direttore Paolo Di Maira

OLD CINEMA/Sapore di Sale

FIRENZE/Riapre l’Alfieri con la magia di Bustric

Cinema, teatro, musica, gastronomia, design, arti visive: dopo sette anni di chiusura e costosi restauri, l’ex cinema Alfieri, di proprietà del Comune di Firenze, riapre al pubblico in versione multitasking, ogni giorno dalle 5 del pomeriggio all’una di notte.

L’Alfieri comparve a Firenze nel 1979, grazie a Claudio Zanchi, importante figura del cinema italiano, co- autore della Legge sul cinema del 1965 e creatore della Federazione Italiana Cinema d’Essai e del circuito Atelier di cui l’Alfieri era parte. L’Alfieri subito si affermò come luogo di culto del cinema d’essai, e lo è stato per la gran parte dei suoi primi vent’anni di vita.

Ora – in uno spazio polivalente – il cinema si alternerà, o meglio, dialogherà (come è nell’ambizione dei suoi animatori) con altre forme d’arte e d’intrattenimento. Sono dunque giustificate le diverse professionalità coinvolte: l’attore, mimo e illusionista Sergio Bini (in arteBustric) ha il coordinamento artistico del teatro, mentre la programmazione cinematografica è a cura del critico Claudio Carabba in collaborazione con “Quelli della Compagnia” di Fondazione Sistema ToscanaItalo dall’Orto cura il settore scuola e lo studio Marangoni dà il suo contributo per la fotografia.
Nello “Spazio Alfieri” (è questo il nuovo nome) faranno tappa anche alcuni Festival cittadini, dallo storico Festival dei Popoli al Clorofilla Film Fest di Legambiente. Alla libreria BRAC sono affidati Bar e Bistrot.

Ad inaugurarlo, a fine settembre, nella settimana in cui il capoluogo toscano ha ospitato i mondiali di ciclismo, è stata l’anteprima di “The Armstrong Lie”, il documentario sul leggendario e controverso campione di ciclismo presentato a Venezia 70, seguita dallo spettacolo che Bustric insieme a Cesare Malfatti, fondatore dei La Crus, ha messo in scena ispirandosi alle immagini dei film di Melies. (P.D.M.)

 

TRENTINO/Alla ricerca dei Cinema perduti

Si è svolto all’interno di due vecchi cinema di Arco, in Trentino, dal 20 al 29 settembre, il secondo evento nazionale di Old Cinema: dopo Giuseppe Tornatore, ospite d’onore della prima edizione, quest’anno la riflessione sui vecchi cinema di valore è toccata a Silvano Agosti, Giuliano Montaldo.
Si è discusso anche delle monosala a rischio chiusura e della digitalizzazione dei cinema entro il 2014.

Old Cinema è infatti un progetto di monitoraggio e recupero dei cinema perduti, partito l’anno scorso con una mappatura delle sale cinematografiche abbandonate del territorio. Alla ‘re- gia’ del progetto Ambra Craighero e Roberta Bonazza, che hanno condotto la ricerca e girato un documentario che ne raccoglie l’esperienza: è un viaggio nelle vecchie sale, con le testimonianze di maestri del cinema che raccontano il loro primo incontro con la sala cinematografica, la fascinazione e la magia di quei luoghi.
Obiettivo di Old Cinema è riaprire 20 sale di grande valore in tutta Italia, una per regione, in collaborazione con il Mibac, gli enti locali le associazioni di settore e imprese private.

Dice Laura Zumiani, responsabile di Trentino Film Commission che sostiene il progetto: “si sta creando una rete attorno a questo movimento, alle registe è stato chiesto di realizzare que- sta mappatura anche in altre regioni italiane e adesso stanno pre- parando il loro secondo documentario dove i protagonisti saran- no invece i giovani, che parleranno del loro rapporto con la sala.”  (C.M.)

 

BOLOGNA/Omaggio ai Brustolein

Quante sale cinematografiche non esistono più a Bologna? Chi le gestiva? Chi ci andava, e cosa rappresentava il cinema in sala per tutti coloro che dal dopoguerra lo frequentavano assiduamente e sono stati testimoni della sua parabola che ormai da tempo ha imboccato la fase discendente?

A tutte queste domande cerca di dare una risposta “Old Cinema-Bologna Melodrama”, documentario diretto da Davide Rizzo nel 2011, che, dopo aver guadagnato il titolo di “Miglior Film” a “DocUnder30” e la menzione speciale a “I’ve seen films” nel 2011, quest’estate ha vinto “Arkipel”, il festival di documentari di Jakarta.Realizzato nel 2011, prima dell’omonimo progetto trentino, anche l’”Old Cinema” bolognese parte da una mappatura della città di Bologna, alla ricerca delle vecchie sale cinematografiche della città ormai chiuse.

“Il progetto è nato nel 2007 da un’idea di Pierluigi De Donno e Davide Rizzo: volevamo analizzare il rapporto delle sale con i cittadini che le hanno vissute e ne hanno vissuto il declino: per questo il racconto è fatto dagli anziani, ex esercenti e pubblico”, spiega Alessandra Cesari, organizzatrice generale del progetto e produttrice associata per la Elenfant, associazione culturale bolognese.

A supporto di “Old Cinema”, la Elenfant ha prodotto poi “Brustolein”, “un sottoprogetto” nato mentre lavoravamo al documentario, e prodotto assieme a Freim eMaxman Coop con il prezioso contributo del Gruppo Hera (14.000 euro, che si aggiungono ai 2.500 euro di contributo della regione Emilia Romagna).  Abbiamo preso le interviste più caratteristiche ricavandone 13 pillole.”
Il titolo è un ulteriore omaggio al cinema di una volta: i brustolein in dialetto bolognese sono i semi di zucca che si sgranocchiavano in sala.

“Queste puntate erano finalizzate a una distribuzione in sala prima dei film, un po’ come il carosello di una volta, e servivano poi anche come promozione e lancio del documentario vero e proprio, – continua Cesari.- Hanno fatto il giro dell’Emilia Romagna attraverso il circuito Doc in Tour, la Cineteca di Bologna (che ci ha supportato anche per “Old Cinema”) le ha inserite nella rassegna “Sotto le Stelle del Cinema”, prima dei film della retrospettiva su Sergio Leone.
Poi sono state prese, tutte e 13 insieme, al Torino Film Festival, nel 2010, e programmate prima del film di Monicelli “Risate di Gioia”.

“Old Cinema” sarà proiettato nuovamente a Bologna il 2 novembre, come tappa dell’itinerario “Cinemacittà: vita e relitti dei grandi cinematografi cittadini”, uno dei percorsi di Trekking Urbano Bologna 2013.  (C.M.)

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