotto.
Scelgono un produttore e poi non si fidano di lui: o sanno di scegliere gente non capace, oppure perché tarparli?
Eppure in giro c’è una nuova leva di produttori che meriterebbe fiducia. Sky e Fox osano un po’ di più, ma sono restii a investire.
Ho molta fiducia nei manager Mediaset.


Bella forza, sono suoi soci.
Cosa è cambiato da quando avete fatto la joint venture con Mediaset?

Spira un’energia positiva: loro fanno squadra,  pensano ai contenuti, a fare ricerca, ai giovani.
A me questo accordo ha dato più tranquillità : posso dedicarmi interamente al prodotto.
Ma mi sento anche più responsabile verso il mio editore, che mi ha voluto dentro la sua azienda.
Anche De Agostini, che vuole costruire una nuova Endemol, mi stava cercando.
Ma io non ho voluto lasciare amici con cui ho sempre lavorato».


                                                                     Adriana Marmiroli


 


SERGIO GIUSSANI/ Quindici anni con la Rai


Tramontata definitivamente l’era del “merlo maschio”, Lando Buzzanca torna a vestire i panni del Commissario che ha segnato, più di ogni altro ruolo, una svolta in senso drammatico nella sua carriera.
Il suo Vivaldi, protagonista della miniserie Rai “Mio figlio” – campione d’ascolti nel 2005 “” fa ritorno sul set triestino per risolvere una serie di nuovi crimini in “Mio figlio. Altre storie per il Commissario Vivaldi” per la regia di Luciano Odorisio.


Accettata ormai l’omosessualità  del figlio poliziotto, tema che aprì all’epoca della messa in onda un ampio dibattito sulla stampa, il commissario si troverà  a fare i conti con alcuni casi legati a questioni scottanti dell’attualità  italiana – dal traffico di prostitute dall’est all’eutanasia alle truffe alle assicurazioni – coadiuvato dal figlio (Giovanni Scifoni) e dal resto della squadra (Sergio Sivori, Alessandra Celi, Renato Marotta, Ornella Bonaccorsi).
Al suo fianco, l’amico ed ex collega Salvatore, interpretato da Luigi Maria Burruano, e la moglie Laura (Caterina Verteva).
Co-protagonista, ancora una volta, la città  di Trieste, con le sue diverse realtà .

“Girare le nuove avventure di Vivaldi” – racconta Sergio Giussani, produttore con Giorgio Schottler per Artisacha – “significava necessariamente tornare a Trieste, che è un po’ l’anima di questo prodotto.
L’idea di introdurre un Commissario del Sud in una città  come questa ci è sembrata vincente, una bella contrapposizione.
Trieste conferisce alla fiction una forte connotazione narrativa.
E poi io non sono nuovo nel capoluogo giuliano, perché sono stato fra i primissimi a portarvi una fiction televisiva, “Senza confini”, nel 2000.
Lì c’è una Film Commission che funziona “” Friuli Venezia Giulia FC (ndr) “” e questo rende tutto più semplice”.


Giussani confida di riuscire a replicare, in questa seconda serie, il successo della prima: “Mio figlio” è stato un grande fenomeno televisivo, visto da 8 milioni di spettatori con il 33% di share.
Era la prima volta che si parlava di omosessualità  in televisione in un prodotto per famiglie.
Credo che al pubblico sia piaciuto il fatto che questo tema sia stato trattato con naturalezza e in modo elegante, mai volgare.
Anche Buzzanca ha dato il suo contributo in questo senso.
Nella seconda serie sarà  ancora centrale il motivo della paternità , ma anche della rinuncia ad essere padre che deve accettare chi è gay. Parallelamente, verrà  rinforzata l’ossatura del poliziesco, con i singoli casi di puntata”.
Lo stile e i modi con cui il commissario Vivaldi arriverà  alle soluzioni saranno comunque mantenuti, così come i tratti da commissario all’antica, impulsivo, ironico e un po’ conservatore.


“Stiamo potenziando il formato del 6×100′”, afferma Giussani, “in quanto intravediamo un certo incremento della lunga serialità , quella da 6-12 puntate.
Allo stesso tempo, la Rai “” con cui lavoro dal ’93 – sta ripensando a riproporre il pezzo unico, il film per la televisione, dopo un periodo di assenza dagli schermi”.
Prova ne sono le nuove produzioni Artisacha “” la realtà  produttiva nata dall’incontro di Artis Edizioni Digitali e Sacha Film Company, che ha esordito con “Giuseppe Moscati: l’amore che guarisce”, vincitore del RomaFictionFest nel 2007 “” targate Rai, dal tv-movie “Il Sorteggio” con Beppe Fiorello, ambientato a Torino nel 1977 all’alba del primo grande processo alle Brigate Rosse, a “” fra le altre – l’impegnativa serie “Mission on the doorstep” sulle forze di pace italiane all’estero.


                                                                       di Chiara Gelato

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