«Il cinema digitale non è al sicuro. È un patrimonio che col passare degli anni si fa sempre più ipotetico, abbandonato su supporti precari nell’illusione che il digitale sia per sempre. È ora di agire a livello di comunità europea, combinando l’interesse pubblico con quello privato.» E’ da questa considerazione di Piero Costantini, CEO e Founder di Mnemonica, (la piattaforma cloud B2B per la gestione, condivisione e archiviazione di contenuti, che dal 2015 ad oggi ha supportato oltre 1.000 produzioni audiovisive, n.d.r.) che nasce il Manifesto per la memoria del cinema digitale”, documento programmatico ideato da MNEMONICA per richiamare istituzioni, produttori e operatori del settore alla responsabilità della tutela del patrimonio audiovisivo nell’era post-pellicola. Il Manifesto esplora come i quadri normativi nazionali e dell’UE possano migliorare la protezione dei master digitali e dei relativi asset nel tempo, identificando best practice, opzioni politiche concrete e percorsi di cooperazione.
Il Manifesto è stato lanciato all’European Film Market della Berlinale in occasione del panel FUTURE HERITAGE. Garantire il futuro degli archivi cinematografici digitali in cui esperti di conservazione e valorizzazione del patrimonio audiovisivo hanno discusso della urgente necessità di impedire che il cinema digitale perda la sua memoria, e dei modi per farlo. Accanto a Piero Costantini hanno partecipato al panel Thomas C. Christensen (Direttore Archivi del Danish Film Institute), Cecilia Pezzini (Festivals and Classics Acquisition Manager di Coproduction Office Germany), e Simone Appleby (Direttrice del laboratorio di restauro digitale del Centre national du cinéma et de l’image animée – CNC) che ha inviato una sua presentazione per illustrare come in Francia, la legge cinema 2016 prevede che la preservazione digitale delle opere sia uno dei requisiti dei fondi alla produzione e post-produzione.
Tra i temi chiave: il ruolo dei titolari dei diritti e dei partner tecnici, i modelli di finanziamento e sostenibilità, la sovranità europea dei dati, e l’urgente necessità diallineare il lavoro di produzione con i requisiti di conservazione a lungo termine, affinché il patrimonio audiovisivo europeo nativo digitale rimanga accessibile alle generazioni future.
“Amazon dice che costruirà una nuova Cloud Europea, e anche se la Commissione Europea lo ritiene improbabile, io penso che il rischio dci sia, per cui è necessario che ci dotiamo della nostra tecnologia per la preservazione” Dice Costantini.
Il Manifesto costituisce un appello all’azione collettiva rivolto alle istituzioni, affinché venga aggiornata la normativa nazionale a garanzia della tutela digitale del cinema, e ai produttori, perché riconoscano nella conservazione professionale la migliore assicurazione sul valore delle proprie opere.



