Sei lungometraggi e tre corti, in varie fasi di sviluppo e produzione saranno finanziati dal nuovo Palestine Film Fund (PFF), messo a disposizione dal Palestinian Film Insitute (PFI) e lanciato al Marché du Film di Cannes lo scorso maggio per sostenere i filmmakers palestinesi nel mondo.
Sono 167 le candidature pervenute: i 9 film selezionati, che si spartiranno una somma di 45,000 Euro, spaziano fra diversi temi e generi— da ritratti familiari interini a esplorazioni sul dislocamento, la memoria, la resistenza e la resilienza- tutte narrazioni che partano da prospettive autenticamente palestinesi.
“La straordinaria risposta a questo primo bando ci dimostra sia la necessità di queste misure di supporto, sia l’incredibile respiro creativo degli autori palestinesi di oggi”. Ha dichiarato Reem Shadid, membro del direttivo del PFI. “Questi nove progetti giovano un ruolo cruciale nel realizzare la nostra missione di creare uno spazio aperto dove i filmmaker palestinesi possano condividere le loro storie e immagini, liberi dalla minaccia della censura e della cancellazione.”
La prima giuria del PFF ha riunito un gruppo eccezionale di professionisti conosciuti e stimati: Michel Khleifi (Palestine), Marianne Khoury (Egitto), e Rania Stephan (Libano).
“Siamo rimasti colpiti dalla qualità dei progetti che dimostrano maturità cinematografica e esprimono la ricchezza delle esperienze palestinesi, e marcano l’avvento di una nuova generazione di filmmakers.” Hanno dichiarato i giurati. “E’ stato difficile scegliere, specialmente in questo momento di cancellazione da parte della politica, erano in molti a meritare il supporto. Per questo abbiamo deciso di fare un’eccezione in questo primo ciclo ed espandere il finanziamento a nove opere, che ci hanno conquistato per la chiarezza e l’integrità della loro visione artistica, e per la varietà dei lugnuaggi cinematografici con cui rappresentano la realtà delle vite palestinesi. Portano con sé un forte senso di urgenza, radicato nell’esperienza eppur aperto a forme poetiche, ibride e immaginifiche. Ognuno di essi ha il potenziale per viaggiare lontano pur rimanendo intrinsecamente ancorato nelle narrazioni palestinesi.”
Sono: i documentari Concrete Land di Asmahan Bkerat (Palestina- Giordania); +477 Night di Aisha Alqraan; Aziza in a Cherished Land di Tareq Khalaf (in post-produzione) e il documentario in sviluppo To Make Things Grow di Yasmin Fedda (UK). Due produzioni ibride: Three Days and a Third di Rakan Mayasi (Belgio, Palestina, Libano), in post-produzione e The Story of the Mountain di Shayma’ Awawdeh, in sviluppo. E i cortometraggi Trash di Leen Ms. Kanan (finzione, in produzione); l’animazione in sviluppo Issa and the Forest di Rama Heib, e il documentario in produzione Where the Light Rests di Islam Tuaima.



