direttore Paolo Di Maira

PAROLA D'AUTORE/ Bertolucci, Sorrentino, Virzì

a cura di Carolina Mancini


GIUSEPPE BERTOLUCCI



LA CASA DI CIONI MARIO
«Quello di Berlinguer ti voglio bene era un paesaggio indefinibile, non era più campagna e non era ancora area industriale per cui riassumeva in pieno le contraddizioni di quell’epoca di transizione che volevamo raccontare nel film. Oggi tornando al vecchio casolare dove ambientammo la casa di Cioni mi ha molto colpito un fatto, se vogliamo simbolico anche questo: l’autostrada che prima correva a oltre cento metri dall’aia si è come avvicinata fino quasi a sfiorare la casa e a sottintendere che trent’anni di televisione commerciale e di espansione della mobilità  di massa hanno lasciato il segno anche qui”


LA PIANA TRA PRATO E FIRENZE
«Per noi fu naturale venire a girare il film proprio nei luoghi dei racconti di Roberto, in quella Toscana della Piana tra Prato e Firenze così lontana dagli stereotipi della Toscana da copertina cui siamo abituati. Oltre tutto essendo un film low budget e non avendo grandi mezzi a disposizione lavorare dove Roberto era conosciuto ci agevolò, basti pensare che, caso forse unico nella storia del cinema italiano, Roberto pagò “in natura” location e comparse offrendo uno spettacolo alla Casa del popolo di Galciana»


LA CHIESA E IL SUO PRETE
«La chiesa e il prete in quel film rappresentavano una parte di quella cultura contadina che stava ineluttabilmente scomparendo, dando vita ad una serie di intrecci e di meticciati con il nuovo che si stava affermando. Di fatto però per Cioni Dio non ha una valenza metafisica, per lui l’unica valenza metafisica ce l’ha l’utopia comunista mentre il prete è solo il lascito di una civiltà  che sta scomparendo».


 


PAOLO SORRENTINO: LA CONSEGUENZA DELLE STORIE


Che ruolo hanno i luoghi nei suoi film?
I luoghi sono una conseguenza delle storie. Ne “Le Conseguenze dell’Amore”, ad esempio, volevo ricalcare l’atmosfera dei romanzi di Simenon: ho visto moltissimi hotel prima di trovare quello adatto, che alla fine ho scelto istintivamente, in modo quasi immediato. Parliamo dei luoghi de “L’amico di Famiglia”: luoghi metafisici, quasi dei “non luoghi””¦ Cercavo un’ambientazione che desse l’idea di periferia, di città  desertica. Ho scelto i luoghi che esteticamente si prestavano di più ad essere filmati. L’architettura razionalista del periodo fascista, tipica dell’Agro Pontino, si concilia particolarmente bene con il rettangolo dell’inquadratura.


Che rapporto ha con Napoli, la sua città ?
Ho pochissimo rapporto con la città , vivo da sempre nella stessa casa, dove passo praticamente tutto il tempo che sto in città .


 


PAOLO VIRZàŒ: LE PERSONE FANNO I LUOGHI

Che ruolo hanno i luoghi nei suoi film?
“Il luogo è la fonte primaria d’ispirazione di un film, che per prima cosa racconta un mondo fatto di persone: un paesaggio umano. Ogni mio film si identifica ed è ispirato al significato umano dei luoghi dove è girato: “Caterina va in città ” è un innanzi tutto un film su Roma. “Ferie d’Agosto” è girato a Ventotene, l’isola dove venivano mandati al confino gli antifascisti, e dove poi è nata l’Europa: è infatti un film sulla politica. “Ovosodo” è una dichiarazione d’amore a Livorno”¦”


 “¦Che ovviamente è il suo luogo del cuore”¦
“Anche se non potrei più viverci. Ci torno, ma poi riparto subito.”


Parliamo dei luoghi di “N””¦
“Anche in questo caso i luoghi e le persone sono stati fondamentali. Già  molto prima di fare il film ero andato a dare un’occhiata alle residenze napoleoniche di Portoferraio, poi trasformate in un biscottificio che oggi non esiste più: era tutto così diverso dalle regge francesi! Sicuramente il fatto che Napoleone fosse stato esiliato all’Elba ha influito sulla mia voglia di fare il film. La realizzazione di un film in costume è sempre insidiata dal manierismo, che io volevo evitare, e in questo mi ha molto aiutato il fatto di conoscere il carattere della “mia gente”: anche se dovevo andare indietro nel tempo, sentivo che avevo una buona base per ricostruire il passato. Anche con i luoghi non volevo cadere nel fasullo delle ricostruzioni, l’idea era quella di un’isola povera, mal ridotta. Purtroppo questo ci ha allontanato dall’Elba, dove tutto sembra infiocchettato,e i paesi assomigliano a grandi coni gelato. Quasi tutto il film è stato girato in altri luoghi: a Baratti, Piombino, Campiglia e Suvereto, dove siamo arrivati giusto in tempo prima che venisse “tirato a lucido””.


Cinema&Video International  11/12-2006

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