direttore Paolo Di Maira

NETFLIX / Arriva il Divin Codino, girato a Roma, Trento e Firenze

I successi in campo, gli infortuni, il rapporto di amore-odio con i suoi tifosi, le incomprensioni con alcuni dei suoi allenatori e il rapporto con la sua famiglia: i 22 anni di carriera di Roberto Baggio racchiusi nei 90 minuti de “Il Divin Codino” approdano domani, 26 maggio, su Netflix.

Diretto da Letizia Lamartire e prodotto da Fabula Pictures dei fratelli De Angelis, il film è stato girato fra agosto e settembre scorso, fra Roma, Trento e Firenze.

Natalie Foffi è la location manager che ha seguito le sette settimane di riprese: tre nel Lazio, dove sono state girate le scene delle partite, principalmente all’interno dello stadio di Tivoli, che, grazie al green screen, ha dato il volto a diversi campi da gioco, italiani e internazionali (i veri volti degli stadi italiani sono stati ripresi con un drone in 3D ): “nel film si raccontano una ventina di squadre, dalla Fiorentina, al Brescia, alla Nigeria, al Brasile, – spiega Foffi – e questo fra l’altro ha comportato un enorme lavoro dal punto di vista delle liberatorie per le immagini e i brand, che ha coinvolto tutti i reparti, costumi in primis.”

Gli altri stadi che hanno ospitato le riprese sono l’Olimpico di Roma (“dove abbiamo girato l’ingresso dal tunnel per la partita dei Mondiali contro il Brasile”), e quello di Arco, in provincia di Trento.

“C’è poi un campetto dell’oratorio di Trento, dove abbiamo ambientato il campo di Caldogno, in Veneto, dove Baggio si è avviato al calcio. In Trentino abbiamo girato tre settimane, è il luogo dove Roberto ama andare a caccia, altra cosa che vedremo nel film e che è stata girata qua, come le scene sul lago, quelle legate alla pratica buddista e quelle della casa della sua famiglia: ne abbiamo trovata una, che i proprietari non abitano, e che è rimasta arredata come era negli ani ’80, come sospesa nel tempo – continua Foffi. -Anche il capannone che si vede nel trailer e nella scena iniziale l’abbiamo trovato qua, grazie alla collaborazione con la Trentino Film Commission e in particolare ad Alberto Battocchi che mi ha accompagnato nello scouting di luoghi che poi si sono rivelati molto adatti per il set.”

Ed è stato soprattutto per il supporto della film commission che la produzione ha scelto il Trentino, decidendo anche di adottare il protocollo Green Film: “questo ha comportato anche la necessità di scegliere locations che non fossero troppo distanti fra loro, per evitare grandi spostamenti di una troupe che contava un centinaio di persone” aggiunge Foffi.

Altra location romana è stata l’Hotel Sheraton, dove è stato ambientato l’albergo americano per la trasferta USA.

Ma in un film su Roberto Baggio non poteva mancare Firenze, città molto cara al ‘Divin Codino’ che ha molto contraccambiato il suo amore: le giornate di riprese in città, realizzate di concerto con la location manager Sara Moretti, hanno toccato lo storico negozio di dischi Contempo Records di via dei Neri, che ha dato il volto al vecchio “Mister Disco” di Campo di Marte una delle mete del cuore del giocatore nel suo periodo in città (il titolare, Maurizio Boldrini, divenne suo grande amico e lo inziò al buddismo), e un’abitazione privata in via Sant’Egidio, da cui si gode una favolosa vista su tutta la città.

Baggio è stato molto coinvolto nella realizzazione del film, “era spesso presente sul set, anche assieme alla moglie, e ha interagito molto con gli attori per rendere il tutto più credibile.” E, curiosità per gli appassionati, “il Pallone d’Oro che vedremo sullo schermo è proprio il suo”. Conclude Foffi.

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