direttore Paolo Di Maira

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PALMA d’ORO a Triangle of Sadness

Dal quadrato al triangolo: la critica al capitalismo del regista svedese Ruben Östlund cambia di forma geometrica, e torna a incantare la Giuria del 75° Festival di Cannes, conquistando la seconda Palma d’Oro con The Triangle of Sadness.
La prima l’aveva vinta con nel 2017 con The Square: fuori dall’atmosfera urbana del piccolo museo (quadrato) di arte contemporanea, la storia del triangolo di tristezza di svolge su un’isola, dove affonda una crociera per i super ricchi lasciando intrappolati i sopravvissuti. A muovere la satira feroce tornano ad essere la forza dell’ambiente, che ribalta e rivela la natura umana, un po’ come in Force Majeure, anch’esso in un certo senso legato alla forma triangolare, quella delle montagne.

E le montagne, Le Otto Montagne di Charlotte Vandermeersch & Felix Van Groeningen, assicurano all’Italia l’unico premio del Concorso: quello della Giuria, condiviso con EO diretto da Jerzy Skolimowski.

Altro ex-aequo è il Grand Prix, che il giovane Lukas Dohnt, (già Camera d’Or nel 2018 per Girl in Un Certain Regard) conquista con Close, assieme a Stars at Noon di Claire Denis.

Il Grand Prix del 2004 (con Old Boy), il regista coreano Park Chan-wook è invece il Miglior Regista con Decision to Leave.

Premiati anche altri ex Palme d’Oro cari al Festival: i Fratelli Dardenne, che con Tori et Lokita vincono il nuovo Prize of the 75th, e, indirettamente, Kore Heda Hirokazu, attraverso il Premio alla Migliore interpretazione maschile all’attore coreano  Song Kang-ho per Broker.

Migliore interpretazione femminile è quella dell’attrice iraniana Zar Amir Ebrahimi per Holy Spider di Ali Abbasi (“molte persone in Iran, vorrebbero che fossi invisibile, nella vita e nel cinema. Invece sono qui, con questo premio” ha detto, dedicando la vittoria alle donne iraniane).

Boy From Heaven, del regista svedese di origini egiziane Tarik Saleh, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura.

L’Italia è protagonista nei premi della sezione La Cinef, vinta da Valerio Ferrara con Il barbiere complottista, prodotto dal CSC (leggi qui)

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