direttore Paolo Di Maira

PAOLO DAMILANO/Il Futuro del Cinema oltre il Cinema

Paolo Damilano Presidente FCTPPaolo Damilano, imprenditore piemontese del vino e delle acque minerali è da un paio d’anni presidente di Film Commission Torino Piemonte, ruolo cui da qualche giorno si è aggiunto quello di presidente del Museo del Cinema di Torino.
Con Cinema & Video International Damilano commenta i dati del bilancio dello scorso anno e parla di futuro. Il 2015 sembra essere un anno particolare per la Film Commission Torino Piemonte, il numero 15 torna con una certa frequenza: dai 15 anni di attività, ai 15 milioni di ricaduta economica nello scorso anno, al 15% di contributo alle produzioni che girano in Piemonte.

Da dove cominciamo?
Da quel che più interessa i professionisti del cinema: quel 15% che rappresenta la nostra quota nella copertura dei costi delle produzioni sul territorio. Un contributo dato senza imporre bandi e scadenze.

Però, creare rapporti diretti, informali, con i produttori, è sempre stato lo stile della Film Commission Torino Piemonte
E’ vero, ma ora avvertiamo la necessità di comunicarlo con maggiore chiarezza. Il produttore cinematografico deve sapere che potrà usufruire del nostro sostegno economico senza dover passare attraverso procedure burocratiche che spesso rallentano il suo lavoro. Per un imprenditore il tempo è denaro…

Dialogo tra imprenditori: anche questa è una caratteristica tutta piemontese
Il mio ruolo è questo: devo essere un portale attraverso cui il mondo delle imprese comunichi con quello del cinema, abbia qualcuno che gli parli, gli spieghi, lo aiuti a superare una certa diffidenza, atteggiamento ancora molto presente.

E’ vero, certi luoghi comuni sono duri a morire; però è anche vero che il cinema esercita un fascino enorme su chi non appartiene a questo mondo
Lo verifichiamo nel lavoro che stiamo facendo sul tax credit: direi che la convenienza fiscale non è la prima ragione per cui un imprenditore si convince a investire nel cinema. Ci siamo accorti che più della leva finanziaria gioca quella della comunicazione: poter comunicare i valori del brand attraverso il cinema. Questo è ancora più importante per l’imprenditoria del territorio, per cui il rapporto di fiducia con la comunità locale è essenziale.

Una Film Commission meno Torino e sempre più Piemonte?
La Film Commission ha avuto un ruolo molto importante nel cambiamento di Torino. Anche se la spinta forte l’hanno data le Olimpiadi, certamente aver potuto comunicare la città attraverso il cinema è stata la migliore forma di pubblicità. Se adesso siamo più attenti alla provincia è perché lì esiste un tessuto imprenditoriale fortissimo e molto ricettivo per le ragioni che ho spiegato prima.

Non dimentichiamo, poi, che girare, per esempio ad Alba o ad Asti (come è avvenuto di recente) assicura al produttore maggiori vantaggi economici. Locali ma anche globali: è vero che la Film Commission è coinvolta in un progetto di coproduzione audiovisiva con la Cina?
Abbiamo intercettato l’interesse dei nostri produttori viti-vinicoli verso i mercati asiatici, li stiamo persuadendo a utilizzare i Fondi OCM dell’Unione Europea dedicati alla promozione extra UE per partecipare al finanziamento di un film.

In che modo pensa che un film possa promuovere il vino? Pensa a una sorta di “Sideways” o “Un’ottima annata” made in Piemonte?Vogliamo esportare il vino, non il film. Sarà una storia cinese girata nelle Langhe. Anche in questo caso riteniamo che la comunicazione sia più efficace quando si parla la stessa lingua del target cui ci si rivolge. E per lingua intendo, ovviamente, la storia, l’approccio culturale.

E’ il vostro modo di lavorare sull’internazionalità?
Seguiamo gli orientamenti dati dal Ministro Franceschini. Quando afferma che i film e le serie tv ambientate in Italia sono il più straordinario strumento di promozione turistica e di rilancio dell’immagine dell’Italia nel mondo, non è forse anche a questo che si riferisce? Noi aggiungiamo l’eccellenza del nostro vino.

Ultima domanda, d’obbligo: da pochi giorni lei è stato nominato presidente del Museo del Cinema di Torino. Cosa può significare presiedere due poli strategici dell’audiovisivo piemontese ?
Al momento posso solo dire che mi sembra una straordinaria opportunità per fare sistema. Le sinergie che si potranno creare tra due realtà d’eccellenza come il Museo e la Film Commission daranno maggiore impulso al lavoro di fund raising che stiamo già facendo con successo nei confronti del mondo dell’imprenditoria privata.

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